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notizia del 08/12/2013 messa in rete alle 21:38:51
Lettera aperta al procuratore della Repubblica Lucia Lotti
Gent.ma dott.ssa Lotti,
con qualche mese di ritardo (un distacco temporaneo in un’altra sede di lavoro mi ha tenuto lontano da casa, provocando, praticamente, un vero e proprio black out di notizie provenienti dalla mia natia Gela), ho avuto modo di leggere alcune sue dichiarazioni rilasciate a colleghi, i quali opportunamente hanno voluto verificare le condizioni di… salute di quell’autentico avamposto di legalità che, da subito e pur nelle condizioni di estrema precarietà, si è rivelato il Tribunale di Gela.
Al di là dei dati statistici, che certamente hanno il loro indubbio ed innegabile valore, quello che mi ha particolarmente colpito è lo spirito, il coraggio, la passione civile, la perseveranza, l’umiltà, l’intraprendenza – contraddistinta da eccezionale equilibrio e da una spiccata quanto saggia prudenza – con cui Ella giornalmente si misura con una realtà sociale, divenuta negli ultimi 30 anni tra le più difficili della Sicilia e che, grazie al diuturno impegno da Ella profuso, con la collaborazione dei suoi Sostituti, oltre che dei vari corpi di Polizia , Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, sta cercando, a piccoli ma significativi passi, di mettersi definitivamente alle spalle il suo recente doloroso e sconvolgente passato, purtroppo indelebilmente segnato da una lunghissima catena di episodi delittuosi, che hanno prodotto un’autentica carneficina: più di 100 morti violente e più di due volte tanti ferimenti. Insanguinando strade e piazze, rendendo difficile e al tempo stesso pericolosa la vita anche a coloro i quali nulla avevano ed hanno a che fare con le consorterie mafiose locali.
A differenza di molti Suoi colleghi, Ella rifugge da ogni forma di protagonismo/trionfalismo fine a se stessa e, soprattutto, non dà al suo giornaliero e scrupoloso lavoro inquirente la benché minima connotazione eroica o leggendaria. Anzi, ne traccia un percorso di lettura all’insegna di una sorprendente, assoluta normalità. Il che – me lo lasci dire – non può non suscitare sentimenti di ammirazione, di sincera stima e di riconoscenza profonda.
Leggendo queste note, immagino quale potrà essere la Sua reazione; magari tenterà di schernirsi, affermando di avere fatto solo e soltanto il Suo dovere di magistrato.
Sappiamo entrambi che non è così, che si può ottemperare alle proprie funzioni, pur senza porre in essere particolari sacrifici, impegnandosi – anche se con formale cura – in un semplice ed oscuro lavoro di routine (o di quell’aurea mediocritas, cui Orazio fa riferimento, nelle Odi), ma, al tempo stesso, senza lasciare alcuna traccia del proprio passaggio nel contesto in cui si è operato.
Al contrario, Ella ha saputo trasmettere alla comunità locale e soprattutto ai giovani, ancora impegnati nei rispettivi corsi di studio, un messaggio di speranza e di fiducia che, di giorno in giorno, si fa sempre più… contagioso e tracimante; ma anche un pedagogico testamento, che al tempo stesso costituisce nobilissimo insegnamento: ad augusta per angusta! Di cui, credo e spero, faranno tesoro, se i medesimi nella loro vita vorranno raggiungere mete e traguardi ambiziosi, senza ricorrere ad atti e comportamenti contra legem.
Di quanto ha finora fatto, di quello che sta facendo e di ciò che farà in futuro per l’affermazione dei principi essenziali dello Stato di diritto, Gela ed i gelesi Le saranno eternamente grati.
Proprio per queste ragioni, in attesa di poterlo fare de visu, dalle colonne di questo giornale e grazie alla sempre cortese disponibilità dell’amico e collega direttore, Le porgo un’ideale stretta di mano e Le rivolgo un beneaugurante ad maiora!
Elio Cultraro
Corrispondente da Gela de La Sicilia ai tempi della guerra di mafia, oggi dirigente della Siae (Società italiana autori ed editori) a Torino
Autore : Redazione Corriere
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