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notizia del 19/03/2011 messa in rete alle 21:37:22
Pubblicità senza progresso
Non ci interessa e non parleremo in questa sede delle indagini, nonché dei possibili risvolti giudiziari, inerenti la vicenda dei cartelloni pubblicitari divelti durante la settimana. Quel che più ci incuriosisce, invece, è come mai ciò avvenga giusto nel momento in cui si materializza il “giro di vite” in materia annunciato tempo addietro dall'amministrazione comunale ed applicato in questi giorni dal corpo dei vigili urbani. Accade, cioè, che da mesi il comune non rilascia autorizzazioni e tutti i titolari delle agenzie pubblicitarie, che si occupano di cartellonistica, siano stati monitorati e puntualmente denunciati a piede libero dalla polizia municipale per occupazione abusiva del suolo pubblico.
A ciò si aggiunge, come detto, il danneggiamento di alcuni cartelloni per mano di ignoti.
Una vicenda ai limiti del surreale, i cui contorni non sono ancora ben definiti, ma tali comunque da consertirci di delineare uno scenario che sullo sfondo già ben conosciamo, tanto da considerarlo tipico di questa cittadina, qual è quello dell'abusivismo: fenomeno che s'incunea con naturale agilità e si destreggia con estrema facilità agilità tra il business e l'anarchia.
Che quello della pubblicità esterna, in spazi aperti al pubblico godimento, sia un business lo intuiamo. Per pubblicità esterna s'intendono, ovviamente, le affissioni e la cartellonistica in generale, ma anche altri supporti che vanno dalla semplice cancelleria, all'insegna di un negozio, ai led sui tram, ai cartelloni ai margini di un campo di gioco e via discorrendo. C'è anche quella pubblicità luminosa 24 ore su 24 e quindi efficace nelle ore notturne. Invero, la pubblicità sui cartelloni (fissi o mobili), specie quelli con tanto di gigantografie, ha un impatto diretto ed immediato nei confronti dei naturali destinatari, i comuni cittadini, sia nelle vesti di automobilisti che in quella di pedoni. Non a caso è la forma di pubblicità esterna più ricercata (con diverse soluzioni) e più richiesta. D'altra parte, però, francamente la nostra impressione è che, calandoci nella realtà gelese, non crediamo al riguardo di trovarci innanzi ad un business colossale. Forse un affare ricco da un punto di vista potenziale e magari qualcuno se ne sta accorgendo e vuole metterci le mani sopra, anche in barba ad ogni regola, inclusa quella buon senso. Ma ad oggi, pensiamo di poterla inquadrare, se di guerra si tratta, piuttosto come una guerra tra poveri.
Che l'anarchia imperi nel fenomeno dell'abusivismo, sia esso edilizio che commerciale e/o pubblicitario, in questa città è un dato di fatto. Quanto oggi succede nella cartellonistica, con manifesti i cui formati si estendono fino ai moduli 6x3 (metri) o addirittura 6x12 (metri), tanto ingombranti quanto potenzialmente pericolosi per l'incolumità pubblica, che spuntano come funghi all'improvviso (quasi come le case da una settimana all'altra) in ogni spazio utile del suolo cittadino, è frutto di anni, decenni, dominati dalla pura anarchia. Se un'agenzia pubblicitaria deve preoccuparsi ed ottimizzare gli spazi pubblicitari, regolamentarli è compito dell'amministrazione. E se esiste un piano comunale che la riguardi, con tutta sincerità, lo ignoriamo. In ogni caso, sotto questo profilo, la politica che ha il potere di regolamentare, amministrare e controllare anche attraverso le rimozioni e non solo le multe, è chiamata ad intervenire affinché il disordine non si traduca in una lettura della cartellonistica definitivamente compromessa. Mi scusi il lettore se, al riguardo, mantengo un certo scetticismo. In un precedente articolo ho lamentato una palese latitanza istituzionale in ordine alla segnaletica stradale, non vedo come potrei essere fiducioso verso il tema della cartellonistica stradale. Del resto, il cattivo esempio lo danno gli stessi politici con le affissioni selvagge in campagna elettorale, per non parlare dei volantini, fac-simile e quant'altro che riempie le strade più trafficate come le viuzze rionali. La ratio di tale anarchia è la stessa: il senso di impunità. Non mancano, infatti, i verbali elevati dalla polizia municipale, con cifre anche considerevoli. Ma anche in questo caso, qual è il problema? C'è sempre la formula magica del condono a cui ricorrere. Un certo Karl Krauss, più d'un secolo fa, oramai, disse: “esiste una vita al di fuori dei cartelloni pubblicitari”.
Autore : Clark Kent
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