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Corriere di Gela | Un pozzo keniota dedicato alla memoria dell’ing. Trovato
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notizia del 05/03/2004 messa in rete alle 21:36:14
Un pozzo keniota dedicato alla memoria dell’ing. Trovato

“Gentile Signor Marino, ecco le prime informazioni sul pozzo che stiamo costruendo in Africa grazie anche al contributo dei suoi amici ingegneri”.
Così inizia la lettera che Federica Tedeschi, responsabile dei Rapporti con i Sostenitori dell’AMREF Italia Onlus ha inviato il 18 febbraio scorso all’ing. Maurizio Marino, promotore dell’iniziativa di intitolare un pozzo in Africa all’amico e collega ing. Giuseppe Trovato, di cui ricorre il primo anniversario della scomparsa.
“L’iniziativa – scrive Marino in una nota – scaturisce da un gruppo di colleghi, e non solo, che hanno inteso ricordare il loro amico scomparso prematuramente, con un gesto rivolto a coloro i quali hanno realmente bisogno; infatti conoscendone la sensibilità d’animo e lo spiccato senso pratico detta iniziativa gli sarebbe certamente piaciuta”.
“ Il pozzo – scrive ancora l’AMREF – si chiama Tiva, si trova nella regione di Kitui in Kenia, vicino al villaggio di Malatani. Tiva è stato interamente scavato a mano dagli abitanti del villaggio che si avvicendavano in turni di 4 uomini. Nel suo rapporto Mr. Ndenge, resposabile del progetto in loco, scrive che le operazioni di scavo non sono state particolarmente difficili perché la falda acquifera è stata trovata a 7,5 metri di profondità, la comunità si è dimostrata costante e ha lavorato con grande impegno.
Alcune volte le comunità sono molto scettiche a credere che nel sottosuolo possa scorrere dell'acqua; in questo villaggio invece hanno dimostrato entusiasmo fin dal primo momento. I test fatti hanno confermato che l'acqua è potabile e che la colonna d'acqua, di 0,6 metri di profondità, sarà sufficiente per le 19 famiglie che beneficeranno di questo pozzo – la parola "famiglia" in Africa comprende nuclei che di media vanno da 8 a 25 persone – e per il loro bestiame.
I membri del villaggio si stanno attivando per raccogliere il loro contributo, come ricorderà AMREF chiede alle comunità di partecipare alla copertura di una parte dei costi. Appena i fondi saranno stati raccolti compreremo la pompa e insegneremo loro come installarla. Successivamente cementeranno l'esterno e finiranno il corso di formazione.
E' difficile descrivere in poche righe il lungo processo di costruzione, i cambiamenti radicali che il pozzo porterà alla vita del villaggio e l'importanza del corso di formazione che speriamo dia loro la base per una sanità migliore”.


Autore : Redazione Corriere
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