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notizia del 18/04/2006 messa in rete alle 21:17:46
Diario di una giornata di gioia
Martedì, 11 aprile. E’ una bellissima giornata primaverile. Il sole splende luminosissimo e dalla vetrata dell’Aula Consiliare vedo il mare azzurro profondo.
1. Gioia n. 1
Sono riunito con dirigenti scolastici, studenti e rappresentanti del volontariato. Discutiamo, insieme agli assessori Cirignotta e Fava, di “Sportello Europa”, di orientamento esistenziale dei giovani e di progetti di vita e di lavoro.
Un funzionario del Comune bussa e, contento, ci dà un annuncio: “E’ stato arrestato Provenzano”. Provo un sussulto. La liberazione da un incubo. Nei giorni scorsi, nell’ambito del progetto “Città futura”, avevamo proiettato agli studenti il film “Il fantasma di Corleone” del regista Amenta. Finalmente la luce ha messo in fuga il ‘fantasma’, lo spettro che si è aggirato sui cieli delle città siciliane e le ha reso cupe. Il capo di Cosa Nostra. Uscito dalla fase stragista, che aveva consumato insieme a Totò Reina. Abile ‘politico’, ‘manager’ espertissimo della più grande impresa criminale. Ha inquinato la politica e le imprese. Assoggettate alla logica della violenza. Dentro gli apparati dello stato, degli enti locali. A controllare gli appalti e tutto che avesse a che fare con il potere economico. E, quindi, con la libertà dei cittadini. Gli imprenditori assoggettati alle logiche parassitarie. L’economia sottomessa a tassazione suppletiva. Lo sviluppo strozzato. Tanti i giovani attratti dalla lusinga del potere. Dalle carriere all’interno dell’impresa criminale. Spesso bistrattati dalla società civile, ignorati talvolta anche dalla scuola. Non è ancora la vittoria della legalità, della libertà, del civismo, dello sviluppo. Il cammino sarà lungo e difficile. Proseguirà con coraggio e con maggiore vigore. Perché cresce la fiducia nei confronti degli apparati dello Stato. Il convincimento che non è vero che esistono intoccabili che possono fare il bello e il cattivo tempo.
Il progetto di “Nuovo rinascimento di Gela” diventa più credibile. Il Sindaco e gli amministratori tutti saremo più credibili nei confronti anche dei cittadini dubbiosi. Sicuramente nei confronti dei giovani e della libera impresa che nutriranno maggiori speranze di sviluppo guardando con più fiducia alla collaborazione delle istituzioni sia civili sia poliziesche.
2. Gioia n. 2
I risultati elettorali ci hanno liberato da un altro incubo. Il ‘cavaliere’ è stato disarcionato. Giù dal cavallo dal quale ha guardato con arroganza alle cose dell’Italia e degli italiani. Ingannandoli per, da bravo guascone, realizzare i suoi interessi e quelli del suo clan. Amministrando l’Italia come un’azienda. Di tipo familiare. Male per giunta. Perché mentre ha perseguito profitti personali nel campo delle assicurazioni, delle comunicazioni di massa, ha distrutto un paese, ne ha abbassato la cultura, le capacità imprenditoriali, lo ha declassato agli ultimi posti del-l’Europa e del mondo. Un clown incapace di fare ridere. Ricordo un breve romanza di Miller. “Sorriso ai piedi della scala”. Il clown non riesce più a fare ridere il pubblico del circo. Terribile. E’ giusto che si ritiri. Gli italiani gli hanno dato il giusto consiglio. Ma lui vuole ancora restare a ad abbaiare alla luna dai piedi della scala. E propone un governo di grande coalizione. Il centrosinistra ha vinto. Non ha stravinto. E meno male. Perché? Non è immune dal contagio di berlusconismo come non lo fu dal craxismo. Prodi è persona molto seria. Non cadrà nei tranelli. Ci sarà da lavorare duro. Con idee chiare, però e senza inciuci. I cittadini vo-gliono chiarezza. I politici non gliel’hanno offerta. Per questo lo scarto minimo, nonostante la grande affluenza alle urne che testimonia la grande passione civica degli italiani. Berlusconi non ci piace! Vada via! E’ come se avessero aggiunto: “non siamo innamorati dell’alternativa”. Bisognerà costruirla per fare uscire l’Italia dal tunnel, per riprendere il cammino dello sviluppo. Senza demagogia o promettendo posti di lavoro. Seriamente sui diritti civili e di solidarietà. Aprendo un capitolo nuovo sul tema del lavoro. Oltre la legge Biagi. Senza però false illusioni. La tecnologia, infatti, riduce la quantità di lavoro umano lavorato. La solidarietà non può, quindi, essere assegnata solo alla capacità salvifica del lavoro. Occorrono nuovi meccanismi di riequilibrio delle risorse in Italia, in Europa e nel mondo intero. L’alternativa è la trasformazione delle città in discariche di rottami umani….
3. Gioia n. 3
E’ stato eletto Salvatore Morinello. Unico rappresentate del territorio gelese alla Ca-mera dei Deputati. Anzi al Parlamento nazionale, considerato che Gela non ha eletto alcun senatore. Mi fa piacere perché è un mio amico. Al di là dell’amicizia c’è un lungo percorso di condivisione politica. Sempre dalla parte della libertà, della giustizia e del progresso sociale, economico e culturale.
Motivo della gioia è anche il fatto che la città abbia voluto esprimere un forte consenso al progetto del “Nuovo rinascimento di Gela” di cui Salvatore Morinello è stato promotore insieme a Rosario Crocetta e a tanti altri che ne abbiamo condiviso gli obiettivi.
4. Gioia n. 4
E’ un’aspettativa. Una cosa che ancora non è, ma mi riscalda il cuore. L’elezione di Rita Borsellino. A fine maggio potremo gioire anche per questo. Avrebbe un senso l’arresto di Provenzano e l’inizio di un cammino con gli eredi di quanti sono caduti sotto il fuoco delle armi per la libertà dei siciliani. Un nuovo cammino. Oltre le logiche della compromissione e della grigia contiguità. I Cantieri di Rita hanno preparato in modo nuovo, discontinuo, il programma di governo. Hanno scongelato il pensiero di tanti cittadini siciliani soprattutto giovani nauseati dalle muffe degli affetti del mediazionismo acuto. Programmi chiari e volontà di realizzarli.
Questo per il riscatto della Sicilia che mi piacerebbe, finalmente libera dai Provenzano ed accoliti più o meno misteriosi, vedere incamminata sulla strada della modernità e dello sviluppo.
Me la godo sin da ora questa gioia. Spero di condividerla con la maggioranza dei siciliani con i quali in questi giorni mi piace prepararla. Anche attraverso quello che un certo Havel chiamava il ‘lavoro minuto’.
Autore : Luciano Vullo
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