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Corriere di Gela | Feudo Scuola
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notizia del 13/11/2011 messa in rete alle 21:12:55
Feudo Scuola

Nell'italica penisola, si sa, reminiscenze secolari perdurano ancora come nel caso della «Signoria Universitaria», le “scuole alte”, dove contro pseudo riforme resistono (facilmente) i cosiddetti «feudi baronali». Nessuno stupore al riguardo, anzi ci sono baroni e vassalli (con tanto di tessere sindacali) anche nelle “scuole basse”, cioè nei gradi inferiori dell'istruzione. Quale migliore esempio per dimostrarlo se non quando si è costretti dal «sovrano» ad un dimensionamento e razionalizzazione del feudo?

Il 5 ottobre scorso, l'assessorato regionale alla pubblica Istruzione, retto da Mario Centorrino, ha emanato una circolare, la n. 28, con oggetto “Razionalizzazione e dimensionamento della rete scolastica della Sicilia per l'Anno scolastico 2012 – 2013” e relative “Procedure”. Secondo la circolare, attualmente nelle scuole statali siciliane risultano oltre 794 mila allievi. Il calo negli ultimi anni è tale da escludere da subito ipotesi e previsioni di ripresa. Essendo il numero totale delle istituzioni scolastiche autonome statali di quasi 1500 unità, il rapporto medio alunni/scuole è 691 (per Istituzione scolastica).

Questo numero, 691, in sostanza diventa il parametro ottimale di riferimento, a cui bisogna attenersi, nella nuova opera di razionalizzazione e dimensionamento della rete scolastica da attuare per l'anno prossimo.

In parole povere, occorre togliere laddove c'è un sovra-dimensionamento (in più rispetto a 691) ed aggiungere laddove c'è un sub-dimensionamento (in meno rispetto a 691). Risultato finale: tagliare. Nel far ciò, nella circolare si raccomandano 3 punti: tenere d'occhio – in una fredda riallocazione – la dispersione scolastica; riequilibrare su un territorio offerta scolastica e diffusione capillare; privilegiare la costituzione di Istituti Comprensivi di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, con riferimento alla maggiore vicinanza territoriale dei plessi scolastici. Quest'ultimo punto significa lacrime e sangue: ossia ridurre dirigenze, segreterie e collaboratori scolastici.

A Gela, il primo cittadino Angelo Fasulo, che di professione fa l'avvocato ma che non può definirsi assolutamente estraneo al mondo scolastico, non avendo sostituito l'ex assessore Palumbo e mantenendo “ad interim” la delega alla pubblica istruzione, ha preferito che sulla questione ci lavorasse sopra e formulasse una proposta, un'apposita commissione. Trattandosi di scuola a competenza comunale, è chiaro che stiamo parlando del 1° ciclo, vale a dire dei gradi inferiori dell'istruzione (infanzia, primaria, medie inferiori). Al momento 7 sono i circoli didattici (infanzia+primaria), 2 gli istituti comprensivi (infanzia+primaria+medie inferiori) e 4 le scuole superiori di 1° grado. Equivalgono a 13 dirigenti ed altrettante segreterie con annessi collaboratori. Tenendo conto del parametro di riferimento regionale, che ricordiamo di 691 alunni per istituzione scolastica, risultano sovradimensionati: il 3° Circolo, il 4° Circolo, il 7° Circolo e l'Istituto Comprensivo Quasimodo. Chi perderebbe l'autonomia sono invece il 1° Circolo, la scuola media San Francesco e la scuola media Giudici. A rischio, infine, il 2° Circolo, l'Istituto Comprensivo Verga e la scuola media Mattei.

La proposta che la commissione, creata ad hoc, presenterebbe al Sindaco per la delibera di giunta, per il 2012-13 vedrebbe 6 circoli didattici (scomparirebbe un circolo che diventerebbe istituto comprensivo), 5 istituti comprensivi (+ 3 rispetto ai 2 attuali) e 2 scuole medie inferiori (-2 rispetto alla situazione attuale e diventati nel frattempo altrettanti istituti comprensivi). Le poltrone principali da 13 rimarrebbero tali. Salvi quindi dirigenze, segreterie e collaboratori. Non mancano aspetti un po' curiosi. Il 4° Circolo diventerebbe istituto comprensivo, a quanto apprendiamo, senza una scuola media inferiore. In prospetto, si passa a 10571 alunni rispetto 10111 attuali con 460 in più grazie a Butera. La scuola media Mattei di Via Butera, infatti, perderebbe i 227 alunni di Cantina Sociale per acquisire 460 alunni grazie alla fusione con l'ex Istituto comprensivo di Butera raggiungendo così quota 790 e salvando di conseguenza la propria autonomia. Lo stesso 2° Circolo di Via Feace (al fianco della Chiesa dei Cappuccini e dietro Palazzo Pignatelli), anch'esso a rischio, si salverebbe accorpando le scuole d'infanzia e primaria “Rodari” di Via Caviaga a Macchitella anziché quelle di Palazzo Pignatelli, che rimarebbero invece accorpate al 1° Circolo (Museo) di cui – nonostante resti palesemente sottodimensionato – si può chiedere intanto la deroga. Fra le altre novità, verrebbe letteralmente svuotato l'attuale Istituto Comprensivo Verga (istituzione scolastica di riferimento territoriale per diversi quartieri, come Scavone, Macchitella, Marchitello, Femminamorta, Manfria). Oltre le scuole “Rodari” di Via Caviaga accorpate al 2° Circolo, quelle dell'Infanzia, primaria e media inferiore di Via Salonicco verrebbero invece inserite nella nuova “cittadella”: l'Istituto Comprensivo Quasimodo. Ma se la “Verga” così come sempre l'abbiamo conosciuta (praticamente da quanto esiste l'ex quartiere residenziale Anic) perderebbe di colpo la sua storia, per contro la sua denominazione non scomparirebbe ed andrebbe a raggruppare i plessi di Cantina Sociale che diventerebbero, così, il nuovo Istituto Comprensivo Verga.

L'uso che abbiamo fatto del condizionale, ripetuto, nel descrivere la proposta della commissione così come ci appare ai nostri occhi, vuole significare che vogliamo pensare, per non dire sperare, che i documenti (ed i dati in essi inclusi) in nostro possesso siano oggetto di una più attenta valutazione. Forse, anzi, quasi sicuramente, ci sono dei posti di lavoro da salvaguardare, nel cambiare per non cambiare e mantenere lo status quo. Ma, se è vero come è vero, che nella politica economica di questi ultimi anni razionalizzare ha significato essenzialmente risparmiare e dimensionare ha coinciso con ridimensionare, è evidente che tale proposta non passerà all'esame regionale col bel rischio, a quel punto, che a razionalizzare e dimensionare (cioè tagliare alla rinfusa) saranno poi quelli di Palermo, messi lì dall'impero sovrano a fare come “Ponzio Pilato” per una classica crocifissione. Altro che “baroni”, “vassalli” e quant'altro.


Autore : Clark Kent

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