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notizia del 14/03/2006 messa in rete alle 21:02:16
Gelesi con orgoglio
Sono felice di aver creato un po’ di trambusto sulla notizia “Gela Provincia”, d'altronde, ci sono voluti 38 articoli in tre anni, pubblicati in questo giornale, per riscaldare gli animi dei gelesi, tra persone scettiche che mi invitavano ad occuparmi di altro e persone che mi spingevano, e lo fanno tuttora, a continuare (alcuni, anche emigrati, sono venuti a trovarmi di persona).
Ormai sono in molti ad aver capito che non c’è futuro senza libertà. Gela vuole essere libera di amministrarsi, non vuole vincoli nisseni, in poche parole Gela deve diventare Provincia. Tuttavia, tra chi si sta appassionando a tale prospettiva, piace l’idea di una nuova provincia ma, forse non crede nelle capacità dei gelesi ad arrivare a cotanto obiettivo.
Nel Corriere di Gela n. 9 del 4 marzo 2006 è stato pubblicato un articolo dal titolo: ”Misure della nuova provincia, ipotesi a confronto” di Giuseppe Clementino.
In tale articolo sono ipotizzate tre possibili province: 1) Provincia di Gela, con 5 comuni Gela, Niscemi, Mazzarino, Riesi, Butera, per un totale di 129.326 abitanti; 2) Provincia di Caltagirone, con 13 comuni ricadenti nella Provincia di Catania, per un totale di 121.792 abitanti. Qui necessita fare un primo chiarimento, la possibile Provincia di Gela si basa su ciò che avvenne nel 1995 con il Comitato per la Provincia del Golfo presieduto dall’ing. Renato Mauro, dove i comuni che aderirono (approvandolo in consiglio comunale) furono 7 e cioè: Gela (72.444 abitanti), Licata (34.942 ab.), Niscemi (27.564 ab.), Piazza Armerina (21.040 ab.), Mazzarino (12.421 ab.), Riesi (11.546 ab.) e Butera (5.351 ab.), per un totale di 183.308 abitanti. Quindi, non è stato mai ipotizzato, almeno fino ad ora, una provincia a 5 comuni per quanto riguarda Gela.
Per ciò che riguarda Caltagirone, il comprensorio da essa dichiarato corrisponde in teoria, perché in pratica comuni come Palagonia (16.626 ab.), Mineo (5.580 ab.), Militello in val di Catania (8.193 ab.), si guardano bene dal lasciare la ricca Catania a fronte di una piccola Provincia “centralista” come potrebbe essere Caltagirone, infatti, nonostante forti pressioni politiche arrivate anche dal presidente della Provincia di Catania Raffaele Lombardo, che insieme al presidente della Regione Totò Cuffaro, promossero il decreto per le aree metropolitane (abolito dalla Corte Costituzionale Siciliana), abbassando il tetto a 130.000 abitanti, Caltagirone fu lungi dall’arrivare a tale cifra.
Altro chiarimento da fare e quello del basso numero di comuni per la creazione di una nuova provincia, Clementino ritiene che una provincia con pochi comuni sia un caso “speciale” in Italia, indicando la Provincia di Trieste (6 comuni) come l’unico caso in Italia, definendola con tale giustificazione: "La Provincia di Trieste è stata assegnata all’Italia con un trattato internazionale, dopo difficili trattati durati l’intero secondo dopoguerra. Per spuntarla sulla Provincia di Gela con soli 5 comuni, dovremmo richiamare in vita Alcide De Gasperi e Salvatore Aldisio, sperando non si rifaccia vivo il calatino Luigi Sturzo, con il fratello, Beato Mario Sturzo, Vescovo di Piazza Armerina." e poi ancora "Tutte le altre 107 province italiane hanno più di 12 comuni.". Nulla di più sbagliato, la Provincia di Prato istituita nel 1989 ha soltanto 7 comuni con un totale di 233.000 abitanti 177.000 dei quali accentrati nella sola Prato, la Provincia di Andria-Trani-Barletta istituita nel 2004 ne ha 10 comuni con un totale di 386.000 abitanti di cui 240.000 nei capoluoghi. Quindi, senza scomodare illustri defunti o santi, sono state create altre province in Italia negli ultimi anni con pochissimi comuni.
Tra l’altro la Provincia di Caltanissetta, se Gela diventasse provincia, si ridurrebbe a 17 comuni, la Provincia di Ragusa, nell’ipotesi di un’adesione di Vittoria ed Acate, si ridurrebbe a 10 comuni. Poco importa di indebolire province già deboli, anch’esse sono state create a danno di altre, e poi, chi dice che alcune non potrebbero essere eliminate? Mica il titolo di Provincia è un titolo nobiliare che si tramanda di generazione in generazione, per esempio l’elevazione di Enna (29.040 abitanti) a Provincia fu un errore di Mussolini, perché non porre rimedio, oppure perché non fondere ciò che rimarrebbe delle province di Caltanissetta ed Enna in un’unica Provincia, visto che loro sì hanno in comune parecchie cose. In ogni caso, questo è un problema che forse ci porremo dopo. Men che meno, tra tutte le possibili province elencate da Clementino, potrebbe funzionare quella trina Gela-Licata-Caltagirone sull’esempio di Andria-Trani-Barletta per i seguenti motivi:
1) Gela e Licata sono città con tradizioni, culture simili e legate al mare, mentre Caltagirone è un centro dell’entroterra siciliano.
2) Gela dista 48 km da Caltagirone e 25 da Licata, mentre Andria-Trani-Barletta formano un perfetto triangolo equilatero e distano tra loro 11 km.
3) Gela e Licata hanno un’agricoltura fiorente, mentre Caltagirone vive di servizi e terziario.
4) La forza demografica di Gela (72.444 ab.) vanificherebbe gli sforzi di egemonia delle altre 2 città (Licata 34.942 + Caltagirone 36.846 =71.788 ab.) e innescherebbe una serie di “gelosie” tra loro, vanificando gli sforzi per lo sviluppo dell’intera Provincia.
Io stesso, comunque, ho più volte auspicato di coinvolgere nell’eventualità di una nuova provincia, tutti quei comuni che distano fino a 35 Km in linea d’aria da Gela, punto di riferimento economico e di servizi, e che condividono con essa da secoli tradizioni ed identità culturali, come segue in tabella:
É inclusa anche Lampedusa, che fino al 1985 votava i senatori gelesi nel collegio di Piazza Armerina, purtroppo, e non a caso soppresso.
Non è ipotizzabile adesso fare un regalo a Caltagirone, coinvolgendola nella creazione di una nuova Provincia. L’istituzione di Caltagirone Provincia, tra l’altro, è solo un capriccio calatino, perché essa già gode d’ampia autonomia ed è infrastrutturata al di sopra di tutte le città siciliane fino a 35.000 abitanti, grazie a Catania. Tra l’altro, essendo una città interna (come Caltanissetta ed Enna), il suo futuro non può che essere quello di “dominare” il comprensorio per trarne benefici. Quindi, l’istituzione di Caltagirone Provincia rappresenterebbe un esempio perfetto di sperpero di denaro pubblico.
Storia completamente diversa è quella di Gela, che vuole crearsi uno sviluppo libero, indipendente dalle scelte scellerate e boicottaggi vari attuati dai nisseni. Gela è una città costiera, e nel mondo, le maggiori città isolane sono situate nella costa, senza nessun’eccezione. Inoltre, Gela in Sicilia vanta una posizione eccezionale: al centro della tratta Bombay-New York, al centro della costa meridionale della Sicilia e centro più popoloso di tale costa, al centro dell’omonima piana (la seconda della Sicilia), lontano dalle città metropolitane (Palermo, Catania, Messina) e con un comprensorio di tutto rispetto.
Per Gela diventare Provincia non è un capriccio, è un’esigenza fondamentale, per essere liberi di fare le nostre scelte, per avere maggiore peso nelle scelte regionali e nazionali, evitando così di essere sempre boicottata.
Altro dato da non sottovalutare è la distanza dai centri metropolitani, Gela per le possibilità di sviluppo che comporterebbe una nuova Provincia, si candiderebbe a diventare la quarta area me-tropolitana dell’isola. Già nel 1998 la Commissione Europea identificò come sistema urbano le province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, e visto che Gela attualmente è la città più grande di questo sistema urbano e tra l’altro, posta a centro, viene spontaneo pensare che se Provincia possa affiancarsi a Palermo, Catania e Messina nella lista delle città metropolitane siciliane.
A questo punto, se dobbiamo aspettare un principe, associamoci a Caltagirone e sciupiamo pure questa fantastica opportunità, ma se siamo veri gelesi, ed orgogliosi di esserlo, dobbiamo pretendere (e ne abbiamo tutti i diritti) Gela Provincia.
Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia
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I Vostri commenti
Accolgo le precisazioni di Filippo Franzone e il suo fermo invito a concentrarsi sull'obiettivo della Provincia di Gela senza confondersi le idee con altre ipotesi. Quindi abbandono le mie perplessità è cerco di ridarmi coraggio.
Per questo da oggi mi concentrerò sulla visione di Gela nel 2020: una città che deve andare verso i 100.000 ab. con tante piccole e medie imprese, distribuite lungo un asse servizi, una circonvallazione (la pedecolline), alcuni mega centri commerciali.....una sala cinema multiplex, un mega centro sportivo, uno stadio, due porti...
Nel mio precedente articolo pubblicato il 5/12/05 con il titolo
Autore: giuseppe clementino
data: 15/03/2006
Vai avanti cosi' Franzone sei un grande.
Autore: giuseppe
data: 17/03/2006
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