 |
notizia del 11/10/2008 messa in rete alle 20:53:54
Una valanga di si sul web per l’eolico e contro il Pet-coke
ARDU 22nd Luglio 2008 alle 14:30
Scusate lo sfogo, in certi momenti sono inkazzatamente d’accordo con bossi. Un sindaco di sinistra progressista dice no all’eolico, “mavaffanculo”. ciao belli.
Il caso. Gela, la capitale della petrolchimica
dice no agli impianti eolici
Dopo l'industrializzazione selvaggia le fonti rinnovabili e non inquinanti fanno più paura delle raffinerie
GELA – E’ una delle capitali della petrolchimica italiana. In anni di industrializzazione selvaggia ciminiere e raffinerie hanno devastato le coste ma, stranamente, ora è pronta ad alzare le barricate contro un nuovo impianto per la produzione di energia eolica. Come dire: le fonti rinnovabile fanno più paura delle vecchie raffinerie che negli anni hanno reso l’aria irrespirabile provocando anche centinaia di casi di malformazioni neonatali.
Incoerenza. E’ il paradosso di Gela che da giorni è in fermento dopo che l’Enel ha annunciato che intende realizzare tra Licata e Gela il primo campo eolico off-shore del Mediterraneo. Uno dei più ambiziosi progetti sulle fonti rinnovabili con un investimento di oltre 500 milioni di euro che a regime produrrà energia elettrica per 1.150 milioni di chilowattora, sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 400 mila famiglie e soprattutto evitando emissioni di CO2 in atmosferica per oltre 800 mila tonnellate annue. In epoca di caro petrolio una vera boccata di ossigeno.
Crociate. Ma il combattivo sindaco di Gela, Rosario Crocetta, ha già avvertito: «Faremo le crociate, questo impianto sul nostro territorio non si deve fare». Il progetto dell’Enel ha puntato su un territorio già fortemente compromesso da punto di vista ambientale e non aveva messo in conto questo tipo di reazione da parte degli amministratori locali. Tra l’altro si tratta di un impianto off-shore cioè verrà realizzato in mare, ad una distanza minima di 3 miglia dalla costa. E quindi anche visivamente le pale eoliche non deturperebbero il paesaggio più di quanto non avvenga già con le mostruose sagome del petrolchimico.
«Condannati per l’eternità». Ma è proprio quel che contesta il sindaco, esponente del partito dei Comunisti Italiani: «Non siamo contrari in se all’eolico. Ma siamo contrari a realizzare questo impianto in una zona già fortemente compromessa sotto il profilo ambientale. Non possiamo essere una città condannata per l’eternità». Secondo il primo cittadino anche la sovrintendenza ai beni culturali di Caltanissetta si sarebbe espressa contro il nuovo impianto eolico. L’Enel intanto va avanti: il progetto è già stato presentato al ministero dell’ambiente con la richiesta di valutazione dell’impatto ambientale.
Alfio Sciacca (21 luglio 2008)
Dal sito: blogosfera.it
Il sindaco antimafia contro l'eolico offshore a Gela
Pubblicato da Rosario Mastrosimone alle 11:54 in Energia
Rosario Crocetta, il sindaco antimafia di Gela che vive sotto scorta, ha già annunciato barricate contro il nuovo progetto che colpirebbe nuovamente una zona devastata da ciminiere e raffinerie. Gela è già la capitale petrolchimica d'Italia.
Quella a sud-ovest è una delle migliori d'Italia per lo sfruttamento dell'energia eolica. Se è senz'altro vero che Gela è una delle città italiane che maggiormente sono state vittime di una pianificazione urbanistica ed industriale sconsiderata, è per contro paradossale che il primo progetto che si tenti di bloccare sia l'unico, tra quelli proposti nell'arco di decenni, davvero degno di essere realizzato.
E' curioso che per giustificare una simile opposizione si utilizzino discutibili considerazioni estetiche, che in genere restano marginali quando si parla di inceneritori, rigassificatori, centrali a carbone, raffinerie petrolifere che certamente non sono piu' gradevoli alla vista delle tanto temute torri eoliche.
Le Soprintendenze ai Beni culturali e ambientali d'Italia continuano a porre veti su qualsiasi progetto di campo eolico offshore, in quanto potenzialmente lesivo del "paesaggio".
In Italia l'estetica conta piu' dell'ambiente e della salute.
Commenti in pillole
robix, Mercoledì 23 Luglio 2008 ore 16:17
Se proprio ci tengono all'estetica, allora facciano un compromesso: si chieda il "taglio" del settore petrolchimico, uguale al taglio di 800 ton l'anno di CO2. al che si direbbe che verrebbero meno i posti di lavoro a causa di quel taglio....
siamo troppo viziati, vogliamo la botte piena e la moglie ubriaca! continuando di questo passo – e credo non ci vorrà molto – ci rimarrà solo la moglie ubriaca! mah..
Paul, Giovedì 24 Luglio 2008 ore 17:44
Vorrei sapere quale "attrattiva turistica" andrebbero a ledere dato che è già tutto strainquinato in quel di Gela.
Perchè il sindaco non parla delle nascite deformi e dei tumori e leucemie che il polo petrolchimico crea da decenni nella popolazione?
Autore : Redazione Corriere
I Vostri commenti
Insomma, ma non avete capito che fino a che esiste lo stabilimento c'e' da mangiare e abbuffarsi x politica, sindacati e mafia.
Autore: giuseppe minardi
data: 17/10/2008
|
|
 |
In Edicola |
|
|
Cerca |
| Cerca le notizie nel nostro archivio. |

|
|
| |
|