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Corriere di Gela | Poste nel caos, il sindaco scrive al ministro
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notizia del 08/09/2003 messa in rete alle 20:52:46

Poste nel caos, il sindaco scrive al ministro

Le proteste, le risse davanti agli sportelli, i malesseri di anziani costretti a stare per giornate intere ad aspettare il turno per ritirare la pensione. Tutto questo accade nello stesso momento in cui le Poste hanno deciso di ridurre il personale, trasferendo una decina di dipendenti in altri comuni in regime di mobilità. Gela, insomma, continua a prendere schiaffi da... Caltanissetta, dove invece, con un volume di movimentazione assai più ridotto, il personale abbonda. Come alla Questura i poliziotti, al Gruppo i Carabinieri, e via discorrendo.
Il sindaco Crocetta fa la voce grossa e scrive una accorata lettera al ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri (nella foto), per chiedere ragioni di tanta sfrontata tracuratezza nei confronti di Gela. Ecco il testo trasmesso nel pomeriggio di giovedì:

“On. Sig. Ministro,
sono costretto a tornare a distrarLa dalle Sue occupazioni per chiederLe di risolvere un problema che per i miei concittadini è diventato causa di enorme disagio.
Quest’estate le avevo rappresentato una situazione di malessere che contrasta con quanto la società moderna e democratica devono assicurare alle persone e in particolare alle più bisognose. Nei mesi torridi di Luglio e di Agosto, a causa dei lavori in corso nell’edificio delle Poste Centrali, gli uffici sono stati allestiti in un capannone nell’attigua Piazza D’Immé che si è trasformata in un campo di concentramento con lunghissima teoria di persone sotto i cocenti raggi solari.
Sono dovuto intervenire per l’emergenza facendo istallare un tendone militare nella prossimità dell’ingresso per alleviare le sofferenze da stanchezza e da canicola di centinaia di uomini e di donne, soprattutto di anziani.
Sono certo che Ella è al corrente che ad avvalersi del servizio postale, a parte gli impiegati di uffici pubblici e privati, sono in prevalenza anziani e invalidi che vanno a ritirare le pensioni, cioé le persone maggiormente a rischio e con la salute più cagionevole.
Ella sa anche che nella qualità di Sindaco sono il primo responsabile della salute dei miei concittadini.

E, le confesso, che a me non piace affatto porre i problemi della moderna comunicazione – che avviene anche attraverso i servizi postali – in termini di salute pubblica, perché di questo si tratta oltre che di veri e propri attentati alla serenità mentale e ai tempi di vita degli uomini e delle donne della mia città e della nevrosi accumulata nell’ambiente ci lavoro da encomiabili pochi dipendenti. Infatti, dopo il danno la beffa!
Ho saputo che, anziché rafforzare gli uffici con nuovo personale e con tecnologie avanzate, sono state sottratte unità lavorative alla Sede Centrale e alla sede di via Aretusa, unico sportello, quest’ultimo, del centro storico cittadino.
La prego, on. Ministro, di volere intervenire con la Sua autorità per affrontare e risolvere tempestivamente l’emergenza che con insistenza sono stato costretto a segnalarLe.
Gela è città sulla quale sono volte attenzioni diffuse e interessi notevoli. Non può essere penalizzata con servizi postali assolutamente indecorosi e inefficienti.
Resto in attesa di un Suo cortese riscontro, mentre rinnovo la mia totale disponibilità alla collaborazione per la soluzione di un problema di civiltà.
Nel ringraziarLa, Le invio distinti saluti”.
(Rosario Crocetta, sindaco di Gela)


Autore : Redazione Corriere
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