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notizia del 10/07/2011 messa in rete alle 20:42:02
Occasioni perse e da non perdere
L'inclusione di Gela tra le città siciliane a vocazione turistica con le non poche agevolazioni a corredo e l'inserimento nel Pof 2007/13 è un'occasione da non perdere. Non solo per le istituzioni locali, che hanno corsie preferenziali per i fondi europei, ma anche per le categorie economiche, sindacali e l’utenza tutta. Si tratta di ottimizzare, in termini di riqualificazione e diversificazione, l'offerta turistica ed altro, segnando un vero e proprio precedente in una comunità che si è mostrata, al riguardo, del tutto incapace in passato. Ci si lamenta che abbiamo solo lo stabilimento. Ci si è lamentati e non poco sulla esclusione in un primo momento dalla lista stilata attraverso il bando. Ora ci siamo. E dalle parole bisogna passare ai fatti.
Il problema maggiore, quello più visibile, è l'accoglienza. Sotto questo profilo Gela di occasioni ne ha perse, eccome. Il clima splendido ed una spiaggia spettacolare, sono rimasti vantaggi potenziali. E' arcinoto poi che manchino all'appello fondamentali servizi, falsamente celati da misteri come quello dell'acqua: che per il gestore c'è (nelle dighe), ma nei rubinetti di molti quartieri come Margi, Settefarine ed altri storicamente interessati dal problema, nonché ultimamente anche Caposoprano, questa risorsa idrica non si vede e resta una mera illusione. Diciamo, roba da prestigiatori. La città, altresì, è sporca specie in frazioni che si presumono balneari come Manfria dove la situazione è letteralmente disastrosa. L'appello al senso civico non basta. Il comune deve dare risposte, anche in termini sanzionatori se può servire. Ma sarebbe in-concludente, alla lunga, limitarsi a ciò.
Ci sono altre chances, più o meno collegate. Magari, vecchi discorsi da riprendere. Non ci riferiamo solo al “Circuito del Mito” (da un'idea di Zeffirelli nel 1998) che vive grazie proprio ai fondi del Po Fesr 2007 -2013 sopra citato e che fece tappa a Gela la scorsa estate, tornandone a valorizzare il sito archeologico delle Mura Timoleontee che fecero da meravigliosa cornice a 6 differenti kermesse. Quest'anno in un calendario allargato fino ad ottobre, Gela ha raddoppiato con 12 appuntamenti. Ci sono, cioè, anche bellezze geografiche invidiabili come la riserva naturale orientata "Biviere di Gela" lasciata per troppo tempo nel dimenticatoio da parte di Comune e Provincia, addirittura ridotta a “discarica a cielo aperto”, nell’abbandono, nell'incuria e nel degrado assoluto secondo l'accusa rivolta dall'associazione “Caccia e Natura” alla “Lipu” (Lega Protezione Uccelli), a cui è stata affidata in gestione la riserva, con tanto di denuncia presentata in questi giorni alla Procura di Gela, unitamente a prove documentali quali un Dvd ed una decina di immagini in allegato.
C'è la Storia, ancora, a gridare vendetta. Il riferimento esplicito è alla grande “Agorà di Morgantina” tra Aidone e Piazza Armerina. Lasciare che diventi un risveglio economico-culturale solo ed esclusivamente del calatino (triangolo Aidone-Piazza Armerina-Caltagirone) significa fare un torto alla storia ed al più grande centro commerciale dell’entroterra siciliano fino al III sec. a.C. che sfociava a mare, nelle periferie di Scoglitti (allora Kamarina) e Gela. Qui l'interesse delle molte associazioni locali presenti nella “città del golfo” si trova a ridosso dello zero, quanto quello delle istituzioni locali. Insomma, benché tra le emergenze, altrove ci si muove. Anche nell'ambito e su iniziativa della cosiddetta società civile. Ed altresì altrove si muovono fino a bisticciare. Vedi la querelle che ha coinvolto territori vicini (pressocché limitrofi) in provincia di Ragusa e Siracusa dove Pozzallo e Pachino litigano sull'istituto nautico (già presente a Pozzallo e che Pachino vorrebbe aprire, soffiando a Pozzallo molti allievi residenti nel com-prensorio). Il tutto in una situazione che vede 5 sui 7 istituti nautici regionali, insistere sulla fascia marittima ionica, mentre sulla costa mediterranea dove settori marittimi come Gela, Porto Empedocle ed Agrigento sono attivi, di tali istituzioni scolastiche non c’è traccia. Un istituto nautico a Gela, con i corsi per capitani ed addetti ai macchinari, sulla scia di quanto di buono sta facendo ad esempio l'istituto musicale, non sarebbe male.
Ma a Gela c'è davvero interesse a creare un'alternativa allo stabilimento? Ci limitiamo solo ad un semplice paragone: tra diretto ed indotto, lo stabilimento impiega al massimo un numero di forza lavoro attorno alle 4 mila unità. Ci sono centri commerciali che ne impiegano 6mila. Addirittura si potrebbe costruire a fianco un nuovo stadio, secondo qualcuno (con tanto di progetto già pronto). Ma, a quanto pare, per questa collettività sarebbe decisamente troppo.
Autore : Clark Kent
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