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notizia del 10/07/2011 messa in rete alle 20:41:08
Se non ora
Effettivamente sembra aria nuova quella che tira nel nostro paese. Non solo nel nostro, per fortuna. Un venticello mite, quasi primaverile nonostante l’estate già avanzata. Brezza mattutina tiene fresca l’atmosfera, addolcisce il moto ritmato dell’onda sulla battigia. E’ augurale per l’intero giorno. Occorre che il pensiero meridiano non la bruci. Già, il pensiero del mezzogiorno! Purtroppo ci ha quasi abituato alla violenza del potere. Spesso mascherata e seducente. Cinica sempre e volgare, crassa talvolta. Come è capitato di questi tempi in Italia.
Aria nuova. L’ho percepito quando sono stato accarezzato dalla ventata delle donne che hanno rivendicato la dignità contro chi l’ha umiliato sfruttando il suo potere.
Se non ora quando? C’era altro nell’aria. Certo il vento della dignità è contagioso. E ha portato nelle piazze non solo donne. Perché c’era altro. Si è visto in modo macroscopico a Milano e a Napoli nell’elezione dei sindaci. Il vento ha travolto le logiche dei partiti, vuoi o non vuoi propaggini del potere. E poi i quattro referendum. La volontà di difendere il pianeta che abitiamo e l’acqua. Beni comuni, di tutti. Anche di quelli che verranno nei confronti dei quali non possiamo non sentirci debitori. E del diritto ad essere uguali di fronte alla legge.
Mi sembra di vivere una stagione nuova. Il desiderio di essere esterno al potere. Non estraneo. Nemmeno lontano. Esterno però. Sapendo che del potere non si può fare a meno. Sapendo anche che con l’immaginazione, l’ingegnosità, l’audacia per dirla con i termini usati dal Subcomandante Marcos a metà degli anni novanta, bisogna saper imporre al potere la logica del comandare obbedendo. “Mandar obedeciendo”, diceva. Ovvero il rifiuto della presa del potere non per aristocratica ritrosia o per altezzoso disprezzo. Ma per, dall’esterno, indirizzarlo a governare obbedendo in primis alla richiesta di un mondo nuovo, rispettoso della dignità degli uomini, del pianeta e di tutti i suoi abitatori. Della democrazia, cioè. Questo è quello che si è appalesato in questi ultimi mesi. Credo che verrà confermato nella convention di Siena nei prossimi giorni ad opera del movimento che ha contribuito a mettere “in movimento” la politica. Appunto, con l’immaginazione, l’ingegnosità, l’audacia.
Se non ora, quando? Occorrerà stare in guardia. Non farsi lusingare dal potere. Esterni, ma non lontani dall’organizzazione politica. Lontani dalle tentazioni elettoralistiche. Allo stato attuale intruppano dentro il potere col rischio nient’affatto remoto di diventarne servi. Magari liberi, come alcuni si ritengono. Di fatto servi del padrone. Nel mio modo di percepire quest’aria nuova, la politica è serva. Deve esserlo. Della democrazia, però. Nel momento in cui il luogo del potere è vuoto perché occupato dagli interessi di una o poche persone, è decisivo l’esercizio di chi, standone fuori, lo controlla evitando la mercificazione del mondo, dell’acqua, della terra, del corpo delle donne, delle leggi.
Con audacia e ingegno! Le risorse non mancano. Neanche le piazze dove incontrarsi. Da quelle che sono state il cuore della vecchia città a quelle che sono diventate l’anima della nuova.
Penso che in molti ci vorranno provare, come hanno già cominciato a fare e con successo. Questo nuovo venticello racconta che c’è tanta voglia di partecipazione. Faranno bene quanti, dentro la politica e dentro il potere, si lascerano contaminare. Ci guadagneranno anche loro in dignità. Già, da adesso!
Autore : Luciano Vullo
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