notizia del 17/11/2007 messa in rete alle 20:33:02

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Franca Gennuso vincitrice del concorso “Pierluigi Romano” premiata dall’Unione Camere Penali Italiane
La più alta rappresentanza associativa dell'avvocatura penalista italiana (Unione Camere Penali Italiane) ha premiato, lo scorso 11 Novembre a Roma, tra 300 avvocati, l'avv. Franca Gennuso (nella foto), giovane professionista del Foro gelese.
Il concorso, intitolato e dedicato a “Pierluigi Romano”, è stato indetto dalla Camera Penale di Siracusa ed aperto a tutti i partecipanti al Corso nazionale di alta specializzazione dell'avvocato penalista a cui l'avv. Gennuso, particolarmente attenta e dedita alla formazione continua, ha partecipato con zelo e costanza.
Il corso di cui sopra, organizzato annualmente dall'Ucpi, prevede l'intervento ed il contributo dei più autorevoli operatori del diritto italiani e mira alla specializzazione certosina, sempre più auspicabile, degli avvocati penalisti, posto che è proprio su questi ultimi che incombe una responsabilità tutt'altro che trascurabile circa le sorti dei loro assistiti.
Il concorso di cui l'avv. Franca Gennuso del Foro di Gela è risultata vincitrice premiava proprio la professionalità raggiunta dalla stessa in relazione ad un percorso specialistico lungo e sacrificante.
I requisiti valorizzati dagli esaminatori andavano dal voto di laurea (110/110 e lode), all'età di raggiungimento del traguardo (24 anni), alla regolarità del curriculum universitario nonchè la partecipazione assidua e l'intervento al corso stesso.
Il premio, consistente in un assegno pagabile a vista e non trasferibile ed in due libri inediti scritti dall'avv. Pierluigi Romano, è stato contorniato dalla consegna di una targa in argento durante la cerimonia di premiazione che si è tenuta l’11 Novembre scorso all'Hotel Palatino di Roma, in occasione dell'ultimo giorno del corso che ha tenuto impegnati più di 300 avvocati, per un week end al mese da febbraio scorso.
L'avv. Gennuso così commenta il riconoscimento ottenuto.
“E' un dovere deontologico provvedere alla formazione specialistica continua, posto che il costo che pagano i nostri clienti per una scarsa professionalità raggiunta, ovvero per la mancanza di zelo e serietà nell'esercizio della professione forense, è oltremodo sacrificante per i loro diritti inalienabili”.
Esigenza questa tanto più avvertita oggi alla luce della legge di nuovo conio che prevede come obbligatorie un numero di ore annuali dedicate alla formazione professionale, alla quale, peraltro, il Consiglio dell'Ordine di Gela è particolarmente attento.
Autore : Redazione Corriere
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