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Corriere di Gela | Operazione antidroga dei CC
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notizia del 11/06/2011 messa in rete alle 20:27:09

Operazione antidroga dei CC

«Operazione Porsche», dal nome con cui venivano etichettati i panetti di hashish provenienti da Palermo. E’ la quinta incursione dei Carabinieri di Gela negli ultimi due anni nel complesso e intrigato mondo del traffico e spaccio di droga. Quindici persone sono finite in carcere, una ancora irreperibile.

I dettagli di quest’ultima operazione sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, giovedì mattina, nella saletta delle conferenze della Procura, presso il nuovo Tribunale. C’erano il Procuratore dott.ssa Lucia Lotti, il comandante provinciale del Gruppo dei Carabinieri, col. Roberto Zuliani, il comandante del Reparto Territoriale di Gela, magg. Magro, il cap. Messina e il ten. Ferrante.

Le persone arrestate, tutti di Gela tranne uno, sono Giovanni Manfrè, 19 anni; Nicolò Morello, 27 anni; Damiano Nicastro, 21 anni; Giuseppe Nicastro, 21 anni, Alessandro Polizzotto (di Palermo), 34 anni; Salvatore Raniolo, 21 anni; Graziano Gaetano Argenti, 28 anni; Mirco Brivitello, 25 anni; Giuseppe Benedetto Curvà, 24 anni; Biagio Di Simone, 19 anni; Salvatore La Placa, 34 anni; Alessandro Emanuele Pellegrino, 20 anni; Andrea Filippo Scimè, 23 anni; Manuel Tandu- rella, 23 anni, Melilli Paolo G. Antonio, 27 anni.

L’indagine parte dal 2009, quando abbiamo si è cominciato a tenere sotto osservazione Damiano Nicastro, che si vedeva spesso stazionare nella zona di Caposoprano, e qui incontrare giovani da tempo sospettati di spaccio. E’ stato poi scoperto che il Nicastro era solito fare andirivieni per Palermo, dove lì si approviggionava da Alesssandro Polizzotto, il quale, quasi in regime di monopolio, piazzava grossi quantitativi di hashish a prezzi praticamente stracciati (2,50 euro al grammo, a fronte di un prezzo corrente di 10 euro. A sua volta, Damiano Nicastro riforniva un gruppo di abituali spacciatori di Gela.

Altro personaggio chiave è stato Nicolò Morello, gelese trapiantato a Busto Arsizio, quale, servendosi di staffette, faceva arrivare la droga nella cittadina lombarda e a Catania. Gli investigatori hanno potuto accertare che questi si serviva di Facebook per le ordinazioni, con un linguaggio in codice. Occasionalmente a Gela, il Morello è stato arrestato come gli altri in città durante la notte tra mercoledì e giovedì.

«E’ stata sventata – ha detto il procuratore Lucia Lotti – una vera e propria attività economica che, vista in un’ottica lavorativa, impiegava molti giovani da diversi anni»

A finire in manette nell’operazione “Porsche” dei Carabinieri sono state le seguenti persone (da 1 a 7 associate in carcere, da 8 a 14 agli arresti domiciliari):

1. Manfrè Giovanni, nato a Caltagirone il 28.09.1991, residente in Gela, via G. Serpotta 62;

2. Morello Nicolò, nato a Gela l’ 11.05.1984, ivi res. in via Carfì 27, di fatto domiciliato a Busto Arsizio;

3. Nicastro Damiano, nato Catania il 21.03.1990, res. a Gela in via Cardillo;

4. Nicastro Giuseppe, nato a Gela, 30.07.1989, res. via Eutimo 40;

5. Polizzotto Alessandro, nato a Palermo il 05.09.1978 ivi res. in P.zza dei Tedeschi 22;

6. Raniolo Salvatore, inteso “Tony”, nato a Gela, 16.05.1990, ivi res. in via. S. Cristoforo 8;

7. Argenti Graziano Gaetano, nato a Vittoria (Rg) il 13.08.1982, res. a Gela, via Erofilo 2, in atto detenuto nel carcere di Caltanissetta.

8. Brivitello Mirco, nato a Gela il 11.08.1985, ivi res. invia C. Carrà 1;

9. Curvà Benedetto Giuseppe, nato a Gela, il 23.06.1986, res. in via Annibalcaro 63;

10. Di Simone Biagio, nato a Caltanissetta, 14.09.1991, res. a Gela, via Brindisi 12;

11. La Placa Salvatore, nato a Gela il 06.09.1976, res. in via Salgari 19;

12. Pellegrino Alessandro Emanuele, nato a Gela il 21.06.1990, res. in Via G. Scicolone 3 Pal.E;

13. Scimè Andrea Filippo, nato a Gela il 18.02.1988, res. in via Plinio 153, di fatto domiciliato a Gela via Feace 106;

14. Tandurella Manuel, nato a Gela, 04.07.1987, res. in via Formia 53.

15. Melilli Paolo Giuseppe Antonio, nato a Gela, il 04.07.1984, res. in, via Marmolada 6.

(Quest’ultimo tratto in arresto in tarda mattinata grazie alla sinergica collaborazione del locale Commissariato di Polizia di Stato di Gela).

Le indagini, protratte per un periodo complessivo di circa 8 mesi, prendono il via nell’ottobre del 2009 dall’osservazione di alcune compravendite di stupefacente nella città di Gela. Scaturiva, quindi, una penetrante attività di indagine condotta a 360 gradi dai militari del Reparto Territoriale, all’esito della quale è stata, in tempi brevi, individuata e smantellata un’attiva rete di spacciatori responsabili di aver quotidianamente riversato sul mercato, con notevole guadagno, quantità cospicue di hashish e cocaina, così costituendo uno dei punti di approvvigionamento più importanti della Sicilia sud-orientale. Inoltre sono stati identificati i principali canali di reperimento dello stupefacente.

L’attenta analisi dei dati raccolti durante i servizi esterni ha consentito di procedere al sequestro di circa 3,5 Kg di hashish e 30 gr. di cocaina.

Fulcro dal quale si dipana la presente indagine è Damiano Nicastro, già noto per specifici reati in materia di sostanze stupefacenti. Più volte notato durante servizi di osservazione in atteggiamento sospetto, viene monitorato con attenzione giungendo ad accertare il suo attivismo nel procacciare hashish a numerosi gelesi, rifornendosi da un grossista di Palermo, tale Alessandro Polizzotto. Le indagini acclarano la centralità della figura del Damiano Nicastro quale “grossista” di stupefacenti per gli spacciatori locali, nonché “intermediario” con le fonti palermitane nel loro approvvigionamento.

Nicastro “prende le ordinazioni”, raccoglie i soldi, parte per Palermo, ritira, trasporta e consegna ai committenti che lo attendono a Gela.

L’analisi delle vicende che coinvolgono i soggetti attenzionati ha permesso di raccogliere inconfutabili elementi di prova, supportati da concreti riscontri, che hanno accertato l’acquisto di ingenti quantitativi di hashish, consentendo una dettagliata ricostruzione delle fasi prodromiche e successive alle cessioni.

Nel corso dell’attività si è accertato che Damiano Nicastro – in concorso con altri - nel periodo compreso tra il 20 ottobre 2009 e il 21 aprile 2010 ha effettuato ben 22 viaggi a Palermo per comprare notevoli quantità di hashish, che variano da 1 a 2 kg per ogni “viaggio”, da riversare nel mercato dello spaccio gelese.

Damiano Nicastro è anche l’organizzatore delle attività precauzionali finalizzate ad eludere eventuali investigazioni quali, ad esempio, l’utilizzo di una seconda autovettura con funzioni di staffetta nelle fasi del trasporto dello stupefacente.

La sera del 10 febbraio 2010, infatti, la vettura con a bordo Andrea Filippo Scimè e Jessica Calabrese era preceduta – a breve distanza - da un’altra autovettura sulla quale viaggiavano Damiano Nicastro e Giuseppe Benedetto Curvà, proprio con compiti di staffetta.

Filippo Scimè e Jessica Calabrese, che trasportavano 1 kg di hashish acquistato a Palermo sempre dal Polizzotto, vengono tratti in arresto dai CC del Reparto Territoriale.

Anche il Manfrè, su indicazione del Nicastro, si è recato quattro volte a Palermo a comprare hashish; sarebbe più corretto dire che vi è andato “solo” quattro volte, perché, nell’ultimo viaggio (18 febbraio 2010), veniva arrestato dai militari della Sezione Operativa che lo sorpresero con 2 Kg di hashish in macchina.

L’attività investigativa ha permesso di individuare altri due canali di approvvigionamento dello stupefacente nel ragusano (ad Acate e Vittoria), per quanto riguarda l’hashish, e nella città di Catania per la cocaina.

Dallo sviluppo delle indagini è emerso che un altro gelese, Giuseppe Nicastro, dopo aver avuto alcuni dissidi con Damiano Nicastro in relazione agli approvvigionamenti di stupefacente in Palermo, individua un altro fornitore di hashish nella zona di Vittoria, che si rivela, quest’ultima, altro importante canale di approvvigionamento dello stupefacente.

Nello scenario descritto viene in evidenza la figura di Nicolò Morello, con precedenti specifici nello scenario dello smercio di sostanze stupefacenti. Questi, pur trovandosi agli arresti domiciliari nel comune di Busto Arsizio (Va), ha gestito “a distanza” l’attività di approvvigionamento e di spaccio a Gela, avvalendosi anche del social network “Face book”. I soggetti particolarmente a lui legati sono il Tandurella Manuel e Di Simone Biagio. Gli spacciatori, poi, lo informavano sulle attività e sui profitti ottenuti.

Nicolò Morello ha commissionato a Damiano Nicastro l’acquisto di una partita di stupefacente per la somma di ? 2.300,00. Tuttavia sono sorti alcuni problemi connessi a quantità e prezzo pagato che hanno indotto Morello, appena scarcerato, a reclamare la restituzione del denaro anticipato. Morello, leader di questo secondo gruppo, se da un lato ha provveduto ad impartire disposizioni circa il modus di approvvigionamento dello stupefacente (rivolgendosi al Nicastro Damiano), dall’altro è intervenuto per dirimere controversie di volta in volta rappresentate dai suoi collaboratori.

Nel medesimo contesto investigativo viene accertato anche un approvvigionamento di cocaina effettuato a Catania da un gruppo di gelesi già coinvolti nelle dinamiche di trasporto e smercio di hashish con epicentro Palermo.

Il Melilli e l’Argenti rientrano da Catania con un carico di 30 gr di cocaina a bordo di due autovetture. I due riescono ad evitare un posto di controllo dei CC e a disfarsi della cocaina che qualche ora dopo i Carabinieri recuperano sul ciglio della strada. La meticolosa ricostruzione della vicenda ha consentito ai Carabinieri di attribuire con certezza ai responsabili l’acquisto della cocaina effettuato a Catania, ponendo le basi per la successiva emissione di misure cautelari. L’odierna operazione “Porsche” prosegue nel solco delle attività dei CC coordinate dalla Procura della Repubblica di Gela finalizzate alla prevenzione e repressione del mercato degli stupefacenti.

Al riguardo, si riepilogano le principali operazioni di servizio:

1. Nel gennaio 2009 si dava esecuzione all’operazione “Mater Familias”, con l’emissione di 6 ordinanze di arresto a carico di altrettanti soggetti.

2. Il successivo 12 maggio si dava esecuzione all’operazione “Bonnie e Clyde” con l’emissione di 9 ordinanze di arresto a carico di altrettanti soggetti svelando gli autori della tentata rapina a una gioielleria di Villaggio Mosè (Ag).

3. A pochissimi mesi di distanza, il 19 novembre 2009 si dava esecuzione all’operazione “Zagara” con l’arresto di 4 soggetti, responsabili, in concorso, di detenzione ai fini di spaccio di circa gr. 300 di cocaina.

4. Il 14 dicembre 2010 è la volta dell’operazione “Fact-Ice”, conclusasi con l’esecuzione di 14 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti soggetti responsabili del reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Si segnalano, inoltre, le sottonotate operazioni in materia di sostanza stupefacente, effettuate nell’ambito delle normali attività di prevenzione e contrasto attuate dai Carabinieri del Reparto Territoriale di Gela sotto la direzione della Procura della Repubblica:

1. Antonuccio Carmelo, classe 1989, arrestato il 31 luglio 2010 mentre a bordo della propria autovettura trasportava un sacco di plastica contente 22 panetti di hashish per un peso complessivo di kg. 2,2. Antonuccio veniva nuovamente arrestato dai CC di Gela il 21 marzo 2011 con kg. 1,5 di hashish.

2. Piscopo Francesco, classe 1964, arrestato in data 23 marzo 2011 con gr.180 di marijuana.

3.Mangiameli Giuseppe Andrea, classe 1976, tratto in arresto il 30 marzo 2011 con mezzo chilo di cocaina.


Autore : Redazione Corriere
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