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Corriere di Gela | Uomini non si nasce
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notizia del 11/02/2007 messa in rete alle 20:23:59
Uomini non si nasce

Scrive Cesare Pavese nei Dialoghi con Leucò:
La Nube: “C’è una legge, Issione, cui bisogna ubbidire”.
Issione: ”Quassù la legge non arriva”. “Qui la legge è il nevaio, la bufera, la tenebra”. E la Nube incalza: “C’è una legge, Issione, che prima non c’era. Le nubi le aduna una mano più forte”.
Issione a sua volta: “Qui non arriva questa mano”.
La Nube incalzando:”Molte cose sono mutate. La sorte dell’uomo è mutata. Un limite è posto a voi uomini”.
Sembrava che in questa città alcuni uomini potessero disporre di tutto. “L’acqua, il vento, la rupe e la nuvola”, e la vita degli uomini e le cose sembravano a Gela dovessero essere disposte da chi non aveva alcun freno. Tutto lecito. Nessuna legge a frenare le manie di potenza, le bramosie di ricchezza, le voglie più primordiali. E di ostentarla questa potenza. Abusi dappertutto. Sul territorio e sulle anime delle persone. Anche dei ragazzi e dei bambini avviati alla pratica della violenza.
Ora c’è una legge. O meglio, è iniziato il cammino verso la legalità. Ha preso un nuovo corso la vita della città. L’iniziativa l’ha presa il sindaco. Rosario Crocetta ha voluto iniziare il cammino della città. Che senza la legge non è città. Solo groviglio di individui e di cose, grumi di passioni, istinti, voglie. Ché l’uomo nasce sì venendo dal sangue. Come gli altri animali. Diventa uomo quando elabora la sua animalità e la converte in cittadinanza. Per questo il ‘Nuovo Rinascimento di Gela”. Dopo un periodo di abbrutimento dei costumi, è iniziata una nuova storia, un nuovo cammino.

Evidentemente non si parte dal nulla. Altrettanto evidentemente non si cambia con la classica ‘bacchetta magica’. Il cammino è difficile, duro, forse anche lungo. Importante è l’inizio. L’inizio comporta un trauma, come per ogni essere vivente che nasce. Lo sviluppo richiede forza e coerenza. Anzi la forza della coerenza.
Dovrebbe apparire chiaro che il programma della legalità del Sindaco Crocetta non è uno slogan elettorale. Ce ne sono tanti. Anche gratuiti perché son nulla o meno di nulla. Esternazioni, flatus vocis di guasconi spiritosi per i quali tanto vale tanto perché in ogni caso hanno da guadagnare o quantomeno da non perdere. E parlano e scherzano anche sulle cose serie. Anche sulla dignità delle mogli e delle istituzioni e del sapere e della civiltà. E, scimmie, ridono. E fanno anche ridere come al circo equestre. Di tutto, su tutto. E mangiano e fanno mangiare diffondendo bulimia a iosa. Sicché la misura della persona non è la sua dignità, l’onesta, la sua rispettabilità. Invece il diametro della pancia e il color rubizzo del naso e l’untuosità delle mani su cui tutto si appiccica come a calamite. Nulla distinguendo. E hanno giocato anche con la mafia, con la criminalità organizzata. Abuso su abuso, violenza su violenza.

C’è una legge ora, anche a Gela. E va applicata. Le difficoltà? Sicuramente tante. Ma va applicata in nome della civiltà, della libertà di tutti gli uomini, delle pari opportunità, della dignità delle persone singole e civilmente associate. Promuovendo la cultura dello sviluppo. Con la piena consapevolezza che senza cultura non c’è sviluppo.
C’è anche l’Università ora a Gela per collaborare alla promozione della legalità e alla programmazione dello sviluppo da coordinare attraverso la pianificazione strategica della città. Il Corso di Laurea Specialistica avrà questa funzione. L’analisi del territorio come si è stratificato nel tempo. L’individuazione di linee di sviluppo in sinergia con l’innovazione tecnologica, la mondializzazione dell’economia, la rivoluzione della comunicazione. Ciò che chiamiamo modernità. Che non si costruisce a colpi di naso o di pancia. Con la meditazione, invece, e col coraggio e con la coerenza. Con la consapevolezza che spetta a noi rifondare la nuova politica. Spetta a noi la revisione di tanti meccanismi che devono rinnovare la democrazia alla luce delle nuove, nuovissime realtà. Altro che scherzi?
P.s. Agli studenti delle scuole ancora oggi i buoni docenti spiegano che il Rinascimento italiano fu promosso dalle Signorie che istituirono le Accademie. A Firenze l’Accademia Platonica – sì, proprio platonica, voluta da Cosimo il Vecchio in una villetta di Careggi regalata a Marsilio Ficino! –, a Roma la Pomponiana, a Napoli l’Alfonsina che diventerà la Pontaniana, a Venezia l’Aldina. Cose belle che fecero grandi le città, i loro Signori e tanti artisti di cui ci gloriamo.


Autore : Luciano Vullo

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