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Corriere di Gela | La nave greca di Gela salpa per l’Inghilterra
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notizia del 06/11/2004 messa in rete alle 20:09:48

La nave greca di Gela salpa per l’Inghilterra

Dopo il ritrovamento della nave greco-arcaica individuata nel tratto di mare antistante il litorale di Contrada Bulala di Gela ed il recupero di oltre tre quarti dell’intera imbarcazione, la soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Caltanissetta, coordinata da Rosalba Panvini, che è stata anche direttore scientifico dei relativi lavori di scavo, ha ritenuto che fosse giunto il momento di procedere al trasferimento degli elementi lignei dello scafo nel laboratorio di Portsmouth, importante ed altamente specializzato centro di studi che ha curato anche il restauro della nave settecentesca Mary Rose.
In considerazione dell’importanza di tutte le operazioni finora condotte, lunedì 8 novembre alle ore 12,30, alla presenza dell’on. Alessandro Pagano, assessore regionale ai beni culturali e ambientali e pubblica istruzione e del dott. Giuseppe Grado, direttore generale dipartimento regionale ai beni culturali e ambientali, delle autorità civili e militari, tutta la cittadinanza, le associazioni culturali ambientali sono invitati ad intervenire alla manifestazione nei locali di Bosco Littorio, siti in Gela dove prenderanno l’avvio le operazioni di imballaggio degli elementi della nave per una simbolica manifestazione organizzata in concomitanza della partenza della nave verso altri lidi ben più lontani di quelli da cui essa era partita per intraprendere un viaggio a scopi commerciali.
Come noto la scoperta della nave di Gela fu segnalata da Gianni Occhipinti e Gino Morteo nel lontano 1988 e da quel tempo si sono succedute nove campagne di scavo, l’ultima delle quali si è conclusa nell’estate scorsa.
Il relitto affondato a cinque metri di profondità, a causa delle cattive condizioni atmosferiche, è databile agli inizi del V secolo a. C. e ha restituito parte del suo carico commerciale che comprendeva, tra l’altro, pregiate ceramiche attiche figurate o verniciate, contenitori di trasporto di varie tipologie, ceramiche coloniali, ceramiche da mensa, oggetti bronzei e arredi della nave il cui studio ha consentito di conoscere la rotta seguita dall’imbarcazione e i traffici commerciali che Gela intratteneva con altre città del Mediterraneo.
Le operazioni di scavo sul relitto di Gela sono an-date avanti per molto tempo e sullo stesso è stato pubblicato, oltre a diverse relazioni, un volume dal titolo “La nave greca arcaica di Gela”, edito anche in lingua inglese. Solo ora però si è ritenuto opportuno intraprendere le operazioni di recupero delle varie parti lignee – l’anno precedente era stata recuperata parte della prua – e avviare le complesse e delicate operazione di restauro conservativo.
In tutti questi anni si è avuto cura di individuare le metodologie più idonee per recuperare lo scafo e per tali operazioni la soprintendenza si è avvalsa della consulenza del prof. Edoardo Tortorici, docente dell’università di Catania, e del prof. Piero Gianfrotta, docente dell’Università di Viterbo. Un consistente staff tecnico di archeologi e operatori subacquei coordinato da Alessandra Benini e del quale facevano parte Tiziana Fisichella, Salvatore Basile, Delia Lo Iacono, Riccardo Di Gregorio, Gianni Occhipinti, Orazio Campisi, Matteo Caruso, ha operato per il recupero degli elementi lignei che lunedì 8 novembre saranno imballati e trasferiti a Portsmouth dove verranno avviati gli interventi di restauro conservativo. Passe-ranno almeno quattro-cinque anni per vedere ritornare la nave restaurata, ma nel frattempo con i fondi Por dell’Agenda 2000-2006, verrà realizzato il museo della navigazione antica, progettato da Ettore Di Mauro che è stato anche il direttore tecnico delle operazioni di recupero del relitto mentre Daniela Vullo ha rivestito il ruolo di responsabile unico del procedimento e Carla Guzzone ha curato nell’ultimo periodo l’organizzazione tecnico-amministrativa; Enrico Marchese ha curato il coordinamento della sicurezza del cantiere, Salvatore Barbera ha coadiuvato il direttore tecnico dei lavori, mentre Carmelo Mosca e Antonio Catalano hanno seguito le operazioni, a terra, dei primi interventi di conservazione dello scafo. Quest’ultimo è stato accuratamente disegnato in tutti gli elementi fino ad oggi ritrovati grazie all’opera meticolosa di Marco Cocciadiferro.
In considerazione dell’importanza di tutte le operazioni finora condotte, lunedì 8 novembre alle ore 12,30, alla presenza dell’on. Alessandro Pagano, assessore regionale ai beni culturali e ambientali e pubblica istruzione e del dott. Giuseppe Grado, direttore generale dipartimento regionale ai beni culturali e ambientali, delle autorità civili e militari, tutta la cittadinanza, le associazioni culturali ambientali sono invitati ad intervenire alla manifestazione nei locali di Bosco Littorio, siti in Gela dove prenderanno l’avvio le operazioni di imballaggio degli elementi della nave per una simbolica manifestazione organizzata in concomitanza della partenza della nave verso altri lidi ben più lontani di quelli da cui essa era partita per intraprendere un viaggio a scopi commerciali.
L’assessorato regionale dei beni culturali ha fortemente voluto che si pervenisse al recupero di questa eccezionale imbarcazione antica, la prima di età arcaica, in Sicilia, ad essere restaurata e, quindi, restituita alla pubblica fruizione in appositi spazi museali che sorgeranno proprio a Bosco Littorio in quanto spazio più consono poiché sede anche dell’emporio commerciale dell’antica colonia greca verso il quale la nave stava per arrivare e depositare il suo pregiato carico.


Autore : Redazione Corriere
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