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Corriere di Gela | Morire in fabbrica a quarant'anni
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notizia del 31/01/2009 messa in rete alle 19:58:51

Morire in fabbrica a quarant'anni

Esplosione fatale in Raffineria. Muore l’operaio licatese Salvatore Vittorioso (nella foto), 40 anni, dipendente della ditta Ecorigen, una delle tante che lavorano nell’indotto del Petrolchimico gelese. La tragedia è avvenuta mercoledì sera, intorno alle 21,30. Si è trattato, secondo le prime indagini, di un incidente: lo scoppio di un forno per la rigenerazione dei catalizzatori esausti. L’uomo stava lavorando nei pressi, quando è stato investito dalle fiamme e da alcuni pezzi dell’impianto esploso. Teatro della tragedia, l’isola 13. Salvatore Vittorioso sarebbe morto sul colpo. A rivenirne il cadavere sono stati alcuni compagni di lavoro, che lo hanno trovato quasi carbonizzato. L’allarme è scattato immediatamente; sono intervenuti i mezzi di soccorso, ma non c’è stato nulla da fare per lo sfortunato operaio, che lascia la moglie ed un figlio. La Procura ha aperto un’inchiesta e posto sotto sequestro l’impianto. Se ne sta occupando il sostituto Monia Di Marco, con il coordinamento personale del Procuratore in capo, Lucia Lotti. Le indagini vengono svolte dai Carabinieri
L’Ecorigen opera a Gela da circa 8 anni e pare da tempo fosse sotto osservazione da parte dei sindacati per le precarie misure di sicurezza adottate nei cantieri.
Il giorno dopo, a tragedia consumata – succede sempre così – le organizzazioni sindacali hanno improvvisato una protesta per accendere i riflettori sulla sicurezza nei posti di lavoro. Sono poi arrivate le prime prese di posizioni da parte di istitituzioni e forze politiche, che riportiamo qui di seguito.

Caro Signor Prefetto,
Le scrivo questa lettera in rappresentanza di migliaia di lavoratori edili operanti nei cantieri pubblici e privati presenti nella nostra provincia.
Oggi, pur non avendo il diritto di rappresentarne i sentimenti, sento il forte bisogno di dar voce alle famiglie di tutti i lavoratori che, operando nei settori a rischio del comparto industriale, devono mettere in conto la tragedia come se la stessa facesse parte del ciclo produttivo.
Il sindacato deve guardare avanti e con un grande atto di coraggio deve accompagnare la giusta denuncia alla opportuna proposta. Ciò significa che denunciare la mancanza di sicurezza in un luogo di lavoro deve, come se fossimo legislatori, farci comprendere qual è la soluzione ottimale e perseguibile da parte di stazioni appaltanti, pubbliche e private, per evitare forme di insicurezza, sfruttamento, caporalato presenti in troppe fasi lavorative nei settori produttivi della nostra provincia. Oggi in tanti si affanneranno a rilasciare dichiarazioni pubbliche, tra questi anche coloro che hanno responsabilità oggettiva e di governo in materia di sicurezza e più in generale nel mondo del lavoro.
Nel manifestarLe il mio sostegno ad una forte iniziativa di coordinamento delle forze sociali, imprenditoriali e istituzionali Le segnalo, con la presente l’eccessiva incoerenza di quanti sono bravi nei convegni e molto meno nell’azione quotidiana.
Caltanissetta, 29 gennaio 2009
Ignazio Giudice
Segretario generale Fillea-Cgil - Caltanissetta

La tragica morte dei due operai Santo Notarrigo e Felice Baldi, vittime della frana di Caltanissetta, e di Salvatore Vittorioso rimasto ucciso nell’incidente verificatosi nell’azienda di Gela presso cui lavorava, gettano pesantemente nel lutto la nostra provincia, con un pesante tributo di vite che rilancia all’attualità problematiche annose come quella relativa, nella fattispecie, alla tutela idrogeologica del territorio e, più in generale, alla sicurezza sui posti di lavoro.
Queste tragedie, verificatesi quasi contemporaneamente nelle due maggiori città della provincia devono, pertanto, accentuare ogni possibile sforzo e impegno in direzione di una politica che attenzioni ancor di più il territorio e le condizioni dei nostri lavoratori, per scongiurare il ripetersi di incidenti laddove è possibile intervenire con le opportune opere di prevenzione.
Siffatti eventi, purtroppo, acuiscono il momento di grande difficoltà attraversato attualmente dalla nostra provincia per le perduranti e avverse condizioni atmosferiche che hanno già fortemente penalizzato alcuni comparti produttivi e ulteriormente dissestato il territorio, con una condizione da allerta generale che ci ha visto invocare la proclamazione dello stato di calamità naturale, alla definizione del cui iter non mancheranno certo la nostra attenzione ed il nostro impegno.
Tutto ciò non servirà, ovviamente, a lenire neanche in minima parte il grande dolore delle famiglie dei tre lavoratori scomparsi, profondamente colpite da queste tragedie, e alle quali, a nome mio personale e della Giunta provinciale di Caltanissetta, rivolgo il più sentito sentimento di cordoglio.
On. dott. Giuseppe Federico
Presidente Provincia di Caltanissetta

Un’autentica strage quotidiana che si consuma in tanti luoghi di lavoro e che in provincia di Caltanissetta e, in particolare, al petrolchimico di Gela, ha assunto livelli insopportabili. Provo davvero un grandissimo sconforto e dolore per quanto è avvenuto ieri alla raffineria di Gela. La morte dell’operaio licatese pone inquietanti e drammatici interrogativi sull’applicazione delle norme a salvaguardia della sicurezza di tutti i lavoratori.
E’ un tragico stillicidio di dolore e di sofferenze personali e familiari. I preoccupanti dati diffusi dall’Amnil e le stesse tragiche cronache di questi giorni in provincia, confermano quanto cruciale sia la questione della prevenzione sul lavoro. E’ urgante reperire i fondi necessari perchè si investa in formazione e informazione, si persegua con determinazione l’obiettivo dell’abbattmento degli incidenti sul lavoro, si rafforzino le tutele dei lavoratori integrando ancor più le capacità ispettive centrali e locali nei cantieri e si sostengano le famiglie delle vittime sul lavoro. Chiederò al governo regionale di istituire un fondo apposito per investire anche in numerose iniziative in ambito scolastico, per una più diretta èpresa di coscienza da parte dei giovani che si affacciano al mondo del lavor. Tutto ciò resta un obiettivo di civiltà e di rispetto alla vita che dobbiamo al sacrificio dei tanti caduti, mutilati ed invalidi sul lavoro.
29 gennaio 2009
On. prof. Miguel Donegani, deputato Pd all’Ars

Il presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Di Dio, ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia di Salvatore Vittorioso, lo sfortunato operaio che ha perso la vita ieri sera all’interno dell’Ecorigen. “Tragedie come quella di ieri sera devono far riflettere sul tema della sicurezza nei posti di lavoro. Bisogna interrogarsi per capire se questa disgrazia poteva essere evitata. I controlli devono essere più efficaci e preventivi. In attesa che la procura chiarisca le cause dell’incidente, non si può non rilevare che questi episodi stanno diventando troppo frequenti. Non si può morire per portare lo stipendio a casa”.
(fonte: Ufficio stampa Presidenza del Consiglio comunale)


Autore : Redazione Corriere
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