1 2 3 4 5
Corriere di Gela | Il sindaco nel mirino del Conapro
Edizione online del Periodico settimanale di Attualità, Politica, Cultura, Sport a diffusione comprensoriale in edicola ogni sabato
notizia del 01/05/2006 messa in rete alle 19:55:53

Il sindaco nel mirino del Conapro

All’indomani dell’operazione “In & Out” che ha portato in carcere i vertici del Conapro, il sindaco Crocetta ha dato notizia in conferenza stampa che due anni fa era stato fatto oggetto di concrete minacce di morte provenienti da ambienti vicini al consorzio. L’ultima operazione ha messo a nudo anche tentativi di infiltrazioni della politica nella vicenda che ha portato all’estromissione del Conapro dagli appalti dell’Eni.
Intercettazioni telefoniche avrebbero rilevato approcci di dirigenti del consorzio nei confronti di Speziale, Morinello, Gagliano e Guido Cirignotta. Quest’ultimo – ne ha dato notizia lo stesso sindaco – venuto a conoscenza del suo coinvolgimento – ha ritenuto di lasciare l’incarico di assessore comunale. Morinello ha diffuso una nota stampa in cui afferma la sua linearità Il sindaco Crocetta, all’indomani dell’operazione che ha portato in carcere esponenti del Conapro, ha dato notizia che due anni fa è stato oggetto di gravi minacce di morte e che le stesse sono arrivate da ambienti legati al consorzio. I particolari della vicenda è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa venerdì pomeriggio. E’ stato poi comunicato che l’assessore Guido Cirignotta si è dimesso dall’incarico, a seguito delle intercettazioni telefoniche rilevate dagli inquirenti e che hanno coinvolto anche altri esponenti politici (Speziale, Ventura, Morinello, Gagliano), tutti oggetti di attenzioni da parte dei dirigenti del Consorzio, nel periodo a cavallo delle Politiche e delle Regionali del 2001. Nella vicenda è rimasto invischiato anche il direttore dell’epoca dello stabilimento, Ferdinando Lo Vullo.
Gli appalti al petrolchimico di Gela erano cosa loro. Eserci-tando pressioni si è aggiudicavano, fino a poco tempo addietro, gran parte dei lavori della raffineria. Tutte le loro aziende operavano nell'indotto dello stabilimento e, secondo le indagini, che hanno preso spunto nel 2001, farebbero parte dell'organizzazione mafiosa della famiglia Emmannuello di Cosa Nostra. Sei le persone arrestate, definite dagli inquirenti "colletti bianchi". Le manette sono scattate ai polsi di Crocifisso Smorta, 47 anni, indicato come il reggente del clan; Emanuele Scia-scia, di 64, accusato di avere curato gli interessi economici dell'organizzazione; Emanuele Nastasi, di 50; Filippo Sciascia di 59; Loredana Cauchi, di 38, moglie di Crocifisso Smorta e Nicola Ingargiola di 44. Quest'ultimo, secondo le indagini, lavorava formalmente alle dipendenze dell'impresa metalmeccanica Conapro, di cui era vice presidente del consiglio di amministrazione, ma per gli investigatori operava, in realtà, nell'interesse del clan Emmanuello. Come dicevamo, secondo i carabinieri, i sei indagati, attraverso alcune ditte, come per l'appunto il Conapro, con sede a Roma e non più attiva, la "Gela Gas", la "Sicurt" 87 e la "N&M" di Gela, avrebbero ottenuto numerose commesse di lavoro all'interno dello stabilimento petrolchimico. Inoltre, avrebbero stabilito anche il sistema con cui si doveva stornare parte degli introiti delle imprese da loro controllate, incamerano il 3% dei guadagni netti, diminuiti di ulteriori 15 milioni di vecchie lire, considerati somma di gestione della ditta.
Conoscitori delle dinamiche imprenditoriali e legati da stretti vincoli di parentela con Crocifisso Smorta ed Emanuele Sciascia, Emanuele Nastasi e Fillippo Sciascia, imprenditori ben introdotti nel sistema economico imprenditoriale di Gela, sarebbero stati il veicolo attraverso il quale avrebbero continuato a gestire il clan Emmanuello. Le indagini hanno preso le mosse dalle intercettazioni dei colloqui in carcere intrattenuti da Smorta e Sciascia all'epoca detenuti, con i loro familiari, nell'ambito della caccia al superlatitante Daniele Emmanuello. Loredana Cauchi, l'unica donna coinvolta nel blitz della scorsa notte e che al momento dell'arresto ha accusato anche un lieve malore, avrebbe assunto il compito di postina: teneva contatti, infatti, con gli altri affiliati del clan, effettuava movimentazioni bancarie atte a far disperdere le tracce del denaro e dei titoli nella loro disponibilità per conto dell'organizzazione ed, inoltre, avrebbe portato all'esterno gli ordini che le venivano impartiti dalla galera. I carabinieri, nel corso delle numerose perquisizioni effettuate a casa dei 6 indagati, hanno rinvenuto 5 pizzini, 4 in arrivo ed uno in partenza, tutti riconducibili alla primula rossa Daniele Emmanuello. Sequestrato anche un fucile da caccia, legalmente detenuto da Emanuele Nastasi e supporti magnetici e documentazione ritenuta di interesse, che verranno successivamente analizzati. Nel corso delle perquisizioni, inoltre, i militari dell'Arma hanno rilevato delle telecamere a circuito chiuso nel perimetro dell'abitazione di Crocifisso Smorta, collegate ad un monitor posto all'interno. Nella voluminosa ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Caltanissetta, Giovambattista Tona, su richiesta della Procura della Repubblica, direzione distrettuale antimafia, si fa riferimento anche ai nomi di alcuni politici locali, che sono stati interpellati da Nicola Ingargiola a sostegno della sua battaglia per ottenere la conferma degli appalti all'interno dello stabilimento petrolchimico.

Giuseppe D’Onchia (da del 27 aprile 2006)

Morinello: “Non ho mai discusso o trattato appalti o commesse nè di eventuali appoggi presso l’Eni”

Essendo estraneo da ogni responsabilità derivante dalla vicenda giudiziaria che ha coinvolto il Conapro, tengo a precisare, come si evince dalle intercettazioni telefoniche, che i miei comportamenti sono del tutto lineari e legittimi, sia per quanto riguarda le informazioni acquisite presso il Comitato di Risanamento Ambientale circa l’iter autorizzatorio dell’impianto Ecorigen, che ha poi portato benefici occupazionali al territorio, sia per quanto concerne alcune richieste di assunzione temporanea in occasione delle fermate del 2001 che vedevano il Conapro titolare delle commesse all’interno dello stabilimento petrolchimico.
Non ho mai discusso o trattato di appalti o commesse né di eventuali appoggi presso la Direzione dell’Eni.
Questo a tutela della mia immagine e per diradare possibili polveroni atti a screditare coloro che sono impegnati nella lotta per l’affermazione della legalità nella città di Gela.

Palermo, 28.04.2006 On. Salvatore Morinello


Autore : Redazione Corriere
In Edicola
Newsletter
Registrati alla Newsletter Gratuita del Corriere di Gela per ricevere le ultime notizie direttamente sul vostro indirizzo di posta elettronica.

La mia Email è
 
Iscrivimi
cancellami
Cerca
Cerca le notizie nel nostro archivio.

Cerca  
 
 
Informa un Amico Informa un Amico
Stampa la Notizia Stampa la Notizia
Commenta la Notizia Commenta la Notizia
 
㯰yright 2003 - 2026 Corriere di Gela. Tutti i diritti riservati. Powered by venturagiuseppe.it
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120