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Corriere di Gela | Carta della città partecipata, piano per la cura dei beni comuni
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notizia del 23/06/2013 messa in rete alle 19:48:08
Carta della città partecipata, piano per la cura dei beni comuni

Una cabina di regia per una città condivisa. È questa la proposta lanciata ieri a Gela in conclusione della prima edizione degli Stati generali della società civile della città, promossi dal Coordinamento delle associazioni di volontariato di Gela, animato dal MoVI e dalla Casa del volontariato, in collaborazione con Sicilia Educa e MoVI Sicilia, che si sono tenuti l’8 e 9 giugno nella città in provincia di Caltanissetta.

L’evento, a cui hanno partecipato circa 200 delegati di 60 associazioni e che ha visto la forte partecipazione dell’amministrazione comunale – presente con il sindaco, Angelo Fasulo, e diversi esponenti sia della Giunta sia della burocrazia comunale – è stato l’occasione per definire e sottoscrivere – amministratori e cittadini impegnati nelle organizzazioni civiche – una Carta della città partecipata con cui ci si propone di “trasformare gli enti locali da luoghi di amministrazione burocratica in laboratori di democrazia partecipata. Gli Stati Generali della Società Civile, sono oggi una possibilità per un ‘nuovo municipio’ che, attraverso l'attivazione di reti tematiche che affiancano gli Uffici tradizionali, elabora scenari di futuro; in questo la politica ha la responsabilità di superare linguaggi tecnocratici e specialistici per aprire le porta del governo agli attori più deboli e senza voce nelle decisioni istituzionali.” La Carta contiene anche numerose proposte in merito ai cinque ambiti di riflessione in cui sono stati coinvolti i partecipanti: Sicurezza sociale, emergenza educativa e prevenzione della devianza; Mobilità urbana, spazi verdi e sostenibilità ambientale; Lotta alle povertà e al disagio; Spazi per la cultura e valorizzazione dei beni culturali; Cura alla persona, servizi socio sanitari e integrazione dei diversamente abili.

“La rete del volontariato di Gela”, ha affermato Enzo Madonia, portavoce del Comitato Organizzatore degli Stati Generali, “ha proposto a chi governa la città di provare a costruire forme di governo socialmente condivise e attivare così nuove forme di esercizio della democrazia. La Città Nuova si costruisce attraverso percorsi civici finalizzati a trasformare gli enti locali da luoghi di amministrazione burocratica in laboratori permanenti di governo condiviso.”

Per parte sua Ferdinando Siringo, presidente del MoVI Sicilia e del Centro servizi volontariato di Palermo ha notato che "il nostro Paese è alla disperata ricerca di un modo credibile di esprimere partecipazione e senso della politica. Intanto la crisi economica morde soprattutto i più deboli privati spesso di servizi e sostegni essenziali. In questa fase le istituzioni devono capire l'importanza di lasciare spazio alla progettualità della società civile, aprendo i beni comuni alla gestione popolare, mettendo in gioco nei percorsi partecipati la governance delle città, ricostruendo le regole della rappresentanza. Il MoVI rilancia da Gela la Strada Nuova della partecipazione e della gestione condivisa dei beni comuni, forse l'unica seria soluzione per il rilancio del welfare comunitario italiano. Da Gela, dove da anni tutto il volontariato gestisce insieme, con risorse volontarie, un centro di solidarietà e partecipazione che non ha eguali forse nel Paese e che genera risorse e progettualità nel territorio."

L’esperienza di Gela è anche una buona prassi che rientra nel percorso più ampio elaborato da Labsus - Laboratorio per la Sussidiarietà, che sta promuovendo la creazione di un Piano nazionale per la cura civica dei beni comuni, imperniato sulla sperimentazione di Cabine di regia per i beni comuni.

«In Italia migliaia di persone investono tempo, passione, competenze nella cura dei beni della comunità cui appartengono – ha spiegato Gregorio Arena, professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Trento e presidente di Labsus, che ha tenuto la relazione di apertura degli Stati generali –. Lo fanno per migliorare la qualità della propria vita, ma così facendo migliorano la vita di tutti e applicano, sia pure spesso inconsapevolmente, il principio costituzionale di sussidiarietà. Affinché queste esperienze possano ‘fare la differenza’ per la ripresa del Paese bisogna creare a livello regionale e nazionale delle ‘cabine di regia’ per coordinare, promuovere, sostenere in tutti i modi i cittadini attivi. Solo così quello che oggi è un arcipelago di straordinarie micro esperienze locali potrà diventare un vero e proprio ‘sistema’ per la cura condivisa dei beni comuni».

«Gli Stati Generali della Società Civile – ha detto infine Enzo Madonia – segnano un momento storico nella città di Gela, e rappresentano un modello originale da contrapporre al vuoto dell’antipolitica. Dopo il lavoro intenso di questi giorni, inizia ora la vera sfida, che significa tradurre in progetti concreti i contenuti della Carta della Città partecipata».


Autore : Redazione Corriere
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