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Corriere di Gela | Gela provincia, nessuno si muove
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notizia del 27/09/2003 messa in rete alle 19:46:35
Gela provincia, nessuno si muove

Un nostro abbonato di 76 anni, gelese trapiantato a Torino ma con il cuore sempre vicino alla sua città natale, ci ha scritto la lettera qui a fianco. La ospitiamo volentieri, aggiustando un pò qua e un pò là qualche sgrammaticatura, perché la sua semplicità e la sua schiettezza abbiamo ritenuto valgano quanto o forse più di un pomposo articolo.
E’ spontanea e scritta da una persona che non ha secondi fini. Non sappiamo se vorrà tornare a risiedere a Gela e di certo non ha interesse neppure per i suoi figli e nipoti, ormai anche loro trapiantati al Nord. Quello che scrive esce dunque dal profondo del suo cuore, disinteressatamente, pur sapendo che la conquista che lui invoca non porterà, a lui né alla sua famiglia, alcun beneficio.
Gaetano Collodoro, che ha trascorso qui gran parte dell’estate, é ripartito per la sua residenza piemontese con il cuore gonfio di soddisfazione per le tante manifestazioni artistiche e culturali che ha potuto godersi. Questo suo intervento dimostra però che tutto ciò non basta per cambiare il volto della città.
Nella sua lettera ricorda i grandi movimenti popolari della metà degli anni Trenta per Gela provincia. Oggi, ahinoi, assistiamo ad un sospettoso silenzio.

La lettera. Egregio direttore, complimenti per l’articolo che ha scritto per Gela Provincia. Spero che i nostri amministratori non la prendano come una bacchettata, come hanno fatto due mesi fa in occasione delle sollecitazioni pervenute loro per commemorare come si sarebbe dovuto il 60° anniversario dello sbarco a Gela degli Americani.
In merito all’articolo che lei ha scritto per ricordare al Sindaco dell’impegno assunto affinché Gela diventi provincia, mi auguro che venga preso in considerazione, tenendo presente le legittime aspettative della città.
Il governo regionale sta varando un disegno di legge che di fatto permetterebbe solo a Caltagirone di diventare provincia. Questo perché gli amministratori calatini sono stati più intrapredenti di quelli nostri.
Vorrei ricordare che fin dai primi del ‘900 Gela ha aspirato di diventare provincia. Nel 1936, fu chiesta a gran voce dai cittadini, quando Mussolini venne in città. Chiedevano anche il bacino montano (la diga Disueri), di cui sono stato testimone oculare della posa della prima pietra (si aggiudicò i lavori l’impresa Girola di Novara). Grazie a questa realizzazione si crearono subito più di mille posti di lavoro, oltre alle maestranze venute dal Piemonte. Da lì l’inizio del primo progresso di Gela. L’opera venne realizzata dopo la guerra, grazie all’interessamento di Salvatore Aldisio.
Riguardo alla Provincia, se oggi avessimo ancora un uomo politico del calibro di Aldisio probabilmente anche questa conquista diventerebbe realtà, perché lui non si sarebbe fatto certo fregare dai calatini.
(Gaetano Collodoro – Rivoli Torinese)


Autore : Redazione Corriere
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