notizia del 25/08/2013 messa in rete alle 19:40:56

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I diciotto della Casa francescana a Manfria
La Casa Francescana “S. Antonio di Padova” ricorda i suoi 18 anni. I festeggiamenti si sono svolti a Manfria presso il centro di spiritualità e cultura religiosa, unico luogo di culto presente nel vasto territorio comprendente Roccazelle, Piano Marina e appunto Manfria, ed anche importante centro di aggregazione sociale La Casa, anche oratorio pubblico per il decreto firmato il 27 luglio del 2004 da S.E. mons. Michele Pennisi, venne fondata nel 1995 dall’allora ministro del Terz’Ordine Giovanni Virgadaula e dal cappuccino fr’ Cherubino Valenti.
Questi, ottenuta l’autorizzazione dell’allora vescovo di Piazza Armerina mons. Vincenzo Cirrincione, celebrò la prima messa il 19 agosto del ’95. I momenti salienti di questa ricorrenza così sentita sono stati la Festa di S. Chiara d’Assisi, con il solenne triduo predicato da fra’ Roberto Cuvato e la festa professionale dell’11 agosto, e poi il 18 agosto, con l’anniversario della fondazione, ricordato da fra’ Francesco Vinci durante la Santa Messa da lui celebrata all’oratorio di fronte ad una folla di fedeli. Presente già sei volte alla Casa Francescana come Ministro Provinciale dei Cappuccini di Siracusa, fra’ Francesco, per lunghissimi anni missionario in Madagascar, è poi tornato a Manfria in diverse altre circostanze a dimostrazione dell’affetto che egli nutre per l “Immacolata alla Porziuncola”, totalmente ricambiato dai fedeli e dai gruppi che lì operano, come i Fratelli del Volto Santo e il Gruppo di Preghiera da Padre Pio.
Da 8 anni cappellano dell’oratorio pubblico è don Giuseppe Fausciana, che ha dato un nuovo forte e importante impulso alle attività del centro religioso. Virgadaula invece, quale rettore, è da sempre l’instancabile animatore della Casa, e il 18 non ha mancato di ricordare figure come fra’ Cherubino da Sortino, fra’ Giacomo Calì, don Franco Cavallo e lo stesso mons. Cirrincione, che tanto fecero per Manfria, ribadendo pure con gratitudine lo stretto legame con i frati cappuccini di Gela che anche quando non hanno potuto più garantire la cappellania, comunque negli anni hanno sempre tutelato il carisma francescano della Casa “S. Antonio”.
Autore : Redazione Corriere
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