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Corriere di Gela | La Procura di Gela, modello di efficienza
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notizia del 12/02/2012 messa in rete alle 19:36:42

La Procura di Gela, modello di efficienza

«La Procura di Gela ha disposto il rinvio a giudizio per episodi gravi di inquinamento avvenuti all’interno della Raffineria di Gela, ricostruendo a seguito di complesse indagini l’intera catena di responsabilità, comprese quelle di vertice. Ci si auspica, per il futuro, che gli interventi di bonifica siano effettuati tempestivamente e sistematicamente e non soltanto in conseguenza del “rischio penale”».

E’ questo uno dei passaggi dedicati all’attività giudiziaria nel presidio gelese contenuti nelle tre pagine dell’intervento fatto dal Procuratore generale Roberto Scarpinato (nella foto), in occasione della cerimonia inaugurale dell’Anno Giudiziario svoltasi nel Palazzo di Giustizia di Caltanissetta il 28 gennaio scorso.

Scarpinato ha anche riconosciuto al Procuratore di Gela Lucia Lotti (nella foto piccola) meriti particolari, definendola «straordinario motore organizzativo e propulsivo di mille iniziative che hanno contribuito a fare di quella Procura un modello di efficienza nonostante le gravissime carenze di personale».

Parlando dei magistrati dell’intero Distretto, il Procuratore generale ha detto che «hanno fatto molto di più di quanto appaia nelle statistiche e molto di più del loro dovere».

Partendo dal disagio giovanile e dal rischio che le sacche di disoccupazione e del disadattamento sociale possano trascinare i più svantaggiati verso la malavita, il Procuratore generale del Distretto di Caltanissetta, dott. Roberto Scarpinato, ha dedicato tre pagine all’attività giudiziaria della Procura di Gela, toccando altri tasti (malformazione neonatali, inquinamento, carenze di organico, ecc.), riconoscendo al procuratore Lucia Lotti capacità organizzative straordinarie, tale da contribuire a fare della Procura di Gela «un modello di efficienza nonostante le gravissime carenze di personale ed alla capacità organizzativa». Ma ecco lo stralcio della relazione di Scarpinato dedicato alla Procura di Gela.

«Alcuni (di questi giovani – ndr) diventeranno ladri, rapinatori e consumeranno le loro esistenze in un eterno pendlarismo dal carcere ai quartieri degradati dove sono malamente cresciuti. Altri più furbi finiranno per ingrossare la manovalanza mafiosa.

Sarebbe molto più produttivo piuttosto che tagliare i costi per le spese sociali, tagliare i costi della corruzione e dell’evasione fiscale che si traducono in un continuo dissanguamento delle risorse da destinare allo stato sociale.

Vi sono però nel nostro distretto giovani che sembrano avere un destino migliore. Ad esempio quelli che vivendo a Gela appartengono a famiglie che possono contare su un lavoro sicuro grazie al fatto che la Raffineria e il suo indotto economico hanno generato un virtuoso circuito occupazione.

E, tuttavia, leggendo l’accurata relazione della dott.ssa Lucia Lotti, Procuratore della Repubblica di Gela, straordinario motore organizzativo e propulsivo di mille iniziative che hanno contribuito a fare di quella Procura un modello di efficienza nonostante le gravissime carenze di personale, si viene colti da un gelo nel cuore quando si scopre il prezzo altissimo che è stato pagato per quel benessere.

Tra la seconda metà del 2010 e il primo semestre del 2011, sono stati iscritti alla Procura di Gela ben 70 procedimenti per nuovi casi di lavoratori deceduti o affetti da malattie da esposizione a fattori inquinanti (amianto).

E ancora a Gela si registra un preoccupante numero di nascite di bambini con malformazioni genetiche presumibilmente dovute pure a fattori ambientali inquinanti.

Una strage silenziosa che non è frutto della mala sorte, ma di responsabilità di vertice per i ritardi e le omissioni con le quali in passato sono state apprestate le doverose procedure di bonifica e gli adeguamenti strutturali ed organizzativi degli impianti della Raffineria.

La Procura di Gela ha disposto il rinvio a giudizio per episodi gravi di inquinamento avvenuti all’interno della Raffineria di Gela, ricostruendo a seguito di complesse indagini l’intera catena di responsabilità, comprese quelle di vertice. Ci si auspica, per il futuro, che gli interventi di bonifica siano effettuati tempestivamente e sistematicamente e non soltanto in conseguenza del “rischio penale”.

Questo e molto altro la Procura di Gela ha fatto mentre il suo organico di cinque sostituti in alcuni periodi è stato ridotto del 60% al 100%.

Io e la dott.ssa Lotti abbiamo dovuto fare campagna acquisti in campo nazionale per garantire la tenuta di quell’importantissimo presidio della legalità a Gela, ottenendo la disponibilità di due magistrati di Torino e di Brescia, a trasferirsi a Gela per un semestre.

Concludendo il mio intervento, Signor Presidente, non posso non dare atto che i magistrati di questo Distretto hanno fatto molto di più di quanto appaia dalle statistiche, hanno fatto molto di più del loro dovere.

Ad essi va ascritto il merito di avere in alcuni momenti particolarmente difficili salvato la credibilità stessa dello Stato in un territorio difficile come il nostro, dove, per risalenti fatti storici, lo Stato per troppo tempo non era ritenuto credibile, perché veniva identificato con i volti di tanti che in Sicilia come a Roma non apparivano degni della fiducia collettiva».


Autore : Redazione Corriere
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