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notizia del 23/07/2010 messa in rete alle 00:19:46
Città a vocazione turistica
La si chiama spesso città del golfo in tributo al mar Mediterraneo su cui s'affaccia. Un mare, negli anni, avvelenato e perforato, ma ancora generoso e ricco di storia. E dai suoi fondali ci restituisce nuovi reperti di inestimabile valore: così inestimabile da non avere prezzo, non essere apprezzato e, perché no, “capitalizzato” come si conviene. Uomini come il Cassarino, perfetti sconosciuti, sono quegli eroi che ci conquistano, forse gli unici veri eroi sulla faccia della terra, giacché campioni di onestà. Non foss'altro perché a scriverlo è un superoe alieno dei fumetti!
La scoperta, ad ogni modo, non è solo importante: è molto di più. Non si conosce il tratto di mare, tenuto nel dovuto riserbo. Ma lo stesso Cassarino aveva rinvenuto, pochi giorni fa, altri manufatti al largo di contrada Bulala. In quello specchio di mare è stato individato, alcuni mesi addietro, un sito archeologico subacqueo abitato da “gioielli” di epoca romana, bizantina e greco-ellenistica. Tra di essi un reperto di valore assoluto: una pantera sigillata con un simbolo cristiano impresso qual'è appunto una colomba. Ancor prima, pissidi, coppette, anfore, ed altri oggetti da cucina del periodo ellenico, risalenti al IV-V secolo avanti Cristo. Orbene, in quest'ultima occasione, la tesi che si fa sempre più consistente è che ci sia un relitto nelle vicinanze al luogo del ritrovo. Coincidenza vorrebbe che proprio nella zona di Bulala, in passato sono stati scoperti due relitti, catalogati “il relitto uno” e “il relitto due”, divenuti ben presto di fama internazionale.
Tutto questo ci dice che la zona interessata è stata un crocevia marittimo non solo in epoca antica, ma anche in epoca almeno pre-moderna (quindi non solo in età greco-romana, ma anche fino alla fase repubblicana e medievale) e, soprattutto, ci suggerisce che nel golfo, c'è un vero e proprio museo marino che attende solo di riemergere in tutta la sua preziosa bellezza e - aggiungo succintamente - fondamentale importanza. Il protocollo d’intesa stipulato nel luglio del 2007 tra il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto e l’Assessorato ai Beni Culturali ed Ambientali, chiamente non basta. Avere un museo regionale dove c’è un monetiere tra i più ricchi del mondo, con tutta evidenza, non si è rivelato sufficiente. La mia impressione è, cioè, che queste scoperte - destinate certamente ad arricchire il patrimonio artistico isolano - vengano limitate al solo contesto archeologico da un punto di vista quantitavo, mettendo in secondo piano una legittima aspirazione del territorio gelese per troppo tempo, invece, sottaciuta e colpevolmente sottovalutata: vale a dire, quella storica. L'idea dell'assessorato regionale di puntare a promuovere e valorizzare l'arte contemporanea nella nostra isola, collaborando nel frattempo con le piu' importanti istituzioni museali del mondo, tra le quali il Getty Museum che ospita il “Cratere di Gela”, per quanto riguarda la realtà storica gelese, è riduttiva e non va nella giusta direzione. Occorre una politica seria e rigorosa di “riscoperta storica”, con tanto di osservatorio permanente. Questo è il minimo.
Per dirla tutta, l’offerta culturale di questa città, propedeutica ad un'offerta turistica importante, non deve ridursi al mero computo dei reperti archeologici ritrovati, con cui subito dopo specchiarsi narcisisticamente. Permettetemi di dire che è un gusto senza qualità. Per qualcuno sarà una baggianata, ma secondo me l'archeologia senza la storia non è neanche una peculiarità e la frase “Gela città greca” non significa nulla. Le scoperte nei fondali, invece, hanno un valore ancor più grande e questa comunità, in tutte le sue componenti, deve avere l'ambizione di scoprirlo, davvero. Si tratta di vere e proprie fonti documentali di altissimo tenore storico. Non coglierlo, significa fare perdere alla dimensione archeologica ed artistica quel pregio, quella virtù e quel rilievo che merita. Non coglierlo, equivale a reiterare un colossale errore. Gela è una città che non ha ancora una “sua storia”, di cui “essere orgogliosi”. Ed è nella storia, per chi non l'avesse ancora capito, che Gela deve trovare quella vocazione che le può consentire il riscatto dopo secoli di buio
Autore : Clark Kent
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