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Corriere di Gela | Gasdotto Libia-Italia, la città beffata
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notizia del 26/10/2004 messa in rete alle 19:13:28
Gasdotto Libia-Italia, la città beffata

E’ di questi ultimi giorni, la notizia dell’inaugurazione del gasdotto che collega Metillah (Libia) con Gela.
Con mio grande sdegno apprendo che il Presidente del consiglio Berlusconi, si reca in Libia per inaugurare tale opera, realizzata dalla Snam, opera che ha come primo approdo in Italia la città di Gela. Il Presidente Berlusconi, insieme al leader libico Gheddafi, accendono la fiammella del gasdotto a Metillah in Libia, beffando Gela. non è ridicolo che si accenda la fiammella in Libia, quando il Gas deve ancora attraversare l’opera da inaugurare? Non sarebbe stato giusto quindi, che il Presidente Berlusconi insieme a Gheddafi venivano a Gela ad inaugurare l’opera?
Come sempre lo stato italiano è ben disposto a sfruttare Gela, ma mai a riconoscere i suoi meriti, come ad esempio per l’estrazione petrolifera, infatti, lo stato guadagna milioni di Euro al giorno dal petrolio estratto, e Gela Guadagna…fumo! Ma oltre al danno c’è la beffa, lo stato fa gli sgravi fiscali sui carburanti in Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta, regioni che non producono petrolio, a Gela si paga come nel resto d’Italia.
Altra beffa recente è quella che riguarda le dogane. Gela, fino ad un paio di anni fa, aveva un Ufficio delle Dogane, e nonostante una mole di lavoro doppia a quella di Porto Empedocle, volevano sopprimerla, fortunatamente dopo un controllo da parte di un funzionario dello stato, fu ‘olamente’ declassata a ‘Sezione Operativa Territoriale’, con competenza sull’intera provincia di Caltanissetta.
La beffa sta nel fatto che l’11 settembre 2004 il direttore regionale delle Agenzie per le Dogane, con l’approvazione dell’Ufficio delle Dogane di Porto Empedocle, decide di dotare Caltanissetta della Sezione Operativa Territoriale a scapito di Gela. Infatti, il nuovo ufficio ha competenza sull’intera provincia, ad esclusione di Gela, Niscemi, e Butera. Quindi, l’ufficio di Gela subisce prima un declassamento e poi un ridimensionamento del territorio di competenza, tutto a favore di Porto Empedocle e Caltanissetta.
Ma le beffe per Gela purtroppo non finiscono quì.
Alcuni mesi fa la regione redige la mappa degli autoporti in Sicilia, uno in ogni provincia, con la sola esclusione della provincia di Caltanissetta, visto che se andava fatto, con ogni probabilità sarebbe toccato a Gela. Altri 20 milioni di Euro di investimento persi, per non parlare dei disagi al trasporto merci nell’area gelese.
L’elenco delle beffe alla città di Gela è lunghissimo, ma voglio concludere con quella ancora non riuscita di boicottare Gela a candidarsi per nuova provincia.
Lo scorso anno, la regione promulgò una legge per la creazione di nuove province restrittiva, riservata alle sole aree metropolitane, insomma, per farla corta, si voleva favorire Caltagirone a diventare provincia, utilizzando denaro pubblico per ‘sprecarlo’ nell’elevazione di Caltagirone a provincia, un comune con soli 36.000 abitanti, il 20° della Sicilia, senza sbocco a mare, con una posizione geografica di certo non invidiabile, con un comprensorio scarno. Se istituita farebbe la fine di Caltanissetta ed Enna: sfruttare le risorse del comprensorio ad esclusivo beneficio del capoluogo.
Fortunatamente la corte costituzionale siciliana abolì tale decreto.
Oggi esiste un disegno di legge approvato dalla commissione affari costituzionali dell’Ars ma non ancora legge, che prevede il raggiungimento a 180 mila abitanti con il comprensorio, ed in alcuni casi di interesse storico e sociale di 120.000 abitanti, quest’ultima clausola inserita sempre per favorire Caltagirone, nonostante anche Gela, se capace ne potrebbe usufruire.
Questo disegno di legge piace poco ai calatini, perché nonostante il tetto ‘ristretto’ a 120.000 abitanti, ha meno probabilità di riuscita rispetto a Gela. Infatti, l’esiguità del comprensorio calatino (18 comuni, circa 120.000 abitanti) aggiunta al rifiuto di alcuni comuni di abbandonare la ricca Catania, rendono difficoltoso il raggiungimento di tale obiettivo. Per Gela invece, la fortuna è quella di essere una città popolosa (il doppio rispetto Caltagirone) e di essere circondata da grossi comuni, solo 6 (Licata, Niscemi, Piazza Armerina, Mazzarino, Riesi, Butera) permetterebbero di raggiungere 186.000 abitanti.
Insomma, se Gela non verrà beffata anche stavolta, con un po’ di fortuna (vista la totale assenza di impegno politico), se questo disegno verrà convertito in legge, Gela potrebbe essere elevata a provincia.


Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia

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