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notizia del 30/08/2004 messa in rete alle 19:11:59
Cronaca estiva in pillole
Operazione Maestrale, arrestate nove persone. L’inchiesta condotta dagli uomini della squadra mobile di Caltanissetta e dalla squadra di polizia giudiziaria del locale commissariato, sul traffico di droga, avviata nel dicembre del 2002, ha portato, il 4 agosto scorso, all’incriminazione di nove persone. L’operazione, denominata “Maestrale”, ha condotto all’arresto di Francesco Vella, alias Cicciu u pazzu di 29 anni, Gay Antony Vella, alias Tano flash di 28 anni, Carmelo Curvà, alias U Vikingu di 26 anni, Crocifisso Fabio Pellegrino, 23 anni, Nunzio Mirko Licata alias Barboncino di 27 anni, Rosario Enea Romano, 22 anni, arrestato a Busto Arsizio. A incastrarli è stata un’intensa attività investigativa con l’ausilio di intercettazioni ambientali e telefoniche e dalle dichiarazioni dei cinque ex mafiosi di Stidda e Cosa Nostra. Le accuse per i nove componenti della famiglia gelese di Cosa Nostra, capeggiata dal superlatitante Daniele Emmanuello, sono di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, furti e danneggiamenti. La gang si sarebbe dedicata al traffico di droga nell’asse Gela-Puglia.
Sbarco di clandestini, arrestati quattro scafisti. La squadra mobile dell’Ufficio immigrazione della questura di Caltanissetta ha individuato e arrestato il 10 agosto scorso gli altri due dei quattro presunti responsabili dello sbarco di clandestini, avvenuto nel giugno scorso. L’imbarcazione, che aveva subito un’avaria al motore, era stata individuata a 55 miglia dalla costa gelese e fatta attraccare al porto isola di Gela. Si tratta di Mostafa Ebrahim 24 anni e Farouk Mostafa, 26 anni, accusati di essersi alternati al timone dell’imbarcazione, carica di 115 extracomunitari (palestinesi, liberiani, sudanesi e somali), con Ebrahim Yosae e Eswi Amr, arrestati lo scorso 5 luglio. Per i quattro egiziani l’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Cane cade da 15 metri, ferite madre e figlia. Mihone Mutisi di 23 anni e la figlia di 5 mesi Begita, sono state protagoniste di una spiacevole disavventura. Madre e figlia transitavano nei pressi di via Risorgimento quando si sono viste improvvisamente piombare addosso un cane volato da una terrazza del quinto piano di un palazzo attiguo alla loro abitazione. A quanto pare l’episodio si è verificato perché la terrazza era priva di ringhiera e questo ha provocato la caduta del cane che è morto. La donna, rovinata in terra, ha riportato la frattura del braccio destro e la bambina piccole ferite in tutto il corpo. Entrambe sono state ricoverate all’ospedale. Il marito Fatmir Vasali, 26 anni, ha sporto denuncia alle forze dell’ordine per ottenere un risarcimento per i danni riportati.
Pensionato uccide la moglie a colpi di fucile. Una tragedia familiare si è consumata lo scorso 5 agosto in via Nicolò Paci. Cosimo Caiola, pensionato di 60 anni, colto da un raptus ha ucciso la moglie, Giuseppina Gennaro, casalinga di 53 anni a colpi di fucile. L’uxoricidio si è consumato in seguito ad un acceso alterco tra i coniugi da tempo in crisi. La donna, spaventata dall’ira del marito si è spinta fino al balcone per chiedere aiuto, ma l’uomo, armato di un fucile Beretta calibro 12, le ha sparato contro due colpi ferendola a morte. L’uomo in stato confusionale ha poi raggiunto la caserma dei carabinieri per costituirsi. I tre figli della coppia si costituiranno parte civile al processo che si celebrerà ai danni del padre che avrebbe ucciso per gelosia e soldi.
Ragazza travolta da una Vespa in un bar. Contusioni e piccole ferite sparse in diverse parti del corpo per Maria Giovanna O., la ragazza di 23 anni che il 6 agosto scorso è stata protagonista di una spiacevole avventura. La vittima si trovava all’interno di un bar di via Palazzi nel quartiere Caposoprano, in attesa che le venisse servita la colazione, quando all’improvviso è stata travolta da una vespa 50. L’anziano conducente a bordo del due ruote ha perso il controllo del veicolo. La ragazza svenuta è stata soccorsa dall’ambulanza e accompagnata al servizio di pronto soccorso.
Attentati incendiari in città. La criminalità non é andata in vacanza ed continuato a far recapitare i suoi messaggi di fuoco. A finire nel mirino della malavita è stato Carlo Esposito Ferrara, un pizzaiolo di 34 anni che nella notte del 28 luglio ha visto andare in fumo la sua Ford Ka. Ferrara era da poco rientrato dal lavoro e aveva parcheggiato l’auto in via Luigi Carlo Farini quando intorno alle 2,30 si è accorto dell’incendio.
La notte seguente si sono registrati altri due incendi. Questa volta a pagarne le spese sono stati un parrucchiere e un bracciante agricolo. Si tratta rispettivamente di Orazio Massimo Gerotti di 34 anni e Nunzio Tilaro di 38 anni. Intorno alla mezzanotte è stato segnalato l’incendio della Mercedes 190 di proprietà di Gerotti. L’auto si trovava parcheggiata in via Erice, nel quartiere Sant’Ippolito. Sul posto è intervenuta la polizia e i vigili del fuoco che però non hanno rinvenuto le tracce tipiche di attentati. Un’ora più tardi ignoti attentatori hanno dato alle fiamme la Renault Clio di proprietà di Tilaro nei pressi della sua abitazione di via Francesco Crispi. Tilaro, interrogato dagli inquirenti non ha saputo fornire una spiegazione sull’intimidazione nonostante sia stato rinvenuto un contenitore di liquido infiammabile.
Attentato incendiario il 30 luglio scorso ai danni Maria Rosa Rinciani, pedagogista di 45 anni, sorella del noto pediatra e consigliere comunale dello Sdi Antonio Rinciani. Intorno alle 22,45, in via Torricelli, ignoti malviventi hanno cosparso di benzina e regalato alle fiamme la Fiat Panda di proprietà della professionista..
Nella notte di ferragosto un incendio si è consumato ai danni di Emanuela Altomonte. L’auto, una Audi 80, che si trovava parcheggiata in Piazza Eleusi, ha preso fuoco e danneggiato la Fiat Panda di Francesco De Stradis di 59 anni.
Sempre la stessa notte un incendio, causato probabilmente da un corto circuito ha coinvolto la Fiat Punto di proprietà di Vincenza Puccio, di 29 anni, che si trovava parcheggiata in via Ghirlandaio, nel quartiere Settefarine.
Mercoledì scorso, intorno alle 4,30, i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere l’incendio di una Fiat Uno di proprietà di Lucio Anzalone, assistente amministrativo presso la scuola media Ettore Romagnoli. Pare che ignoti avessero rubato l’auto nel quartiere Macchitella e l’avessero regalata alle fiamme nella zona industriale. La polizia che ha avviato le indagini non esclude che l’auto sia stata rubata per commettere azioni delinquenziali e poi data alle fiamme.
Autore : Redazione Corriere
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