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Corriere di Gela | Le nostre imprese tra etica e convenienza
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notizia del 05/02/2012 messa in rete alle 19:10:00
Le nostre imprese tra etica e convenienza

Dopo il brusco intervento a gamba tesa del Presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, atto a delegittimare alcune frange del movimento dei forconi che ha animato la protesta nei giorni scorsi, è di ben altro tenore la proposta lanciata dal suo vice presidente, nonché responsabile Confindustria Italia per la Legalità, Antonello Montante. L'idea è quella di attribuire alle imprese un "Rating di Legalità", vale a dire una sorta di indice "etico" per quelle imprese che investono nei processi di legalità e nei codici anticorruzione. Montante non parla di "Rating antimafia": al suo posto, esprimendo un consenso quasi unanime (da destra a sinistra), lo fanno i vari commentatori, tanto della politica quanto della magistratura, chi per sottolineare la matrice "siciliana" del fenomeno mafia, chi per evidenziarne l'allargamento in tutta Italia e non solo. In entrambi i casi, l'esperienza ci induce a diffidare, purtroppo.

Quando in Italia si carica ideologicamente una proposta, nel momento di passare dalla teoria al concreto, il tutto viene stravolto. Speriamo di sbagliarci, perché la proposta è, per sua stessa natura, concreta. Avanzata, peraltro, quando Standard and Poor's abbassa il rating a 13 regioni italiane, compresa la Sicilia, dopo aver già declassato precedentemente il rating dell'Italia. La legalità non è un concetto astratto e ben si presta ad essere utilizzata come un indice di valutazione di un'impresa. Un indice che può essere misurato: basterebbe già solo, ad esempio, spulciare gli organigrammi aziendali e controllare i casellari giudiziari relativi ai ruoli dirigenziali. Per non parlare dei codici anticorruzione: basti pensare che esistono già precisi e “pesanti” codici etici per le società quotate. Il fine è chiaro: creare un circuito sano e trasparente, che favorisce la competitività e l'accesso al credito per le imprese che vi rientrerebbero e che attualmente, invece, annaspano per mancanza di liquidità, pur essendo pulite, a differenza di altre che, benché colluse, non hanno di questi problemi. Una proposta che lega, dunque, l'etica alla convenienza. Un'idea finalmente liberale davvero, perché punta al mercato ed alla concorrenza leale. Il che non dovrebbe essere una novità se consideriamo che ad avanzarla è un esponente di Confindustria. La novità, in realtà, è che tale proposta proviene dalla Sicilia. Solo fumo e niente arrosto? Staremo a vedere.


Autore : Clark Kent

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