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Corriere di Gela | Gli avvocati a tutela della loro indipendenza
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notizia del 05/02/2012 messa in rete alle 19:02:18

Gli avvocati a tutela della loro indipendenza

L’iniziativa parte dal Consiglio Nazionale Forense (CNF) e dall’OUA (Organizzazione Unitaria dell’Avvocatura), ma ogni Ordine territoriale può assumere le proprie. E così anche nella nostra città gli avvocati si sono riuniti in assemblea per decidere quali strategie adottare per difendere i diritti dei cittadini messi in discussione dai recenti provvedimenti legislativi in materia di liberalizzazione, il cosiddetto decreto “Cresci Italia!”.

«Abbiamo già deliberato in sede di assemblea lo stato di agitazione generale e complessivo nel territorio, ma anche – ha detto l’avv. Tonino Gagliano (nella foto), presidente dell’Ordine forense di Gela – una prima astensione dalle attività da lunedì a venerdì prossimi».

Gagliano è stato tra quelli che qualche anno fa, quando ci fu l’astensione dei magistrati in lotta per la loro indipendenza, prese posizione in difesa delle loro ragioni, sostenendo che l’autonomia dei tre soggetti-cardini della giurisdizione, accusa-difesa-giudici, devesse essere sempre e comunque garantita e consolidata. Il Consiglio Nazionale Forense ha lanciato sulla questione una capillare campagna di sensibilizzazione in tutto il territorio nazionale.

Un manifesto pubblico con le rivendicazioni della categoria professionale, in difesa anche dei cittadini. Ci sono in gioco diritti da difendere – com’è scritto nell’avviso a pagamento del Consiglio Nazionale Forense – e gli avvocati sono pronti a scendere in campo.

Questa iniziativa si espandendo su tutto il territorio nazionale, lasciando agli Ordini territoriali autonomie organizzative.

A Gela si è già deciso un’astensione dall’attività forense da lunedì a venerdì. Un’assemblea degli avvocati svoltasi nei giorni scorsi ha già tracciato una piattaforma di lotta, perloppiù azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento dell’opinione pubblica.

A creare tutto questo fermento, gli ultimi provvedimenti legislativi adottati dal governo, con cui, tra l’altro, si aboliscono le tariffe professionali. «Non ci si rende conto – ha detto l’avv. Tonino Gagliano, presidente dell’Ordine forense di Gela – che abolire le tariffe significa abolire le tutele che i cittadini hanno quando si rivolgono non solo agli avvocati, ma anche ad altre categorie professionali. C’è il rischio che esploda una speculazione selvaggia. In altre parole, si delegifica un Ordine professionale così delicato come quello degli avvocati, declassandolo al rispetto di regolamenti piuttosto che a una legge». Il governo Monti vuole liberalizzare tutto e tutti. Ma gli avvocati in Italia non sono già tanti?

«L’accesso alla professione è già liberalizzata, dal momento che la facoltà di Giurisprudenza è l’unica rimasta in Italia a numero aperto. La categoria degli avvocati ha 240 mila iscritti in tutta Italia, contro i 50 mila in Francia, praticamente tanti quanti ve ne sono solo a Roma; 80 mila in Germania che ha una popolazione di gran lunga superiore alla nostra. Da noi i cassazionisti sono 50 mila, e in Francia solo 84 unità. Più liberalizzazione di così». Torniamo alle tariffe.

«Il governo – aggiunge Gagliano – vuole abolirle. Significa che non ci saranno nè le minime nè le massime. Ma la tariffa è già di per sè una garanzia, specie la massima. Un cittadino deve sapere quando al massimo può pagare per una determinata prestazione».

Ma perchè mettere nel calderone delle liberalizzazioni una categoria funzionale all’amministrazione della giustizia? «La giustizia oggi viene vista come un costo, soprattutto per le grandi aziende. E questo è sbagliato. A spingere il governo è stata principalmente Confindustria, le cui associate, non potendo avere un avvocato-dipendente che possa patrocinarli, sono costrette a rivolgersi ad un libero professionista. L’attacco alla categoria toglie uno spazio all’indipendenza dell’Avvocatura. Bene stanno facendo sia il Consiglio Nazionale Forense, sia l’Organizzazione unitaria degli Avvocati a promuovere questa campagna di sensibilizzazione verso i cittadini, che sono poi i veri danneggiati di questa riforma».


Autore : Redazione Corriere
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