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notizia del 16/07/2007 messa in rete alle 18:34:25
Intermodalità portuale, se n’è parlato all’Eurobic
Un diverso sviluppo della città non più dipendente dall’industria, ma che punta sull’intermodalità, sulla realizzazione di infrastrutture come vie di comunicazione, porto aeroporto. Una diversa logistica che veda Gela in posizione di baricentro nel mediterraneo.
A proporlo è l’Italia di mezzo per bocca del suo leader l’ingegner Renato Mauro ed il gruppo di tecnici facenti parte dell’Associazione interporto del Golfo di Gela.
Una proposta non nuova quella dell’ingegnere Renato Mauro, che già nella scorsa campagna elettorale aveva lanciato l’input trovando poca attenzione. Martedì scorso presso la sede dell’Eurobic c’è stato un incontro al quale è stata invitata la stampa locale ed al quale hanno partecipato l’assessore alla vivibilità urbana Ugo Granvillano, il consigliere comunale d’Italia di mezzo Fabio Collorà, il dottor Marco Fasulo, gli ingegneri Ugo Lo Piano e Rosario Agati dell’Associazione Interporto. Erano presenti anche professionisti e esponenti politici come l’ing. Renato Cassarà segretario della Margherita, il tributarista Pino Nicoletti.
L’ing. Mauro ha sottolineato come si sono perduti oltre seicento miliardi nel passato per non essere stati capaci a redigere piani d’impresa credibili. Un mare di denaro pubblico che adesso non potrà più essere utilizzato e che si dovrà puntare esclusivamente su denaro privato. Per un nuovo sviluppo del territorio occorrerà partire dal Comune con una struttura che sappia coniugare e coordinare lo sviluppo che dovrà passare necessariamente attraverso la intermodalità e la logistica.
La proposta dell'Associazione interporto consiste nella realizzazione di un pontile di circa 7.200 metri per una larghezza di 35 m, di una diga foranea con coronamento, in sommità, sulla quale alloggiare l'impianto di degassificazione e la realizzazione in tempio brevi di una piattaforma per consentire l'attracco e l'ormeggio delle navi di passaggio.
Un’opera siffatta potrebbe mettere in moto secondo il dottor Marco Fasulo circa diciottomila posti di lavoro e poiché si tratta di un’opera pubblica occorrerà che ci si attivi con la partecipazione fondamentale del Comune di Gela. Fasulo ha fatto un’analisi dei grandi traffici che solcano il Mediterraneo, il cui 15% è rappresentato da navi cinesi. Basterebbe la presenza di una piattaforma a circa sette chilometri dalla costa dove si raggiunge un fondale di -20 metri e molti dei container che solcano lo stretto di Sicilia potrebbero essere depositati sulla piataforma per poi essere smistati tramiti carghi leggeri nelle varie direzioni dei paesi che si affacciano nel mediterraneo. Un progetto ambizioso ma fattibile se si pensa che nel 2010 si concluderà il processo di libero scambio.
La proposta dell’Associazione vuole essere una richiesta di collaborazione col Comune ed una indicazione tecnica da trasferire sul Piano regolatore generale. L’Assessore Granvillano ha ritenuto l’iniziativa meritevole d’attenzione anche se avrebbe preferito che fosse stata presentata come iniziativa tecnica e non politica. Comunque ha dichiarato che si farà portavoce di questa esigenza e prospetterà l’iniziativa al sindaco Crocetta.
Autore : Redazione Corriere
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