notizia del 11/09/2004 messa in rete alle 18:33:58

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Mostra fotografica di Carmelo Ferrera sulle masserie
Una interessante mostra fotografica è stata allestita presso il Ristorante Aurora. Si tratta di scatti fotografici che mettono a fuoco le strutture murarie di alcune masserie presenti nel territorio, un patrimonio monumentale in completo abbandono che rischia di scomparire dalla nostra memoria.
Autore della Mostra è Carmelo Ferrera (nella foto), un passato da dirigente sindacale ma attualmente dipendente dell’Agip mineraria. Non è nuovo a queste iniziative in quanto più volte ha partecipato a incontri e convegni dove si è parlato di marineria, archeologia nel corso dei quali ha messo a disposizione di tutti la sua esperienza di ricerca.
Appassionato di fotografia, era da tempo che pensava di denunciare lo stato di abbandono delle masserie e di altre strutture di tipo feudale e contadino ed ora lo ha fatto mettendo a disposizione del pubblico le sue istantanee.
Dagli scatti emergono masserie con chiese, con residenze padronali, cortili e magazzini difesi da mura e da torrette, spazi e stili architettonici in cui vive e si fonde il Mediterraneo con cortili arabeggianti in cui c’è la presenza della palma e dell’ulivo, come in Villa Mogghi e Villa Salina nel ragusano.
“Le masserie e le produzioni agricole nel mondo greco, romano e in quello saraceno – dice Ferrera – fondavano il loro modello organizzativo sugli schiavi, con la venuta dei Normanni nasce il modello feudale in cui gli schiavi vengono sostituiti dai servi e dalla gleba ma le condizioni di vita ed umane in Sicilia resteranno tali fino alla seconda metà degli anni 50 anche se l’abolizione del feudo e dei diritti feudali era stata sancita nel 1812 da Ferdinando di Borbone”.
– Come le è venuto in mente di dedicare la mostra a questo genere di realtà del passato?
“L’idea nasce come omaggio al mondo contadino, a ciò che erano le antiche masserie ai luoghi ed alle condizioni che esistevano nell’agricoltura. Dicevo ai luoghi che erano la macchina organizzativa del processo agricolo del passato. Si trattava anche dei luoghi del sudore umano, dove lavoravano e dormivano i contadini. C’era tanta manodopera e presenza umana. Il lavoro nasce da una ricerca sugli spazi mediterranei”.
Autore : Redazione Corriere
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