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Corriere di Gela | Presentato dalla Provincia il Progetto Isolatino
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notizia del 02/11/2004 messa in rete alle 18:30:16

Presentato dalla Provincia il Progetto Isolatino

Lunedì 25 a Gela e mercoledì 27 nel capoluogo, è stato presentato alle forze sociali il Progetto Isolatino, di iniziativa comunitaria per la creazione di approdi-containers in alcuni punti strategici europei ed alla quale la nostra Provincia ha aderito assieme ad altre regioni insulari, quali la Sardegna, la Corsica e le Baleari.
All’incontro di presentazione a Gela vi hanno partecipato da relatori il presidente della Provincia Filippo Collura e l’assessore allo Sviluppo economico Mario Santamaria e il dirigente Marco Trigona, il prof. Leonardo Urbani, dell’Università di Catania, il general manager dell’Ufficio progetti speciali della Provincia, arch. Tonino Collura, il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Gela Domenico Morello e l’ing. Di Dio, in rappresentanza del presidente e amministratore delegato della Raffineria di Gela-Eni Group, ing. Giacomo Rispoli.
Nel corso dei lavori è stato sottolineato l’interesse per questo progetto, che tende a trasformare alcune realtà in vere e proprie piattaforme sul Mediterraneo.
"Lo spostamento del baricentro economico mondiale – è stato detto – ha fatto sì che nell’ultimo decennio i traffici sulla direttrice Europa-Estremo Oriente siano cresciuti del 60%, con notevoli vantaggi per i porti del Mediterraneo".
Nel Canale di Sicilia passa circa il 50% del traffico marittimo mediterraneo e le coste meridionali della Sicilia sono al centro delle rotte di navigazione che collegano il Canale di Suez e Gibilterra. Quello di Gela è il porto “al centro del centro”, grazie alla sua posizione baricentrica e prospiciente sul Canale di Sicilia, in grado di evitare alle navi tratte più lunghe e costose. Insomma, con i dovuti accorgimenti, il porto di Gela potrebbe diventare un terminal containers, quale scalo strategico e conveniente per l’economia dell’intero territorio.
Il presidente Collura nel suo intervento ha tenuto a sottolineare che la provincia non se l’è sentita di non raccogliere l’invito comunitario a partecipare a questo importante progetto, i cui costi saranno tutti a carico dell’Unione Europea. Naturalmente è un progetto sul quale dovranno confrontarsi le parti sociali del territorio, dal quale vengono richiesti utili contributi di idee.

"Tenendo conto che le vie del mare sono di più rapida realizzazione rispetto alle strade ferrate o alle autostrade, e che collegano più facilmente Paesi di continenti diversi, con indubbi vantaggi per gli scambi commerciali e turistici, risulta evidente – ha detto tra l’altro il presidente Collura – che occorre operare una radicale trasformazione organizzativa e fisica del sistema portuale di Gela, affinchè sia in grado di svolgere tale funzione".
"L’idea che abbiamo avuto grazie al Progetto Isolatino – ha detto l’assessore Mario Santamaria – è stata quella di attirare investimenti in due particolari contesti definiti “aree campione”, consapevoli dell’esigenza di dover rivitalizzare il tessuto economico e sociale della nostra provincia. Abbiamo trovato su questa idea la condivisione di alcuni partner istituzionali e privati; abbiamo pensato al sistema portuale di Gela ed alle aree produttive della nostra provincia per inaugurare un nuovo percorso: creare un sistema in questa provincia fra tutti i comuni e le Asi, dove non esiste più alcuna competizione, ma anzi si sviluppano posizioni di rapporti fiduciari; bisogna unire le forze, le sinergie fra tutti coloro che, mettendo da parte le beghe personali e politiche, vogliono programmare uno sviluppo armonico di tutto il territorio provinciale, tant’è che i singoli comuni ed i responsabili de-gli uffici competenti partecipano attivamente a questo progetto. Questa idea è stata condivisa ed accettata; adesso vogliamo rappresentarla all’esterno valorizzando le vocazioni territoriali e mettendole in rete. Esorto pertanto la Regione a voler inserire il sistema portuale di Gela nel Piano regionale dei trasporti e della mobilità. Gela deve diventare un importante porto del Mediterraneo per le merci, per le persone e per il capitale. Un ruolo importante, però, può essere giocato dall’Eni che in questa realtà è già presente".
Il prof. Leonardo Urbani, docente universitario a Palermo (è anche redattore del nuovo Prg di Gela), nella sua relazione su “Il sistema portuale di Gela nel Mediterraneo”, ha scritto tra l’altro che “con il passare dei mesi si rafforzano le condizioni esterne che sollecitano il coinvolgimento delle coste siciliane per l’animazione dei traffici mediterranei. E i possibili differenti servizi chiamano in causa le varie componenti che rendono possibile l’entrata nei giochi per un futuro riordino del porto di Gela”. Urbani si è quindi addentrato nella tematica in discussione, sostenendo che “la Sicilia, e in essa Gela, diventano in una simile prospettiva, l’una lembo consistente del mosaico della innovante intermediazione mediterranea, l’altra (Gela) un tassello significativo dal momento che si colloca entro la possibile messa a frutto integrata della Piana di Catania e della Piana di Gela. Le due piane entrerebbero nel nuovo sistema come una unità e comparto vitale agganciato all’asse del corridoio est-ovest connesso al ponte sullo Stretto attraverso un’asta di trasporti anche ferrata, che da Catania a Gela non richiede alti costi per la natura pianeggiante dei territori. Il sistema preso a se sarebbe di raccordo diretto dei due scali marittimi di Catania e di Gela ma anche immediatamente correlabile sia con l’auspicabile aeroporto intercontinentale (che può costruirsi nella piana di Catania), sia con il grande porto di Augusta le cui potenzialità andrebbero messe a frutto anche nella prospettiva del quadrante produttivo delle ‘due piane’”.
Urbani ha ancora chiamato in causa il nostro territorio in questo passaggio: “Tutto ciò, se da un lato è contributo fondamentale per i giochi mediterranei di messa a frutto del “talento posizionale” della Sicilia rispetto alla gravitazione umana del colossale sistema intercontinentale che fascia la nostra “pianura liquida”, da un altro lato vede sorgere la tipologia di soggetti capaci di imparare a gestire nella Sicilia e dalla Sicilia aspetti concreti della sua rianimazione intrinsecamente legata alla stessa infrastrutturazione dei trasporti di cui stiamo trattando, a partire dal porto di Gela, trasformato in parte in un sistema nuovo anche per merci solide. A Gela – ha concluso Urbani – l’impresa nel vasto arco dei trasporti, potrebbe infine occupare anche quegli spazi di una cantieristica per riparazione (forse anche per costruzioni), legata alla marineria da diporto, oltreché tutto l’indotto e le sinergie che possono legarsi alle merci dei traffici “da e per l’Africa” e i conseguenti stoccaggi attrezzati che a Gela anche il nuovo porto potrebbe suggerire”.
Il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo di Gela, Domenico Morello, il cui intervento ha riscontrato l’apprezzamento delle autorevoli personalità presenti, dopo aver elencato cifre per navi e merci movimentate nel nostro porto industriale, ha osservato che “un programma di sviluppo portuale non può limitarsi al solo tentativo diretto a catturare nuovi traffici marittimi (di fatto difficilmente ospitabili nell’attuale struttura), ma deve necessariamente contemperare un prodromico piano di intervento finalizzato alla realizzazione di nuove infrastrutture ricettive dei traffici da convogliare su Gela”.

"Nel programmare uno sviluppo del porto di Gela in questa direzione, ossia il traffico dei containers – ha osservato Morello – bisogna aver chiaro quale tipo di mercato si vuole acquisire, non dimenticando che, nel caso specifico, non si dispone di una struttura portuale esistente e quindi, da adeguare a tali nuove esigenze, bensì bisogna partire ex novo e con l’aggravante di non aver, almeno per il momento, a disposizione un entroterra preparato a reggere il confronto con realtà or-mai collaudate da anni".
Per il comandante del Circomare, un piano di sviluppo portuale che si renda idoneo ad ospitare il difficile e concorrenziale mercato dei containers, infatti, “deve necessariamente tenere conto, analizzare ed avere già in partenza soluzioni programmate relativamente a molteplici fattori, quali: a) il tipo di traffico che si intende intercettare su Gela; b) la posizione geografica del sito portuale rispetto alle principali rotte; c) i fondali di cui si dispone (che ormai stanno diventando – considerando l’aumento spropositato delle dimensioni delle navi e dei pescaggi – uno dei fattori fortemente condizionanti le economie portuali); d) le infrastrutture non solo a livello portuale ma anche a livello di interportualità; e) la viabilità, sia stradale che ferroviaria”.
E proprio sull’aspetto relativo alla viabilità, il comandante del Circomare Morello ha sollevato un interrogativo: il container sbarcato a Gela come raggiungerebbe in tempi brevissimi la sua destinazione? Ecco che si porrebbe l’esigenza di progettare a Gela, una volta individuate le aree, un collegamento porto-ferrovia.
Fuori programma, gli interventi dell’on. Speziale, del direttore dell’associazione Interporto del Golfo di Gela Orazio Consiglio e del segretario della Cgil di Gela Emanuele Scicolone: tutti di apprezzamento per l’iniziativa della provincia sul Progetto Isolatino.


Autore : Redazione Corriere
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