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notizia del 09/01/2010 messa in rete alle 18:29:13
La speranza del cambiamento
La Segreteria Provinciale della Fillea-Cgil di Caltanissetta auspica che il 2010 possa conoscere il salto di qualità tanto nell’agire politico – istituzionale quanto nell’azione sindacale. In questi anni abbiamo cercato di caratterizzare il nostro impegno nel territorio provinciale scegliendo innanzitutto il metodo che non può diventare secondario al raggiungimento dell’obiettivo.
La Fillea-Cgil sceglie di denunciare ma lavora anche per le proposte, sceglie la denuncia circoscritta preferendola alla denuncia generica, cerca di guardarsi sapendo di non essere perfetta, si assume responsabilità. Scusate la premessa ma la sentiamo necessaria per il ragionamento che intendiamo affrontare e cioè il tentativo quotidiano nella tutela dei diritti dei lavoratori e la difesa dell’economia libera da condizionamenti illegali e/o mafiosi presenti nella nostra provincia, e così il diritto alla salute ed alla sicurezza nei cantieri. Finalmente possiamo divulgare una notizia talmente positiva da definirla storica:
– Nel 2009 le ispezioni sono aumentate del 35% nel settore edile;
– Entro gennaio il numero di nuovi ispettori supererà la soglia di 1.400
L’accordo Stato-Regioni consente l’aumento delle ispezioni da 70 mila a 250 mila.
Quelli che abbiamo citato sono gli impegni assunti dal Ministro del Lavoro Cesare Damiano già nel 2007 in occasione del bilancio sociale dell’Inail, istituto che ha un “tesoretto” di circa 12 miliardi di euro che dovrebbe essere destinato a migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro. L’Inail, come sosteniamo da tempo e precisamente da quando abbiamo intrapreso la battaglia per il diritto alla salute per i lavoratori in contatto con le polveri d’amianto, ha un saldo attivo ed è giusto che una quota venga restituita ai lavoratori in termini di indennizzo e per ridefinire le tabelle per le malattie professionali.
Parte del “tesoretto” dell’Inail dovrebbe andare alle imprese che diminuiscono drasticamente gli infortuni. Queste proposte dimostrano che le leggi a tutela della sicurezza e salute ci sono e sono tra le migliori d’Europa.
Siamo convinti che le denuncie di questi anni abbiano fruttato cercando di portare avanti non più “politiche spot, ma buone leggi da applicare costantemente accompagnate dal buon funzionamento delle pubbliche amministrazioni a tutti i livelli”.
Le morti sul lavoro una fatalità? Siamo stanchi di questa idea che denigra la vita, la dimensione umana del lavoro ed un’intera società. Le morti sul lavoro sono una minaccia alla convivenza civile. Invertire la rotta e lavorare quotidianamente per il salto di qualità della nostra provincia, significa, per la Fillea-Cgil, proprio questo, essere coerenti con gli annunci e le denuncie.
E’ proprio la coerenza ci ha spinto congiuntamente alla Fillea nazionale e regionale ed alla Cgil siciliana a celebrare il 20 febbraio dell’anno appena trascorso un convegno nazionale sulla legalità, il lavoro e la crescita economica che ci ha visto protagonisti insieme ai costruttori edili di una proposta e cioè innovare il protocollo di legalità attraverso nuove misure di contrasto ed efficienza del sistema dei controlli, per esempio l’elenco dei fornitori di calcestruzzo, sabbia e ferro depositato in prefettura per evitare l’imposizione delle cosche mafiose apparentemente scomparse ma sicuramente non totalmente sconfitte.
Nel 2009 abbiamo fronteggiato la vicenda Cedis riuscendo a fare assorbire dopo svariati incontri e con la preziosa mediazione del Prefetto tutto il personale, tranne tre lavoratori che a breve non potranno che essere riassorbiti.
Tramite questa delicata vertenza è venuta a galla la necessità di aumentare le tutele ai lavoratori fuori dal bacino di copertura del decreto Morese al fine di evitare diversi trattamenti tra persone con la stessa storia lavorativa. Il 2009 ha reso negativamente famosa la nostra provincia per il crollo del viadotto Geremia II , anche in questa occasione abbiamo attivato delle iniziative per tenere alta l’attenzione su una vicenda assurda e a dir poco fuori dai tempi.
Ma il 2009 trascina con sé una grande e storica denuncia della Fillea-Cgil e dei lavoratori operanti presso il costruendo parcheggio di caposoprano, opera ormai famosa per la negazione dei diritti, della sicurezza e per la presenza delle cosche mafiose siciliane. Il sindacato ed i lavoratori tramite l’Avv. Fabio Fargetta hanno promosso vertenza, incontrato l’allora amministrazione Crocetta che dopo aver chiesto l’informativa antimafia ed avere avuto l’esito ha revocato l’appalto alla Gsm di Paternò, abbiamo manifestato davanti il parcheggio per avere diritto al lavoro in quell’opera, ormai per noi simbolo di coraggio e coerenza, abbiamo creato giuridicamente il titolo al fine di avere il Tfr maturato dai lavoratori e non erogato dalla Gsm, i decreti ingiuntivi promossi dall’avvocato Fargetta non hanno visto l’opposizione da parte della Gsm, abbiamo citato i terzi (Gsm+Comune di Gela), ma quest’ultimo pur avendo due possibilità (far pervenire una dichiarazione o far presentare un funzionario per rendere dichiarazioni di merito), non ne ha utilizzato neanche una tanto che entro giorno 15 chiederemo al Giudice l’accertamento dell’obbligo del terzo e così un procedimento semplice e veloce, diventa complicato e lungo.
Ecco, il profilo dell’Amministrazione del 2010 che noi vorremo è esattamente quello capace di parlar meno, produrre più fatti e far percepire la legalità quale pre-condizione e non risultato.
In quest’ultima vicenda la mafia non c’è più, la Gsm ha intascato i soldi e i lavoratori aspettano.
Autore : Ignazio Giudice
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