 |
notizia del 09/01/2010 messa in rete alle 18:28:26
Ingovernabilità A chi giova?
Ce la stanno mettendo proprio tutta a mostrare un’Italia ingovernabile! Persino un gesto di follia contro addirittura l’uomo più amato può essere utilizzato per farla apparire insicura. Segno che tutto è viscido, scivoloso in questo paese che precipita irrimediabilmente verso il baratro. La legge? In Italia non c’è legge se chi la fa, chi la deve eseguire e chi deve controllare che sia rispettata sono in lotta tra loro in una guerra guerreggiata con armi cruente. Non ha alcuna cogenza la legge in Italia. Oggi c’è e domani, dopo una sentenza, può essere cambiata se non conviene.
Queste lotte incrementano la sfiducia dei cittadini all’interno. All’estero l’opinione pubblica giudica inaffidabile il nostro paese che raramente ha goduto nel passato di giudizi positivi, a cominciare dall’atteggiamento delle coalizioni nei confronti della Triplice Alleanza e dei giri di valzer.
A chi giova tutto questo?
Il mio sarà un ragionamento molto ingenuo. Voglio farlo ugualmente andando per esclusione. Ed inizio con l’escludere che la destabilizzazione dello Stato e della Costituzione giovi al cittadino. Questi nello Stato e nella Costituzione cerca la garanzia alla sua “sicurezza” come individuo e come socio di una comunità. La sicurezza, garantita dalla Legge, dà al cittadino la certezza di esercitare concretamente la libertà sua e della comunità, l’esercizio dei diritti di cittadinanza in termini di diritti alla salute, all’istruzione, all’ambiente. E’ il fondamento della democrazia non solo formale quello che viene costruito dalla Costituzione democratica.
Follia, dunque, la destabilizzazione di Stato e Costituzione!
Gioverebbe alla Mafia? Ma certo! Non ho dubbi. La Mafia è l’antistato per antonomasia. In primis Cosa Nostra. Le altre mafie hanno una struttura orizzontale. A macchia di leopardo, urtano contro lo Stato. Cosa Nostra ha una organizzazione verticale, piramidale a strette maglie tenute segrete. Collaterale allo Stato, tende a infiltrarvisi e a sostituirlo per togliergli il monopolio della forza che essa vuole esercitare in proprio, fuori dalla legge e in regime di violenza. Con strategie diverse e ora anche molto flessibili. A volte attaccando con virulenza (stragi) la politica e la magistratura (uccisione di Pio la Torre, Pier Santi Mattarella, Falcone, Borsellino… ); a volte con equivoci pentitismi volti a screditare i pentiti che hanno collaborato a togliere veli; a volte cercando la trattativa con la politica e con i governi. Cercando di screditare magistratura e governo in quanto organi dello Stato. Per provocare il vuoto nello spazio pubblico dove potrà esercitare senza contrasto alcuno ogni forma di illegalità e di violenza. Non necessariamente stragista, per il trionfo della lex mafiosa magari associata alla pax maiosa. Con conseguente imbarbarimento della società e frantumazione fra i gruppi di potere in lotta armata tra di loro, mentre la gran massa dei sudditi è assoggettata alla paura e all’insicurezza.
Giova alla Wto che mal tollera gli interventi dello stato in economia a garanzia dei diritti dei cittadini tutti di fronte alle bronzee leggi economiche e finanziarie alle quali nessuna mano invisibile impedisce di essere anche cruente.
Che i soci del mercato globalizzato si siano rivolti alla mafia che in alcune aree è divenuta addirittura stato (Russia) credo che sia ampiamente documentabile. Non è un caso che gli stati a guida mafiosa (Russia) non esitino a usare l’arma del ricatto come nel caso della fornitura del gas metano cercando di imporre il regime del monopolio.
La destabilizzazione degli stati è nei programmi della massoneria. Questa non ha esitato ad allearsi con le mafie stragiste e coi gruppi terroristici di ogni colore per colpire il cuore dello Stato italiano.
L’Italia, è appena il caso di ricordarcelo, da un quarantennio (12 dicembre 69, Strage di Piazza Fontana) è il teatro, il campo di gioco sul quale si sta giocando una terribile partita. L’anello mediterraneo divenuto tanto importante quanto fragilissimo dopo il disperato tentativo di Enrico Berlinguer di costruire una forte diga alle derive antidemocratiche con la proposta del compromesso storico.
Casini ha lanciato l’altro ieri la proposta di un impegno unitario a difesa della democrazia e della costituzione. Non credo che abbia voluto coniare un ulteriore slogan propagandistico. Tutti i democratici dovremmo mobilitarci prima che sia troppo tardi.
Autore : Luciano Vullo
» Altri articoli di Luciano Vullo
|
|
 |
In Edicola |
|
|
Cerca |
| Cerca le notizie nel nostro archivio. |

|
|
| |
|