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Corriere di Gela | Il Comitato “No Muos”chiede più monitoraggi
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notizia del 13/05/2009 messa in rete alle 18:26:55
Il Comitato “No Muos”chiede più monitoraggi

Il Comitato No Muos contesta l’evoluzione del dibattito emerso in merito alla Conferenza svoltasi al Centro socio-culturale “Totò Liardo” di Niscemi del 18 aprile scorso. Si aspettava una maggiore apertura e ascolto di varie opinioni e tesi messe a confronto. Ma esprime apprezzamento per l'iniziativa. Premessi i preoccupanti risultati dell’Arpa (Agenzia regionale di protezione ambientale) i quali segnalano che attualmente i campi elettromagnetici sono al limite delle soglie previste dalla legge, esterniamo la nostra perplessità sulle modalità di rilievo dei campi elettromagnetici rilevati dalle 4 centraline, montate in contrada Ulmo.
Esse sono state montate tutte nella stessa direzione (nord); si ritiene che in questo modo ci siano gravi lacune sia sulle bande di frequenza misurate che sulle tipologie di onde elettromagnetiche. Ulteriore perplessità la si esprime facilmente alla luce delle affermazioni di un ufficiale della Base di C.da Ulmo, riportate dall'ing. Marino (dirigente Arpa) nella conferenza citata, asserenti che circa la metà delle 41 antenne non erano funzionanti nel periodo di monitoraggio e che non lo saranno mai (affermazione fatta sotto giuramento). Cosa succederebbe nel malaugurato caso venissero messe in funzione tutte e 41? I campi elettromagnetici difficilmente rilevabili con il sistema utilizzato dall'Arpa sono quelli emanati dalle antenne esistenti: a bassa frequenza e omnidirezionali. il Comitato chiede a gran forza un'ulteriore campagna di rilevamento del campo elettromagnetico emesso dalle stazioni radio militari installate in C.da Ulmo, predisponendo una rete di monitoraggio più raffittita e con rilevatori multi-banda che permettano di stimare con esattezza tutti i probabili impatti con cui, dal 1991, questa base militare sta danneggiando la salute dei cittadini, la riserva naturale e il nostro territorio. Il comprensorio di Gela è un area ad elevato rischio ambientale, il legislatore con questa direttiva territoriale da mandato specifico di disinquinare il territorio in quanto già saturo di elementi antropici che lo deturpano.
Il comitato No Muos propone la costituzione di un collegio giuridico che avrà il compito di verificare se è stata rispettata la normativa in merito all'iter in corso sull'installazione del Muos. Il collegio giuridico dovrà esaminare se dall'installazione della base ad oggi siano state sempre rispettate le normative italiane. Il comitato propone di istituire una commissione di tecnici ed esperti per effettuare monitoraggi commissionati da enti difficilmente intaccabili dalle possibili infiltrazioni dei poteri della marina militare statunitense.


Autore : Redazione Corriere
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