notizia del 13/05/2009 messa in rete alle 18:26:20

|
Emergenza ambientale in contrada Bulala
Nel corso dei periodici controlli ambientali eseguiti lungo il litorale della provincia di Caltanissetta, gli uomini della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Gela al comando del Capitano di Fregata Rosario Loreto, hanno rilevato che l'erosione della costa della contrada Bulala ha ormai assunto livelli allarmanti. ll mare ha inglobato a sé i primi 100 metri di territorio costiero fatto di dune sabbiose sulle quali insisteva una pineta e vi si era sviluppata fiorente la coltivazione di ortaggi in serra. Le cause dell'erosione, possono con ogni probabilità addebitarsi alle variazioni idrodinamiche delle correnti marine susseguenti alla costruzione nell'ambito del golfo di Gela di diverse strutture portuali. I segni più evidenti dell'azione erosiva del mare sono rappresentati dalla presenza di alcuni pozzi di acqua dolce realizzati mediante la messa in opera di anelli in calcestruzzo prefabbricati sovrapposti l'uno all'altro che una volta si trovavano in piena campagna ed oggi si ergono dal mare o sono battuti dai frangenti che si abbattono sul bagnasciuga.
Bulala è da decenni il sito non industriale più inquinato del territorio gelese a causa di tonnellate di plastica di coperture delle serre abbandonate sul terreno che le dune hanno poi ricoperto. L'azione erosiva del mare sta portando alla luce innumerevoli mini discariche, soprattutto di materie plastiche, una volta nascoste fra le dune dell'entroterra che vengono portate allo scoperto su quella che è adesso la nuova spiaggia. La costa è estremamente degradata per la presenza di cumuli di rifiuti (plastica di copertura per le serre, bidoni di plastica, rottami ferrosi, pneumatici di auto e di camion, detriti vegetali, alberi sradicati, macerie di case crollate).
Negli oltre nove kilometri di costa che vanno dal pontile antistante la Raffineria di Gela alla foce del fiume Dirillo, la balneazione è divenuta pericolosa perché l'arenile assomiglia oggi ad una discarica di rifiuti speciali. Per la fascia di mare della profondità di 100 metri dalla battigia la Capitaneria di Porto di Gela ha emanato un'ordinanza che vieterà la balneazione in quanto sui fondali si trovano numerosi detriti, anche ferrosi, pericolosi per la pubblica incolumità. La Capitaneria di porto ha già interessato il Comune di Gela, la Provincia Regionale di Caltanissetta e l'Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, affinchè sia attivata la bonifica della zona.
Autore : Redazione Corriere
|