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Corriere di Gela | Polo Oncologico, la città si mobilita
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notizia del 11/11/2005 messa in rete alle 18:22:21
Polo Oncologico, la città si mobilita

Non la nascita di un polo oncologico da contrapporre a San Cataldo, ma un’intesa tra Provincia, Comune di Gela ed Asl per uno studio sistematico teso alla ricerca dei nessi di causalità tra fonti di inquinamento e nascita dei tumori nella nostra città. Intanto mentre è già stato istituito a livello provinciale il registro dei tumori che investe molti comuni del nisseno, da oggi potrebbe essere la volta buona che anche Gela venga inserita nella lista.
E’ inspiegabile come la nostra città spesso indicata come una città con un tasso di insorgenza di tumori al di sopra della media nazionale, non sia stata mai attenzionata dalle alte sfere sanitarie e non si sia mai stata presa in considerazione la necessità di potenziare le strutture ospedaliere attuali per fornire servizi più efficienti e adeguati alla domanda (molto forte) di tanta gente ammalata di cancro spesso costretta ad emigrare in altri centri per essere curati e per una diagnostica celere. Una situazione preoccupante che Crocifisso Moscato, presidente del Comitato Polo oncologico a Gela, ha evidenziato nel corso di una conferenza stampa congiunta con l’Amministrazione comunale rappresentata dall’Assessore all’Università, all’Istruzionee Ricerca Luciano Vullo e dal presidente della Provincia regionale di Caltanissetta Filippo Collura. Ma interessati all’iniziativa sono stati anche il dirigente del Settore Istruzione Patrizia Zanone che circa cinque anni fa avviò un protocollo d’intesa con l’Asl ottenendo un finanziamento di centinaia di milioni che a giorni verranno tradotti in euro, e la responsabile dell’Airc Graziella Condello. Il sindaco non ha potuto essere presente per via di un impegno istituzionale che lo tratteneva a Palazzo di città. Crocifisso Moscato è stato molto duro con le Istituzioni ma soprattutto per il fatto che del polo oncologico se ne parla da anni ma la situazione attuale è che purtroppo in Ospedale si fa la fila per la chemioterapia, una delle varie terapie d’intervento oncologico, e per casi urgenti si è costretti ad emigrare altrove.
E’ una situazione inconcepibile in una città dove l’incidenza dei tumori è al di sopra della norma. Anche se Moscato additato responsabilità politiche ben precise, il presidente della provincia e lo stesso assessore Vullo sono intervenuti sostenendo che a battaglia non deve essere portata avanti contro qualcuno ma per Gela, né sono necessari contrapposizioni con altre realtà dove le strutture oncologiche esistono e sono all’avanguardia. Quindi niente contrapposizione con San Cataldo. E su questo Collura è stato molto chiaro. “E’ necessario in sinergia tra Provincia e Comune di Gela assieme all’Assessore Vullo, avviare uno studio sul territorio – ha detto il presidente della Provincia nel corso della conferenza stampa – impegnando l’Università, da cui si possa capire quale sia l’incidenza ambientale sull’insorgenza dei tumori. Attraverso uno screening in forma dettagliata sul territorio si potrebbe arrivare a fornire quella che vorremmo definire buona sanità. Non è esatto parlare di polo oncologico, ma un servizio adeguato di prevenzione, di diagnostica e di terapia nel territorio impone agli Enti locali di intervenire”. Graziella Condello anche lei in prima linea nella battaglia di prevenzione dei tumori ha annunciato che Gela il 26 prossimo sarà sede di un convegno nazionale con la partecipazione del prof. La Vecchia, sul tema dei tumori e in merito alla necessità che Gela venga attenzionata maggiormente su questo argomento ritiene fondamentale la prevenzione oncologica. Da gennaio prossimo – ha detto – si entrerà nelle scuole per fare prevenzione con il dottor Roberto Valenza.
“Fino ad oggi uno studio di impatto ambientale – ha detto l’assessore Vullo – del fenomeno tumori a Gela non è stato fatto. Noi come città di Gela rivendichiamo la diagnostica e la terapeutica e non vogliamo fare la guerra a nessuno. Qui abbiamo una domanda purtroppo molto forte e che non vorremmo avere”. Intanto sabato 5 prossimo è annunciato un corteo che attraverserà il corso e una fiaccolata per sensibilizzare la cittadinanza sul problema e per ottenere soprattutto risposte concrete dalle istituzioni.


Autore : Redazione Corriere
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