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Corriere di Gela | Nuove province, Caltagirone si muove. E Gela?
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notizia del 02/11/2004 messa in rete alle 18:19:47
Nuove province, Caltagirone si muove. E Gela?

Mentre a Gela si litiga, a Caltagirone tentano di farci le scarpe. Poteva essere questo il titolo ad effetto di questo articolo, che invece vuole consegnare alla riflessione delle forze politiche alcuni problemi la cui soluzione potrebbe rilanciare il nostro territorio a nuova vita. Su tutte, non c’è dubbio, la questione della costituzione della Provincia di Gela (chi la chiama “del Golfo” la riduce a mera e generica rivendicazione). Poi anche l’aeroporto, l’università e alcune altre infrastrutture necessarie per la crescita della città e del suo hinterland.
Primo appello al sindaco Crocetta (foto): si fermi un momento sul fronte della legalità! E questo non significa mollare o peggio adeguarsi. Significa occuparsi anche d’altro.
Secondo appello: veda di dare seguito alle promesse elettorali. Ci riferiamo alla sua “parola d’onore” data dal palco di piazza Umberto (“Mi metterò a capo della popolazione per rivendicare il diritto di Gela di diventare provincia!”). Questo secondo appello, naturalmente, va esteso a tutti coloro i quali sin qui hanno (o fatto finta) solo a parole promesso di battersi per il raggiungimento di questo importante e vitale obiettivo.
E dopo gli appelli, qualche interrogativo, con la speranza (forse mal riposta) di ottenere risposte. 1. Perché, sindaco, non ha ancora fatto nulla, proprio nulla, sul fronte della battaglia per la Provincia di Gela?
2. Perché, cari Morinello, Speziale e Ventura, anche voi non vi siete mossi nelle sedi appropriate per perorare questa causa tanto importante per la città? Quali altri interessi nasconde il vostro “assordante” silenzio?
3. Perché, caro sindaco, non si riesce a dare certezze alle centinaia di studenti universitari circa la sorte del polo decentrato di Gela? E’ possibile che fra tanti miliardi che si spendono, non sempre con finalità nobili e produttive, il Comune continua a restare insensibile alla inderogabile necessità di affiancare la Provincia nella gestione dei corsi universitari? Perché non viene messo a disposizione degli studenti il Regina Margherita? (Si tenga pure il Convitto Pignatelli per la sua tanto desiderata Accademia delle Belle Arti). Ha mai visto in quali condizioni gli studenti sono costretti a seguire le lezioni e Gela ad ospitare i professori universitari che ci onorano di insegnare nella nostra città?
4. Caro sindaco e caro assessore allo sport Donegani (e di riflesso al nuovo assessore ai lavori pubblici avv. Cassarà), vi siete mai posti il problema del nuovo stadio? Avete un’idea di quel che potrebbe accadere nella felice ipotesi che il calcio gelese dovesse approdare nel giro di due-tre anni in serie B? Intanto, che fine hanno fatto le aree della zona sportiva? Qui rispondiamo noi: l’avete in gran parte assegnata a costruttori privati per i loro affari, non certo nell’interesse della comunità, visto che si spacciano ville che costano anche 150 mila euro (alias 300 milioni delle rimpiante lire) per alloggi economici e popolari.
5. L’aeroporto fantasma. Il centro-destra accusa il sindaco di averne frenato l’iter. E’ vero? E’ falso? Di vero c’è che non se ne parla più.
Caro sindaco, sa del bene che le vuole la gente, ma a noi sembra che la sua popolarità sia in leggero calo. Non ha sbagliato a sposare la causa della legalità ma ha sbagliato il modo di come l’ha posta. Questo lo ha messo a rischio, ha distolto la sua attenzione da altri importanti problemi, lo ha allontanato dalla gente, fino a non potersi più permettere la gioia di fermarsi per strada e abbracciare quanti lei vogliono bene. E sembrano lontani ricordi le immagini del sindaco che usciva da casa allegro e baldanzoso, prendere l’autobus di linea, mischiarsi con il suo popolo e raggiungere la casa comune, aperta a tutto e a tutti.
Rimetta, caro Crocetta, – semmai ci fosse stata prima – la politica al centro della sua attività. Una politica che la riconsegni alla sua gente, quella che le ha creduto, lo ha votato e che probabilmente vorrà ancora votarlo, quando e se avrà ancora voglia di riproporsi.


Autore : Redazione Corriere
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