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notizia del 23/10/2011 messa in rete alle 18:06:43
L’ennesima umiliazione? Puniamoli!
Secondo la Legge Regionale 1/2004 (recante la "Disciplina dell'istituto del referendum nella Regione Siciliana e norme sull'iniziativa legislativa popolare e dei consigli comunali o provinciali"), la proposta di legge di iniziativa popolare, nel caso in questione la prima nella storia siciliana in tema di istituzione di nuove province (forse anche la prima nella storia della repubblica italiana), avrebbe dovuto essere iscritta al primo punto dell'ordine del giorno della prima seduta utile dell'Assemblea Regionale Siciliana ben più di sei mesi or sono: per la verità siamo quasi a sette. Ad agosto, persino attraverso un noto social network, il Presidente dell'Ars assicurò che l'aula se ne sarebbe occupata, contraddicendo ed entrando in aperta polemica con un deputato regionale di estrazione gelese (d'adozione), membro della prima commissione e propugnatore fra l'altro della abolizione delle province siciliane.
Oggi il tema «abolizionistico» torna alla ribalta perchè il governatore siciliano è semplicemente... tornato alla carica. Si riparla dei liberi consorzi dei comuni come se questi non esistessero già, dando applicazione allo statuto, attraverso la dizione province regionali. Si riparla di liberi consorzi di comuni come se con essi non si riproponessero poi le stesse province, con l'aggiunta di qualche altro "feudo" elettorale. Quale sarebbe la grossa novità: non ci sarebbero più le cariche elettive nelle province? Basterebbe allora farlo con le nove esistenti, magari istituendone una decima con Gela. Insomma, niente più province siciliane con organi politici elettivi, ma nominati o cooptati: basterebbe cioè fare una semplice legge che provveda in tal senso, magari includendovi anche una «abolizione parziale» delle cariche elettive all'Ars, per esempio, riducendo drasticamente il numero degli stessi deputati regionali con buona riduzione dei costi per le tasche dei cittadini siciliani. Non sarebbe una buona idea? Non sarebbe un bell'esempio di risparmio?
Il fatto è che siamo già in campagna elettorale. Siamo tornati ad affrontare, infatti, questo argomento e ne eravamo consapevoli già mesi fa. Un ritardo che temevamo e che avevamo pronosticato in questa rubrica del settimanale. E' un tema troppo importante per essere bruciato prima e diventare quindi non utilizzabile in campagna elettorale. Che importa se con la proposta di legge di istituzione della provincia di Gela sono state rispettate tutte le leggi di previsione nei vari passaggi? Che importa se a chiederlo sono 18.655 cittadini (firmatari dell'iniziativa)? Che importa se, con la decima provincia siciliana, la sesta città isolana ed un intero comprensorio che gravita attorno ad essa, vedrebbero finalmente servizi che ad oggi non hanno ed una vera occasione (forse l'ultima) di sviluppo e crescita (di pari passo)?
Siamo stati sin dall'inizio scettici. Speravamo di sbagliarci, ma quella che si prospetta è l'ennesima umiliazione di un territorio già massacrato. Se i gelesi volessero bene Gela, saprebbero cosa fare alle urne, visto che non passerà molto e saranno richiamati ad andarci. Alle prossime elezioni regionali, una volta per tutte, puniamoli!
Autore : Clark Kent
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