notizia del 12/11/2007 messa in rete alle 18:07:48

|
Nel film “Il papà di Giovanna”, il regista gelese Virgadaula torna a collaborare con Avati
Il sodalizio di collaborazione fra il regista gelese Gianni Virgadaula e Pupi Avati, iniziato nel 1999, vive un nuovo capitolo con il film "Il papà di Giovanna", le cui riprese sono iniziate in settembre a Cinecittà e hanno avuto epilogo a Bologna la scorsa settimana.
(nella foto, da sinistra Gianni Virgadaula sul set del film “Il papà di Giovanna”, insieme a Silvio Orlando ed Ezio Greggio). La pellicola narra di una storia tenera quanto tragica; la vicenda di un padre che sacrifica tutto per amore della sua unica figlia, una ragazza che si è macchiata da un orrendo crimine, avendo ucciso per gelosia la sua compagna di banco. Prodotto dalla Duea Film e da Rai Cinema, il film si avvale di un cast che vede protagonisti Silvio Orlando, Francesca Neri, Ezio Greggio (al suo primo ruolo drammatico) e Serena Grandi. La vicenda è ambientata nella Bologna degli anni ‘30, Così, dopo il recente “La cena per farli conoscere”, il maestro bolognese - di gran lunga il regista più prolifico del cinema italiano – torna a trattare il rapporto fra padre e figli, e lo fa con grande amore e partecipazione emotiva. D’altronde, Avati non nasconde che i temi da lui affrontati in questi ultimi film gli stanno particolarmente a cuore. “In un momento – ha dichiarato il regista – in cui i valori della famiglia si stanno totalmente disgregando, è bene ritornare a parlare con coraggio della famiglia, ed è anche l’ora di rivalutare la figura dei padri. Non ci sono al mondo solo padri cattivi, irresponsabili o assenti. Ci sono anche dei papà che sanno fare sino in fondo il loro dovere”. Virgadaula parla con toni entusiastici di questa nuova esperienza vissuta a Cinecittà accanto ad Avati. Dice: “Nel 2008 saranno 25 anni che faccio questo lavoro, ma seguire da vicino un maestro è sempre estremamente formativo, e da Avati c’è sempre da imparare, anche nel suo modo singolare di dirigere gli attori e di trarre il meglio da ciascuno. Cose che si possono fare solo se oltre al mestiere e l’esperienza, hai dentro una grande umanità e sai entrare nel cuore delle persone. Avati ha poi una marcia in più rispetto ad altri colleghi, perché dopo oltre trent’anni di carriera ha ancora l’entusiasmo di un esordiente, e si nutre di una genuina curiosità del mondo che lo porta ancora a meravigliarsi”. "Il papà di Giovanna" uscirà nelle sale a Natale, ma intanto in questi giorni si può vedere al cinema anche l’ultima fatica di Pupi Avati, una storia gotica dal titolo "Il nascondiglio” con Laura Morante, già musa preferita da Nanni Moretti. Con questo film Avati torna al genere horror trent’anni dopo “La casa delle finestre che ridono”.
Nella foto, da sinistra Gianni Virgadaula sul set del film “Il papà di Giovanna”, insieme a Silvio Orlando ed Ezio Greggio
Autore : Redazione Corriere
|