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Corriere di Gela | Ex detenuti, funziona l’inclusione sociale a Gela e a Caltanissetta
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notizia del 29/10/2007 messa in rete alle 18:00:49

Ex detenuti, funziona l’inclusione sociale a Gela e a Caltanissetta

A Caltanissetta e provincia il sociale funziona: gli ex detenuti non sono abbandonati a loro stessi. Usciti dal carcere usufruiscono di borse lavoro tramite le quali imparano un mestiere, ricevono uno stipendio di circa cinquecento euro al mese e iniziano il processo di reinserimento sociale e professionale.
Ad accompagnarli in questo processo di inclusione sociale e professionale, l’Uepe (Ufficio esecuzione penale esterna) che con il ministero di Grazia e giustizia, cooperative sociali, enti pubblici e privati sigla dei protocolli d’impresa con cui avviano delle Borse di lavoro in aziende affiliate in cui non è esclusa l’assunzione definitiva degli ex detenuti.
“Questa estate sono partite sei borse lavoro del progetto ‘Inserirete’ – dice Rosamaria Miraglia, assistente sociale dell’Uepe – , di cui due a Gela, tre a Caltanissetta e una ad Enna. Ogni borsa ha la durata di sei mesi e vertono nel campo dell’edilizia e dei trasporti. Uno degli ex detenuti, che ha usufruito della borsa, sarà’ assunto definitivamente in un’ azienda di autotrasporti del nisseno”. C’è in cantiere, intanto, un altro progetto, siglato tra Uepe e Provincia di Caltanissetta. Si chiama “Lavorando insieme” e prevede l’assegnazione di tre Borse Lavoro tutte su Gela.
“Il settore in cui i beneficiari della borsa lavoreranno – continua Miraglia – è il verde pubblico. A Gela c’è infatti un’area molto estesa, un parco che ha bisogno di molta manutenzione. Gli ex detenuti faranno formazione sul campo, impareranno un lavoro e saranno seguiti da un tutor dell’azienda e da un operatore dell’Uepe”.
Questi sono alcuni dati emersi durante la presentazione del VI seminario sulla "Progettazione integrata tra autorità pubbliche e privato sociale per il prossimo Nap Italia”, a valere sulla call for proposals Vp/2006-12 (national awareness raising actions on social inclusion and social protection - Piano Azione Nazionale) - finanziato dalla commissione europea che si è svolta nella sede della Provincia Regionale di Caltanissetta, (Ufficio Progetti Speciali,via Bresmes n° 48).
Al convegno hanno partecipato tra gli altri, Andrea Giostra, Presidente Fenice, Cooperativa Sociale Onlus di Palermo, rappresentanti dell’Uepe di Caltanissetta tra cui Rosamaria Miraglia e l’assessore provinciale alle Politiche sociali, Marcella Santino, Filippo Collura, presidente della Provincia Regionale di Caltanissetta e Cataldo Salerno, presidente della Provincia Regionale di Enna. Intanto la Provincia sta attivando delle Borse lavoro anche per minori.
“Fa parte dello stesso protocollo d’intesa di ‘Lavorando insieme’ – dice l’assessore Santino – ma i beneficiari sono i minori che si trovano nel circuito penale. Le borse mirano al recupero e al reinserimento del minore evanno da un minimo di sei mesi ad un massimo di due anni. Per quanto riguarda gli indultati “abbiamo presentato al ministero di Grazia e giustizia – continua Santino – un progetto ‘Sincro’ che si rivolge unicamente a cento indultati di Caltanissetta e provincia. Consiste nel reinserimento professionale degli ex detenuti. Aspettiamo l’ok definitivo del Ministero e lo stanziamento di finanziamenti”.
“Il Nap (Piano di azione nazionale) mira al reinserimento sociale di ex tossicodipendenti ed ex detenuti in osservanza ai dettami della "Strategia di Lisbona" e del Trattato di Amsterdam – ha detto Giostra – e a fornire linee guida alla Comunità europea sulle azioni da applicare, in Sicilia, per arginare l'emarginazione sociale degli ex detenuti e ex tossicodipendenti”.
Nel corso dell'incontro sono stati affrontati diversi e interessanti argomenti. Si è discusso del meccanismo del metodo aperto di coordinamento, degli obiettivi europei e il ruolo dell'Ue nel processo di inclusione sociale, dei progetti realizzati nel territorio provinciale, del ruolo dei partenariati nell'accesso ai fondi europei, della realtà sociale di Gela, con dati attinenti ai processi di reinserimento sociale e professionale degli ex detenuti ed ex tossicodipendenti e poi ancora delle aspettative e gli scopi che tramite il progetto Nap vuole perseguire la Commissione europea ed infine della rieducazione da una concreta opportunità di lavoro con cui togliere gli ex detenuti dal pericolo di tornare a delinquere.
Con questa logica la Provincia ha attivato tre diverse iniziative: la mediazione penale per minori, scolastica e familiare.


Autore : Redazione Corriere
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