notizia del 12/04/2008 messa in rete alle 17:58:34

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L’abbraccio a Eschilo con l’Agòn e non solo
Sono in attesa del verdetto della giuria presieduta dal prof. Salvatore Nicosia docente di Letteratura greca all' Università di Palermo, i 32 liceali che mercoledi mattina hanno preso parte all' Agòn Eschileo organizzato dal Liceo classico. Gli studenti si sono cimentati nella traduzione di un passo tratto dalla tragedia eschilea "Le Eumenidi" che contiene un forte messaggio di attualità. All'inizio del secondo stasimo, il coro delle Erinni è ancora una volta turbato, al pensiero delle rovine a cui porteranno le nuove leggi, se la causa di Oreste, il matricida, dovesse prevalere: a quel punto ognuno si sentirà autorizzato a compiere qualsiasi misfatto, in particolare nell'ambito della propria famiglia d'origine. Dai propri figli i genitori si dovranno ora aspettare ferite e morte... Crollerebbe, così, la casa della Giustizia. Le Erinni innalzano un canto al terrore, come fondamento della convivenza e della saggezza: una sorta di posto di guardia nel cuore degli uomini. Tuttavia non hanno una posizione estremista, ma ammettono la presenza, al fianco della necessità di leggi severe, anche della libertà: sempre, ammoniscono, il giusto mezzo prevalga. Da equilibrio di mente, infatti, nasce felicità, che è da tutti desiderata. Su questo argomento gli studenti si sono cimentati nella biblioteca del Liceo mentre in aula magna altri studenti e docenti hanno assistito al convegno “Eschilo e polis", con relazioni di Giuseppina Basta Donzelli (Letteratura greca Università di Catania), e di Elena Fabbro (Università di Udine). A moderare gli interventi, il prof. Antonio Mucciaccio, del Liceo classico di Termoli.
In serata, rappresentazione teatrale (“Le Coefore” di Eschilo), con gli alunni del Classico di Gela a cimentarsi nel ruolo di attori.
Autore : Redazione Corriere
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