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Corriere di Gela | Ombre sotto Montelungo
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notizia del 25/09/2011 messa in rete alle 17:50:33

Ombre sotto Montelungo

Il progetto dell’area attrezzata polifunzionale, da utilizzare anche come area mercatale settimanale in convenzione col comune di Gela, è incompatibile con il sito prescelto, vale a dire quello che insiste tra il fiume Gattano ed il Parco di Montelungo a Macchitella, poiché palesemente in conflitto con i vari vincoli previsti dagli strumenti urbanistici e normativi che incombono su quest’area: è quanto osservano diversi cittadini gelesi riuniti in associazioni che hanno deciso di fare fronte comune contro questa scelta che considerano scellerata. Diciamolo subito, forse per qualcuno costoro esagerano, ma a ben guardare non hanno tutti i torti.

In effetti, nel nuovo Piano regolatore generale, in adozione, un primo vincolo sull'area, tale da inificiarne l'eventuale edificabilità, è la «fascia di rispetto da impianti di depurazione» (art. 46 L.R. 27/86), a meno di considerare l'area attrezzata polifunzionale come un'opera infrastrutturale. Un secondo vincolo è poi dato dalla «fascia di rispetto dai fiumi e dai corsi d'acqua» ai sensi della lettera C dell'art. 146 L. 490/99), come in questo caso il Gattano. Un terzo vincolo è infine rappresentato dall'area del «Parco di Montelungo», bene sotto tutela che con l'insediamento del mercato settimanale verrebbe di fatto tagliato e privato in una sua porzione.

Non solo, ci sarebbe pure il Piano Paesistico Provinciale che individua l’area del progetto del nuovo mercato settimanale comunale, ricadente integralmente in uno dei siti rilevanti (il n. 84) sottoposti a vincolo e definito «Poggio dell’Arena», nonchè tra le cosiddette «Componenti paesaggistiche» (“aree di rilevante interesse naturale”, “paesaggio delle colture erbacee”, “pianura alluvionale”) dello stesso «Paesaggio locale 15 – costa di Manfria e Falconara» (lettera e, “Paesaggio naturale/seminaturale dei sistemi ambientali di Montelungo, Poggio dell’Arena, Siti di interesse Comunitario di Manfria e Rupi di Falconara”), con un livello di «tutela 3», sul piano normativo (tutela delle emergenze geologiche e biologiche; conservazione del patrimonio naturale specie in termini di biodiversità, salvaguardia idrogeologica, ecc).
v In queste aree, cioè, non sono ammesse nemmeno le variazioni di destinazione urbanistica per la realizzazione di infrastrutture (e reti), ma anche di insediamenti, impianti ed attività produttive; nonché nuove costruzioni e nuove aperture di strade (sono vietati anche tralicci, antenne per telecomunicazioni, impianti per la produzione di energia anche da fonti rinnovabili).

Francamente, non è affatto da sottovalutare inoltre la possibile conseguenza di un aumento del rischio idrogeologico dell’area, giacché in caso di piogge torrenziali non rare dalle nostre parti, con la costruzione di Marchitello si è aggravato il rischio di esondazione del Gattano con situazioni di pericolo per le persone che si recherebbero al mercato e soprattutto per l’effetto trascinamento nel letto fluviale delle strutture precarie da realizzare così come da progetto.

Tralasciando altre considerazioni, già quanto descritto basta insomma, per scorgere non poche ombre sotto le pendici di Montelungo ed a ridosso del fiume Gattano, recente protagonista delle cronache per il suo sversare a mare reflui non depurati.
v Ma c'è un aspetto su cui vorremmo insistere. Premesso che passati 10 giorni dalla pubblicazione della delibera di adozione del piano, si applicano le c.d. “misure di salvaguardia” che hanno lo scopo per l'appunto di evitare il rilascio non controllato di permessi di costruire che possa compromettere l’assetto urbanistico previsto dallo strumento adottato, perché optare per una variante al Prg quando lo stesso documento ha già individuato un’area fieristica nella zona compresa fra la nuova tangenziale e il carcere, lungo la statale 117 bis?

Perché preferire a quest'ultima area, quella invece tra Montelungo ed il Gattano su cui non è stata ancora fatta definitivamente chiarezza sul vero proprietario? Soprattutto, perché insistere su varianti che dovrebbero essere giustificate sempre e comunque da stati di necessità effettivi?

Non si ravvisa in ciò il rischio di favorire altre condotte speculative, specie per quartieri residenziali tipo Macchitella (un po' come avvenne in passato per Caposoprano) in una logica di “cementificazione” autorizzata (contraltare all'abusivismo edilizio contrastato) già inaugurata con il Prg ad oggi non ancora vigente?

Sono non poche domande, dubbi, a cui il circuito politico-amministrativo (sindaco-giunta-consiglieri comunali-vertici apicali amministrativi) della «città della legalità» dovrebbe dare risposte certe e trasparenti. O no?


Autore : Clark Kent

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