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notizia del 23/05/2005 messa in rete alle 17:44:18
Nuova situazione geopolitica
Scrive testualmente lo storico Prof. G. Giarrizzo nella sua recente opera “La Sicilia moderna dal Vespro a...”: “E in questo clima di resa la Sicilia assiste, rassegnata, all’allargamento della Comunità Europea e alla formale realizzazione nel 2010 di un’area mediterranea di libero scambio”.
Ne abbiamo discusso in biblioteca la settimana scorsa davanti a un folto pubblico. Lucidissima e amara l’analisi dello storico. Una pillola difficile da ingoiare quella della rassegnazione. I giovani sono presenti. Non so se capiscono. Si parla di loro. Della nuova situazione geopolitica dentro la quale si trovano insieme a noi adulti e anziani che potremmo anche permetterci il lusso della soggettiva disperazione. Una situazione geopolitica che contrasta col ‘clima di resa’ di una Sicilia che ‘assiste’ con rassegnazione ai grandi eventi del mondo.
Da tempo mi chiedo: perché assistere con rassegnazione? La domanda mi assilla soprattutto da quando sono stato coinvolto nell’Amministrazione della ‘cosa pubblica’ dal sindaco Crocetta. La vista dei giovani mi costringe a ponderare le potenzialità. A esaminare la partita con attenzione ancora più vigile per non buttare la spugna. Che è delittuoso buttare la spugna. Ce lo ha detto il grande storico catanese quando, valutando con mestizia la sua età, ha augurato ai presenti di potere fare qualcosa per incrementare le conoscenze e promuovere sviluppo diffuso.
E sulla situazione geopolitica nuova vorrei volgere il mio sguardo. Laidamente, avendo messo tra parentesi miti –forse autoconsolatori- quali quelli della Sicilia-laboratorio-politico, della identità siciliana. Avendo anche superato, perché mortificanti, atteggiamenti pietistici da lamentosi mendichi di chi, interpretando in modo maldestro l’art. 38 dello Statuto Speciale, chiede interventi ‘risarcitori’ allo Stato Italiano e ora all’Unione Europea. Su questo piano, la Sicilia avrebbe da temere la concorrenza, proprio in seguito all’Allargamento ‘a 25’ dello scorso anno, con i Paesi dell’Est Europa.
Non farebbe male guardare ai processi di globalizzazione in corso d’opera. Lo sguardo alla grande politica, forse, aiuterà a trovare un filo d’Arianna per muoversi con qualche speranza nel nuovo Labirinto-Mondo. Diverso dal Mediterraneo di Omero e del suo Ulisse.
Le mie coordinate muovono dalla fase conclusiva della Seconda guerra mondiale. Perché? Dallo sbarco delle truppe alleate (10 luglio ’43) la Sicilia sperimenta il fronte di “guerra” che da moltissimi anni non aveva conosciuto. Non solo! Diventa ‘luogo’ di scontro per la ricerca di nuovi equilibri mondiali. Occupata da americani e inglesi non senza lacrime e sangue, la Sicilia è liberata dal fascismo e dai tedeschi. Nel resto di Italia si combatterà sino al 25 aprile ‘45 una guerra patriottica di liberazione nazionale contro i tedeschi e, contemporaneamente, una guerra civile contro il fascismo. In Sicilia vengono messe alla prova fondamentalmente risorse politiche. Si cimentano su questioni di grande interesse. Non solo sulla questione agraria e sui problemi sociali. Anche sulla collocazione dell’Isola a livello internazionale. Al di là delle tesi del Movimento Separatista, circola un sentimento favorevole all’annessione agli Usa. Gioca un ruolo favorevole nell’immaginario collettivo siciliano la nostalgia della migrazione nella cosiddetta ‘America ricca’ iniziata negli ultimi anni del 1800. Le truppe sbarcate il 10 luglio ’43 sono costituite prevalentemente da siculi-americani che rinverdiscono la speranza di emulazione dei siciliani residenti.
Prima i risultati elettorali del ’47 – preoccupanti per le potenze occidentali – e poi quelli rassicuranti dell’anno successivo ribadiscono la collocazione della Sicilia che, con lo Statuto speciale, fa parte integrante della Repubblica Italiana e, quindi, del Patto Atlantico.
Nuove preoccupazioni sorgono, a livello di collocazione internazionale dell’Isola – almeno sul piano economico – a finire degli anni ’50 e ai primi ’60. L’individuazione di giacimenti di petrolio incoraggia Mattei a sviluppare una politica di potenziamento ‘mondiale’ dell’Agip. Sorge la raffineria a Gela. A Gagliano viene estratto metano. Mattei stringe rapporti di collaborazione con i Paesi Arabi. Allaccia rapporti con l’Urss. Si muove con molta autonomia. E’ lecito sospettare che le cosiddette Sette Sorelle e la Cia abbiano temuto il pericolo della concorrenza e l’egemonia politica sul Mediterraneo. Ipotesi che la storiografia dovrebbe accertare. Mattei morì non di morte naturale e non certamente per un incidente aereo causato dalla nebbia!..
Più recentemente è iniziato il processo di destabilizzazione del Medio Oriente. A cominciare dal Libano dove veniva raffinata la droga. La mafia siciliana, pilotata da quella americana, se ne avvantaggia. L’intreccio mafia, politica, terrore e sottosviluppo sono cose che ancora caratterizzano i nostri giorni.Quando avvertiamo forte il bisogno di respirare a pieni polmoni l’aria della libertà, della legalità e della modernità. Cioè dell’Europa. Sapendo della nostra collocazione geopolitica al centro del Mediterraneo e quindi pronti alla cooperazione del 2010. Sapendo anche che questo mare gioca un ruolo importantissimo anche in questa fase di globalizzazione.
Sono problemi storici da studiare sempre meglio. Sono problemi politici che devono vederci impegnati senza pusillanimità e senza presunzione. Con umiltà ragionata. Perché i nostri giovani hanno il diritto di domandarci futuro. E noi dobbiamo saperlo vivere guardandoli con coraggio negli occhi. Che non dobbiamo vergognarci di nulla. Né recitare ‘mea culpa’. Leggere dentro i processi e cercare di guidarli insieme nella città con la legge e con la gioia di vivere.
Autore : Luciano Vullo
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