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notizia del 06/10/2012 messa in rete alle 17:39:06
La Fiom Cgil a difesa dei diritti dei lavoratori
In una nota dei giorni scorsi, la sede locale della Federazione impiegati operatori metallurgici (Fiom) aderente alla Cgil, ha manifestato tutto il suo disappunto per quanto sta accadendo a Gela, riguardo alle tutele dei lavoratori ed a quello che non esita a definire “massactro dei diritti dei lavoratori”.
Per la Fion-Cgil di Gela «Bisogna riportare al centro di ogni discorso o degli accordi che si sono sottoscritti nell’ultimo periodo il diritto ed il lavoro. Soprattutto in una realtà come la nostra dove c’è la presenza di un grande gruppo industriale come l’Eni».
Dall’inizio del percorso intrapreso in Prefettura sulle problematiche dell’indotto e che ha portato alla realizzazione dell’accordo del 28 luglio 2012 – scrive ancora la Fiom – «abbiamo visto sempre più abbassare le tutele dei lavoratori , si sono persi parecchi posti di lavoro, ci sono state tante aziende che hanno chiuso l’attività lavorativa lasciando i lavoratori senza stipendio, con retribuzioni arretrate non pagate e con gli ammortizzatori sociali non sempre attivati in modo sollecito di responsabili aziendali o da chi è stato individuato dagli organi competenti per gestire l’azienda in liquidazione, per garantire una retribuzione ai dipendenti. I casi della coop. Comeco, dell’Implaca e della Procontrol, sono gli ultimi di una lunga serie, anche se ognuna ha storie e percorsi particolari».
In questo contesto, alla luce di alcune denunce e delle lamentele che sono arrivate da parte di molti lavoratori, il sindacato dei matallurgioci della Cgil ritiene corretto che «chi ha strumenti, competenze e ruolo, compreso gli organi inquirenti da alcuni sollecitati, facciano luce e chiarimento su questo momento buio per i lavoratori delle cooperative storiche di Gela e sulle dinamiche poco trasparenti per il riavvio a lavoro di chi è stato posto in cassa integrazione o addirittura in mobilità».
«Certamente – si legge infine nellanota – non è di aiuto il ruolo di alcuni soggetti di cui non si capisce il ruolo, come denunciato da qualche collega».
Per tutti questi motivi, la Fiom Cgil pretende che «si rispetti l’impegno preso dalla Lega delle cooperative all’ufficio del lavoro di Gela per la riassunzione di tutti i lavoratori posti in mobilita o in cassa integrazione e che la Prefettura intervenga affinchè si dia corso positivo all’intesa firmata in quella sede».
Autore : Redazione Corriere
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