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Corriere di Gela | Tremila e-mail per il Majorana
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notizia del 28/11/2011 messa in rete alle 17:14:01

Tremila e-mail per il Majorana

Mai accaduto prima, neanche quando si parlò, otto anni fa, della possibile chiusura dello stabilimento petrolchimico dell’Eni, contro la quale vennero sbarrati gli ingressi alla città. Per il Majorana – la posta elettronica otto anni fa non era così diffusa – è sceso in campo l’esercito internauta, che ha sommerso di e-mail le redazioni dei giornali. Al Corriere di Gela ne sono arrivate tremila, dieci più dieci meno, in appena sette giorni. Da tutta Italia ed anche di provenienza straniera. Tutte a sostegno del mentanimento dell’autonomia scolastica dell’Istituto Majorana di Piano Notaro e contro la Provincia che ha scelleratamente deliberato di smembrarlo.

Ne riportiamo una per tutte. L’e-mail arriva dalla Svizzera (manolito.lucchini@ecm-sa.ch), con il seguente testo ed è indirizzata per conoscenza anche al presidente dimissionario della Provincia, on. Pino Federico.

«Le scrivo dalla “vicina” Svizzera Italiana. Non sono un cittadino italiano e non vivo in Italia ma per questo non posso non partecipare alla protesta per l’ingiusta chiusura dell’istituto Majorana di Gela.

Sig. on. Giuseppe Federico, internet è di fatto internazionale ed i fruitori dell’Istituto Majorana di Gela non risiedono esclusivamente in Italia.

Reputo inammissibile e vergognoso che l’Istituto Majorana, che tanto ha dato a tutti gli amanti dell’informatica e tanto ancora potrebbe dare, venga chiuso a favore di altre scuole.

La norma vigente nel vostro paese determina una regola da seguire e per quanto posso comprendere, non vivendo la vostra realtà, è fuori da ogni schema logico quanto volete porre in essere.

Quest’ultimo fatto, mi consenta, per dirla senza offendere nessuno lascia sbigottiti con molti punti interrogativi e con l’amaro in bocca.

Mi piacerebbe tanto capire le dinamiche che sussistono nel vostro bel paese grazie alle quali é possibile eliminare le mele buone per tentare di salvare le mele non più conformi ed idonee. Un contadino coscienzioso eliminerebbe le mele difettose per poter gustare quelle buone. Disapprovo fermamente che venga distrutta una realtà che tanto sta donando alla vostra nazione ed alla conoscenza fine a se stessa. Conoscenza senza confini per la quale non sempre si trovano amministrazioni capaci di creare sufficiente interesse nazionale ed internazionale da permettere un così diffuso uso.

Mi auguro che ci ripensi e trovi soluzioni diverse e meno drastiche nel rispetto delle norme e delle leggi in vigore. Soprattutto che non vanifichi quanto edificato con fatica e sudore impiegando mezzi e tempo».

Cisono andati giù duro anche i docenti del Majorana, che in una nota fatta pervenire alla stampa hanno bollato il provvedimento della Provincia come «un atto che, eufemisticamente, sarebbe da definire “discrezionale “ ma che di fatto si è trattato di un vero abuso, e ciò in relazione alla normativa , che prevede l'obbligo di procedere all’accorpamento di istituti sottodimensionati. Continua così il documento dei docenti del Majorana: «In buona sostanza,come chiarito nella circolare assessoriale regionale n.28 del 2011, in presenza di istituti che presentano un numero di discenti inferiore alle 600 unità,quest’ultimi vengono aggregati ad istituti con un numero di alunni superiore a questo limite. Fatto sta che l’Istituto Majorana, forte di 633 alunni,con tutte le carte in regola per rimanere autonomo, dovrebbe essere smembrato, non si sa per quali reconditi motivi, e, secondo il piano varato dalla Giunta provinciale, vedrebbe le sue componenti confluire in altri Istituti a salvare a rafforzare altre realtà scolastiche».

Le prese di posizione in favore del non smembramento del Majorana si sono susseguite in questi giorni, fino a sfociare nella pubblica protesta organizzata dagli alunni, dagli insegnanti e dal personale Ata dell’Istituto. A tal proposito è intervenuto anche il Centro Studi Salvatore Aldisio, che in una nota a firma del presidente avv. Lillo Giardina, ha scritto che «Assistere a centinaia di ragazzi, professori e genitori, che sfilano per il corso di Gela, rivendicando il ripristino di un diritto negato, ci rattrista, ma ci impone un attenta analisi della situazione attuale, partendo delle scelte “subite”, che specie in materia scolastica, possano smuovere, coinvolgere ed interpretare le risorse migliori del nostro territorio, per offrire una risoluzione al problema rapida ed efficace». Ancora i docenti nel loro documento: «Ci si chiede: se non è “l’Ipia figlia di un Dio minore”, lo è, a questo punto, l’Istituto Majorana?

Un istituto che si è adoperato per la crescita di Gela,in un contesto caratterizzato da gravi condizioni di disagio socio-culturale,merita di fare questa fine? I docenti e la dirigenza, condurranno tutte le azioni ritenute utili affinché questa realtà nell’ambito cittadino non venga stravolta od addirittura vengano resi vani tutti gli sforzi profusi per far crescere culturalmente e legalmente uno strato della cittadinanza fino ad ieri non solo ignorato ma addirittura non inserito nel tessuto sociale». Dalla Provincia intanto arrivano notizie che una delegazione ha incontrato l’assessore provinciale all’Istruzione Pietro Milano: ne facevano parte il dirigente scolastico Vito Parisi, i docenti Vincenzo Gorgone e Giovanna Licata, gli studenti Emanuele Cullè e Thea Sciascia, ed Angelina Farruggio in rappresentanza dei genitori: insieme a loro, il consigliere provinciale Giuseppe Licata. La delegazione ha giudicato illegittimo l’atto deliberativo di smembramento, annunciado di intraprendere azioni legali laddove non si dovesse procedere ad una revoca della deliberazione, sulla quale peraltro c’è il parere negativo espresso dall’Ufficio scolastico provinciale. Milano si è detto «disponibile ad una revisione della problematica, anche se in merito ad un’eventuale modifica della deliberazione dovrà avere opportuni chiarimenti dalla Regione sul fatto di poter annoverare l’argomento nell’ambito dell’ordinaria amministrazione, che è quella su cui al momento può deliberare l’attuale esecutivo provinciale». In ogni caso, dal momento che l’iter è stato già avviato, Milano ha rimarcato ai presenti la necessità di dover anche intervenire in sede regionale per sostenere la richiesta, giacché sarà in quella sede che si definiranno le proposte di dimensionamento.

La delegazione del Majorana ha preso atto dell’impegno dell’assessore, auspicando su di esso il corale coinvolgimento della Giunta, mentre Licata ha annunciato che lunedì mattina si riunirà il Consiglio provinciale che al primo punto del suo ordine del giorno ha proprio la problematica del dimensionamento scolastico e pertanto potrà decidere sui relativi indirizzi da dare all’amministrazione attiva.


Autore : Redazione Corriere
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