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notizia del 17/04/2011 messa in rete alle 17:12:22
Siamo alle solite
Ebbene si. Siamo alle solite e ne sono stato persino premonitore. Avevo, in proposito, giusto avvertito il caro sindaco del pericolo, attraverso un'innocente favola: “l'elefante e gli sciacalli”. L'ora è giunta, il pasto è iniziato e, temo, non si sazieranno mai abbastanza.
C'è un detto che a Gela riscuote da sempre un gran successo: “prima di pulire fuori casa, preoccupati di pulire dentro”. Che il Sindaco abbia un problema dentro casa, è palese.
Il partito che esprime il sindaco è in forte fibrillazione: lo dicono tutti.
Lo si evince dalla continua farsa, a cui non si sottrae nessuno del “presunto” gruppo dirigente, nella gestione della segreteria cittadina. Lo si evince in maniera altrettanto chiara dalle estenuanti e disparate richieste al proprio sindaco.
Uno spettacolo della peggior specie politica, tra posizionamenti trasversali e logiche spartitorie. Il Pd sarà pure il partito di maggioranza relativa in città, ma lo è solo in termini di consensi elettorali. Niente di più, se dobbiamo attenerci a quanto quotidianamente è riportato dai e sui media locali.
Un sindaco, dicevo, che non voglio ancora definire prigioniero, ma certamente messo alle strette, quasi sotto assedio, dal suo stesso partito, dentro e fuori palazzo di città. Mentre l'MpA, o meglio, il clan dei fedelissimi al Presidente della Provincia, Pino Federico, almeno sul piano istituzionale ha continuato a comportarsi correttamente, come si presuppone nel caso di un vero alleato, d'altra parte, però, nessuno è fesso: e se tra il tira e il molla, chi insiste alla lunga prima o poi incassa, va da sé che gli autonomisti gelesi non vogliono restare a guardare e hanno cominciato anche loro a fare la voce grossa. Di sicuro, ha dei gran timpani questo sindaco.
Ad ogni modo, la sparata che riecheggia in queste settimane è quella del rimpasto. Si, ma quale rimpasto? Cambiare un assessore ogni quindici giorni, lo chiamerei spezzatino, piuttosto! Due settimane fa entra Ventura. Nel giorno in cui scrivo entra Casano, al posto della Palumbo. Pare che alla presenza femminile in giunta dovrebbe pensarci adesso il Movimento per l'Autonomia: il trend suggerirebbe che la scelta avverrà fra quindici giorni. Boh!
Destinato ad uscire sarebbe il liberale Sammito. Vuoi vedere che chi doveva andarsene subito perché senza rappresentanza in consiglio, vale a dire Rinelli, chiuderà la porta per ultimo e rimarra ancora per un mese, stando a questo balletto a ritmo lento, altrimenti chiamato rimpasto? E, guarda un po', vuoi vedere che al posto di un dipietrista subentra un socialista? Si sa, due estrazioni partitiche che dalla stagione del '94 ad oggi, hanno avuto ben poco da spartire. Almeno in ciò, tutt’al più si ravvisa un pizzico di coerenza storica. Per il resto, siamo alle solite come detto. Sarebbe questa la rivoluzione culturale propugnata in campagna elettorale dal poi eletto sindaco, avv. Angelo Fasulo? Lascio a te, incauto lettore, la risposta ed ogni valutazione in merito.
Autore : Clark Kent
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