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notizia del 23/01/2005 messa in rete alle 17:14:01
Duro colpo al racket: arrestati due taglieggiatori colti in flagrante
Una tangente di 5000 mila euro appena intascata costa il carcere a due estortori incappati in una operazione lampo degli agenti del commissariato di polizia di Gela. I soldi presi avrebbero dovuto costituire una prima tranche del pattuito, vittima un costruttore licatese che opera a Gela. Dapprima la richiesta era stata del 2% sul capitolato d’appalto, poi lo sconto a forfait per 10 mila euro, ma quando sono andati ad esigere la prima rata hanno trovato gli agenti che sono piombati da più parti: poliziotti camuffati chi da geometra (quello che ha consegnato i soldi) chi da falso operaio.
E’ accaduto oggi, a Gela, a conclusione di un’operazione antiracket denominata “Luce”, per via dei lavori di illuminazione pubblica che un’impresa di Licata, che costruisce impianti elettrici, sta effettuando per conto dell’amministrazione comunale di Gela. I due estorsori finiti in manette sono Paolo Portelli, di 36 anni, di Gela, pluripregiudicato, referente del clan Emmannuello di “Cosa Nostra”, e Gianluca Gammino, di 30 anni, originario di Vittoria, anche lui con numerosi precedenti penali, considerato “capodecina” della stessa cosca mafiosa.
I due sono finiti dentro con l’accusa di estorsione aggravata. Una buona mano al buon esito delle indagine è stata data dalla stessa ditta presa di mira dal racket. Una decina di giorni di preparazione del blitz, con l’addestramento degli uomini della polizia ad assumere i ruoli improvvisati.
L’indagine era scattata tempo fa, quando il titolare della ditta licatese si era rivolta alla polizia di Agrigento, che ha così allertato il commissariato di Gela.
Agenti non conosciuti dalla criminalità a Gela si sono infiltrati tra i tecnici e gli operai dell’impresa, tenendo sempre sotto controllo, con la collaborazione degli uomini del commissariato locale, sia il cantiere che i due banditi, pedinati con nuovi strumenti assai sofisticati che permettono di localizzare una persona attraverso il proprio telefonino cellulare, ovunque si trovi.
La trappola è scattata oggi, al primo pagamento, quando Portelli e Gammino si sono presentati per incassare la prima rata che da 10 mila euro era scesa a cinquemila. Il denaro è stato recuperato e i due estorsori sono stati rinchiusi nelle carceri giudiziarie di Caltagirone.
In conferenza stampa, sia il questore di Caltanissetta Piritore quanto il dirigente del commissariato di Gela Antonio Malafarina hanno rinnovato l’invito a collaborare rivolto ai taglieggiati.
Autore : Redazione Corriere
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