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notizia del 13/04/2003 messa in rete alle 16:47:42
Ruolo dei Consorzi di bonifica nella gestione degli invasi
L’8 aprile scorso si è tenuta presso l’hotel Sileno la conferenza sul ruolo dei consorzi di Bo-nifica nella gestione degli invasi organizzata dal locale Rotary ad iniziativa del suo presidente Salvatore Morselli.
Il relatore e socio dott. Vincenzo Caruso direttore del Consorzio 5 ha svolto il tema passando in rassegna le varie fasi evolutive del concetto di bonifica alla luce della normativa nazionale e regionale: dagli interventi iniziali finalizzati al risanamento igienico del territorio, si è poi passati a quelli del risanamento idraulico dello stesso, della bonifica integrale concepita da Serpieri per coniugare l’incremento della produzione agricola con più elevati standard di convivenza civile in campagna, per arrivare ai nostri giorni nella centralità del tema della difesa dell’ambiente che si sviluppa nelle leggi n. 183/189 sulla difesa del suolo, la n. 36/1994 c.d.
Legge Galli sulle risorse idriche, il decreto legislativo n. 152/1999 sulla tutela e risanamento delle acque.
Nella seconda parte con l’ausilio del video, il relatore ha passato in rassegna il territorio del consorzio e e le dighe gestite Disueri, Cimia, Maroglio, Comunelli e Gibbesi con le principali caratteristiche di esercizio e di irrigazione. In chiusura dell’intervento, una puntuale documentazione storico-visiva sulle tappe più significative della bonifica nel gelese è stata portata dal relatore all’attenzione della numerosa platea dei soci presenti.
La piana del Gela dal XVI secolo sulla gestione dei quali nel corso dei secoli si è sviluppata una tematica caratteristica della bonifica isolana che appunto, i funzione della prevalenza sociale all’uso pubblico del bene acqua si organizzò per contrastare il dominio feudale in testa a privati sino al 1930. Al 1563 si fa risalire infatti la costruzione della traversa di Grotticelli sul fiume Gela ad opera della Casa Ducale degli Aragona di Terranova al duplice scopo di contenimento delle piene e d’irrigazione e per la cui disciplina nel 1794 venne emanato apposito regolamento, mentre agli anni ‘30 risale la costruzione del bacino montano della Diga Disueri – a monte della citata traversa – e con essa la vita dell’attuale enti di bonifica, nato appunto per la gestione delle opere primariamente necessarie alla difesa idraulica del territorio ottimizzando la risorsa accumulata attraverso l’irrigazione.
Autore : Redazione Corriere
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