notizia del 22/01/2012 messa in rete alle 16:20:15
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Città paralizzata
Non sappiamo se i siciliani la spunteranno sulle loro rivendicazioni (riduzione del prezzo dei carburanti, in primis), come anni fa riuscì ai leghisti in lotta per le quote-latte. Sappiamo solo – ne parlano in questa stessa pagina Giulio Cordaro nella sua rubrica «Politicamente scorretto», Clark Kent nella sua finestra settimanale «Metropolis» e Sebastiano Abbenante – che qui la politica è completamente assente, salvo qualche timida iniziativa dei movimentisti per l’autonomia. Occorrono atti concreti.
Per capire l’esasperazione dei manifestanti, con in testa le categorie che con il costo dei carburanti fanno i conti tutti i giorni per lavoro, basta essere incappati nei disagi – sopportabili, per carità! – creati da autotrasportatori e proprietari di mezzi agricoli.
Presidî dei manifestanti nelle principali vie di accesso alla città, cortei e serrate in centro, fino alla quasi totale paralisi delle attività produttive e commerciali.
Al momento, con la cessazione dei blocchi prevista nella giornata di venerdì, non sappiamo se questo giornale arriverà alle edicole.
Tutto era cominciato quasi in sordina lunedì scorso, 16 gennaio. Pochi ci credevano e il primo giorno non si può dire che le cose per i manifestanti siano andate molto bene. Ma già l’indomani, con i blocchi massicci piazzati al bivio per Lentini e a Ponte OLivo, i disagi si sono avvertiti, eccome. «Forconi» e “Forza d’urto», queste le sigle delle categorie in sciopero. Da una parte autotrasportatori e dall’altra operatori agricoli. E così, tir e trattori sono diventati una barriera invalicabile.
Si protesta per tutto, per la riduzione delle accise sui carburanti, aiuti per gli agricoltori, e via discorrendo. Tutti contro tutto.
E mentre le principali vie di accesso alla città venivano presidiati dai mezzi pesanti, a Gela, in pieno centro, scendevano in piazza commercianti, studenti, semplici cittadini. Mercato settimanale sospeso, saracinesche abbassate e con i ritardi o mancati arrivi delle derrate alimentari, sono cominciati a scarseggiare persino i beni di prima necessità. Per non parlare dei carburanti, quasi tutti a secco e quando meglio con lunghe code alle pompe, fino ad esaurimento.
Giovedì mattina, negozi chiusi. I più fortunati sono riusciti a procurarsi il pane e i quotidiani nella tarda mattinata. Presidio dei vigili urbani nei punti nevralgici del centro, in attesa del corteo e del concentramento in piazza municipio. Migliaia i manifestanti.
Il governo Lombardo è il bersaglio preferito dei manifestanti, che ce l’hanno un po’ con tutta la classe politica. Il giorno prima era arrivato il comunicato del gruppo Mpa all’Ars, con cui è stata data notizia di una mozione presentata per “Misure urgenti per fronteggiare lo stato di crisi degli agricoltori e degli autrasportatori siciliani”; nella tarda mattinata di giovedì, mentre a Palermo il governo Lombardo riceveva la delegazione dei «Forconi» e di «Forza d’urto», a Gela il sindaco Fasulo incontrava i manifestanti, in favore delle cui ragioni ha emesso una nota di solidarietà con le loro richieste.
“Solidarietà e attenzione alle richieste”
“Quando alla gente viene tolta la possibilità di lavorare la crisi si trasforma in emergenza sociale. Bisogna dunque intervenire al più presto ad ogni livello per creare nuove opportunità o si rischia di inasprire all’eccesso una protesta che è già molto dura”. Sono queste le parole del sindaco Angelo Fasulo al termine della visita ai presìdi degli agricoltori che circondano la città.
Prima di lasciare i presìdi – si legge nella nota dell’Ufficio stampa – il primo cittadino ha voluto lanciare questo appello ai manifestanti: «Ritengo che le motivazioni che spingono a manifestare siano in gran parte legittime ma rischiamo che le modalità con le quali si sta conducendo la protesta possano recare danno più alla popolazione che ai veri destinatari di questa indignazione».
Anche i apigruppo consiliari hanno espresso «vicinanza e solidarietà» dichiarandosi disponibilità a qualsiasi iniziativa utile per l’istituzione di tavoli di concertazione, pur rimanendo distanti da qualsiasi atto inconsulto o di violenza verso gli operatori commerciali.
Autore : Redazione Corriere
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