notizia del 18/09/2011 messa in rete alle 16:16:50

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Scavi all’ex Ospizio marino, ll consigliere Trainito (PdL): parlerò col sindaco
Aspettando che qualche altro intervenga sulla vicenda dello scavo archeologico nel sito destinato alla Radioterapia (ex Ospizio Marino), registriamo (e riportiamo) uno scambio di opinioni sull’argomento, avvenuto recentemente su Facebook tra l’arch. Francesco Salinitro e il medico Gaetano Trainito (nella foto), capogruppo Pdl al Consiglio comunale, che si è impegnato di informare il sindaco per “vedere cosa si può fare”, circa il suggerimento dello stesso Salinitro, di dirottare altrove il centro radioterapico e restituire alla memoria storica dei gelesi il sito dell’ex ospizio, seppure ormai demolito tra l’indifferenza generale.
Aspettiamo tra gli altri che i rappresentanti di Archeoclub, solitamente vigili e attenti quando c’è di mezzo la salvaguardia dei beni monumentali ed aercheologici, si facciano vivi.
Fracesco Salinitro: «Caro Gaetano, con i temi grossi che ha la città ti preoccupi di questioni dei Kaiser? Sulla Radioterapia stanno accadendo fatti strani e gravi. Qual è la tua opinione in una Gela che sta zitta? Dobbiamo proprio meritare il disprezzo di tutti?».
Gaetano Trainito: «Carissimo Francesco non posso non sottolineare la decadenza del nostro Paese. Per quanto riguarda la radioterapia il problema (anzi l'ultimo problema fra i tanti) era quello di alcuni reperti archeologici che sono venuti alla luce negli scavi. E' intervenuta la soprintendenza di CL e si sta andando avanti. Non credo che ci sia la volontà di bloccarla. Sono fiducioso e convinto della serieta' e competenza del Dg dell'Asp di Caltanissetta».
Francesco Salinitro: «Il punto è un'altro. C'è la possibilità (ormai ridotta ai minimi termini) di trovare un'alternatica logistica alla sede della Radioterapia. Per linerare la città dall'alternativa tra distruggere un sito archeologico di altissime potenzialità repertuali e non dare un servizio ai nostri malati. Dalle foto, caro Gaetano, nutro fortissimi dubbi che si tratti di ritrovamenti insignificanti (un pò è anche il mio mestiere, se mi consenti). Mi aspetetrei da te, persona che stimo e apprezzo, un'azione diretta affinchè si percorra sino in fondo la strada di una sede diversa e immediata».
Gaetano Trainito: «La problematica terapia va avanti da tantissimi anni, come le sofferenze dei malati di tumori e il disagio di viaggiare presso centri specializzati. Sicuramente il sito scelto e' interessante dal punto di vista archeologico,come gran parte del territorio di Gela. Ma cercare nuove sedi o siti significherebbe vanificare tanti anni di lavoro, impiego di risorse economiche dei contribuenti. A mio avviso in quel caso il progetto radioterapia a Gela tramonterebbe definitivamente, con la disperazione dei pazienti oncologici.Io credo che dobbiamo continuare su questa strada. Non vedo alternative».
Francesco Salinitro: «Mi spiace, ma non sono d'accordo con te. 1. perchè questa questione l'ho posta già alcuni anni fa e non ora. 2. se ci fosse l'unità d'intenti della città in tutte le sue componenti, basterebbe che: a. Il comune desse immediata disponibilità di un'area alternativa a nord della via Venezia (senza rischi archeologici); b. mettese attorno al tavolo Ente finanziatore, Ospedale, Comune, Impresa costruttrice, Sovrintendenza, Museo di Gela con lo scopo di concordare subito una soluzione immediata. Nessun responsabile di Ente o Ministero potrebbe verbalizzare la sua responsabilità a distrugegre reperti e, forse, molto di più, in presenza di una concreta possibilità».
Gaetano Trainito: «Su questo mi trovi d'accordo. Ma i tempi per la realizzazione della radioterapia? Secondo te con la burocrazia, la diminuzione delle risorse quanti anni passerebbero?».
Francesco Salinitro: «Ascolta Gaetano, quì non è questione di burocrazia. I finanziamenti sono già attestati ad una voce di Bilancio che ha come Capitolo (molto probabilmente) euro xxxxxx per la Radioterapia a Gela. Il sito è l'aspetto meno importante per questo scopo. Se questo creasse qualche problema, variare questo riferimento sarebbe il minore dei problemi. Naturalmente occorre la volontà di tutta la città ad andare in quella direzione. In poche parole il problema è politico».
Gaetano Trainito: «Nessuna preclusione a quanto da te proposto in maniera costruttiva. Sicuramente e' la politica che deve intervenire. Avrò modo di parlarne col sindaco e vedere se ci sono spiragli nella direzione da te consigliata e auspicata...».
Fabio Cipolla: «Caro Francesco, purtroppo Gela non ha rispetto del proprio passato, lo scempio è evidente, a cominciare dal corso v.e., con quei palazzi anni 70 orribili che dovrebbero essere rasi al suolo!».
Francesco Salinitro: «Bene. Spero che il dialogo fra due persone per bene possa sortire effetti positivi per la nostra città. Che Iddio vi illumini».
Luigi Magnante: «E’inconcepibile pensare che il reale ostacolo per la costruzione del centro, tanto agognato, possa essere l'ubicazione. Il territorio è vastissimo e sappiamo bene che ci sono delle zone in cui il rischio di trovare reperti, a qualche metro di profondità, è praticamente nullo. Spero che tutto possa risolversi in tempi celeri (volendo...sappiamo tutti....si può!): mi pare doveroso, in un territorio come il nostro, con un'incidenza così elevata di malati di tumore, avere un centro oncologico».
Autore : Redazione Corriere
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