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notizia del 02/09/2007 messa in rete alle 16:13:36
Disagi in Provincia, Consigli per eliminarli
Continuano i disagi nel nostro territorio, tante le iniziative che a distanza di giorni o di mesi cadono nel vuoto, eppure, potrebbero essere risolti con un unico grande sforzo, la creazione della decima Provincia siciliana.
Andiamo per ordine ed iniziamo con un tema delicatissimo, la sanità.
Qualche settimana fa a Gela è stata trasmessa in diretta la trasmissione tv “W l’Italia” sollevando indignazione per le malattie verso cui vanno incontro migliaia di gelesi, forse è vero o forse no che la raffineria oggi non inquini (?), di questo se ne occupa la magistratura, ma il punto in questione è un altro, accertata la grande mole di malattie tumorali e malformazioni, dovrebbe essere logico investire nell’ospedale gelese per alleviare le pene di cittadini che giornalmente sacrificano la loro salute per il benessere della Nazione e della Regione, ed invece occorre la sfida dei cittadini costituiti in comitato, di cui un encomio va ai cittadini Moscato e Cirignotta, sfidare la Regione per evitare di fare altrove il dipartimento oncologico, con la collaborazione delle forze oscure della deputazione nissena che lotta per averne due, uno a San Cataldo ed uno a Caltanissetta, inconcepibile! Ma la Regione ancora oggi e come avviene ogni anno “punisce il nostro ospedale” nonostante per professionalità e prestazioni sia uno dei più efficienti, tributando ad esso la somma minore tra tutte le aziende ospedaliere dell’isola, come si può notare nella tabella sottostante, che indica i finanziamenti per le strutture sanitarie in Sicilia, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Regionale del 6 luglio 2007:
-Usl n. 1 – Ag 399.074.145,55
-Usl n. 2 – Cl 220.799.839,04
-Usl n. 3 – Ct 944.814.287,07
-Usl n. 4 – En 167.838.676,94
-Usl n. 5 – Me 736.135.864,76
-Usl n. 6 – Pa 1.089.412.470,94
-Usl n. 7 – Rg 320.005.749,14
-Usl n. 8 – Sr 384.530.745,70
-Usl n. 9 – Tp 499.826.623,80
-Civico Palermo 267.639.139,27
-Garibaldi di Catania 161.226.076,82
-Vittorio Emanuele di Catania 212.341.152,40
-S. Elia di Caltanissetta 84.457.936,81
-Cannizzaro di Catania 133.022.980,12
-Papardo di Messina 87.172.685,20
-Villa Sofia di Palermo 114.629.991,60
-S. Giovanni Di Dio di Ag 57.447.728,01
-Gravina di Caltagirone 73.486.273,51
-Umberto I di Enna 49.973.570,41
-Vittorio Emanuele di Gela 38.229.875,94
-Piemonte di Messina 39.891.615,58
-Cervello di Palermo 93.825.303,41
-Civile OMPA di Ragusa 80.101.464,87
-Umberto I di Siracusa 71.899.803,49
-S. Antonio Abate di Trapani 70.396.695,66
-Ospedali Riuniti di Sciacca 51.285.815,11
-Policlinico univ. di Palermo 161.511.621,19
-Policlinico univ. di Messina 149.478.265,36
-Policlinico univ. di Catania 71.095.058,79
-ISMETT di Palermo 82.546.792,77
-OASI di Troina 40.532.872,00
-Buccheri La Ferla di Palerm 50.622.138,23
-Villa Maria Eleonora Palermo 33.581.742,00
-ISCAS di Pedara 31.923.608,00
-La Maddalena di Palermo 27.080.484,74
-S. Raffaele di Cefalù 48.026.008,40
-Istituto Zooprof. Palermo 150.670,00
-CEFPAS 129.916,67
-Riqualif. Ass. sanitaria 6.349.178,26
-Quota per ricettari IPZS 5.463.322,14
-ARAN 150.948,30
-Telecom chiusura linea ADSL 21.000,00
-Quota dipartimento DOE 3.824.580,00
-Capitoli regionali 138.441.000,00
Totale 7.250.295.618,00
Sull’enorme mole di denaro pubblico speso in sanità, questo territorio ne riceve le briciole, a fronte di altre realtà con meno abitanti e meno rischi, che creano strutture che alla fine mirano a compensare le mancanze del nostro territorio. Oltre a Gela, soffrono gli ospedali di Niscemi che rischia di essere accorpato con quello di Gela creando maggiori disagi alle due comunità, in bilico anche l’ospedale di Mazzarino, a Piazza Armerina si rischia la chiusura di alcuni reparti tra cui il reparto di ginecologia-ostretricia privando le gestanti piazzasi di partorire nella propria città. Questo a causa di essere la periferia delle rispettive province che investono solo nel capoluogo o al massimo nei comuni posti nelle immediate vicinanze ad essi.
Cambiamo argomento, e parliamo di Università. Conclusa la manovra per l’Università a Gela, dopo la possibilità di diventare sede di Ateneo insieme ad Enna, passiamo dalle stelle alle stalle, manteniamo i corsi con Catania per altri due anni, intanto ci siamo infilati (con grande coraggio!) nella tana del lupo, siamo con il Consorzio Universitario Nisseno, con una sola facoltà, quella di Ingegneria Chimica, entrando come sede distaccata, una grande conquista! Ma gli studenti universitari gelesi, i veri interessati, cosa ne pensano? Sono stati interpellati? La verità è che questo accordo con il Consorzio Universitario Nisseno sa sempre più di accordo politico, ma d’altronde si avvicinano le elezioni provinciali, e chissà se qualcuno non si sta già organizzando per mercanteggiare un pezzo di Gela per tornaconto politico-personale, non mancano a Gela “affiliati” a politici di spicco nisseni verso i quali, per qualche mollica, ci si vende il futuro di questo territorio senza troppi rimorsi.
Altri grandi disagi sta provocando l’Agenzia delle Entrate di Gela, non a causa dei dipendenti verso i quali va tutta la gratitudine della cittadinanza, per l’enorme mole di lavoro che affrontano, ma, causati da un numero troppo esiguo di personale, siamo ad un quarto della pianta organica, quindi sugli 80 dipendenti previsti ce ne sono soltanto 20, è naturale che si formino file interminabili.
Forse si attende che si arrivi al lumicino, affinché si chiuda tale importante ufficio, magari trasferendolo a Caltanissetta, sicuramente, magari per magia, lì il personale nel giro di qualche giorno spunterebbe.
Ma di cosa vogliamo parlare?
Parliamo di legalità. Una città di 77.000 abitanti, punto di riferimento di un comprensorio di alcune centinaia di migliaia di abitanti, con le conseguenze che una elevata popolazione abbandonata a se stessa può provocare, come viene attenzionata? Con meno di trecento agenti delle forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza), a fronte degli oltre milleduecento del capoluogo, attenzione, non si auspica ad uno stato di polizia, ma tornerebbe utile vedere qualche pattuglia in giro, specialmente la notte, ed invece niente, nemmeno di giorno, nelle caserme gelesi non si riesce, a causa della persistente carenza di personale, ad organizzare neppure i turni per le ferie. Non va meglio neppure al Tribunale, dove la carenza di personale è superiore al 20% della pianta organica, tutto ciò rema contro a quella auspicata legalità a cui tanto i cittadini di questo territorio tengono. Altro grave problema è la crisi idrica, quando c’era l’EAS non andava certo meglio, basta pensare che i dipendenti a Gela per il funzionamento della rete idrica erano soltanto 4 mentre a Caltanissetta 80, ma i cambiamenti si fanno per migliorare e questo territorio, passando sotto la gestione di Caltaqua non ha visto nessun miglioramento, anzi lamentele si sollevano da tutti i comuni per tornare alla gestione comunale dell’acqua, senza enti intermedi (Siciliacque, Ato, Caltaqua), che allo stato attuale rappresentano soltando degli stipendifici.
Potremmo parlare per giorni dei disagi e delle carenze di questo territorio, infatti, le carenze di personale si estendono alla Capitaneria di Porto, alle Poste (al limite della sopportazione umana), ma non meno disagi provocano i distaccamenti ombra (Camera di Commercio, Inail, Inps, ecc.), che servono esclusivamente da palliativi ai problemi seri della popolazione, tanto da far coalizzare nel 2006 i sindacati, che inscenarono “la marcia dei servizi”, sapendo perfettamente che la soluzione ultima a tutti questi problemi era ben altra, la creazione della decima Provincia.
Non vogliamo la Provincia per mero campanilismo, ma per un giusto riconoscimento ad un territorio che negli anni ha fornito il proprio sangue per il benessere collettivo, un territorio omogeneo per cultura, tradizioni, economia, storia, un territorio dalle molteplici potenzialità, forse unico in Sicilia, un territorio che vuole la sua autonomia amministrativa, che vuole scegliere liberamente, insieme alle altre realtà provinciali siciliane, come meglio organizzarsi per le sfide del futuro (apertura delle barriere doganali del Mediterraneo, globalizzazione, ecc.), di sentirsi alla pari con le altre realtà siciliane e non essere discriminati rispetto ad esse ed alle politiche o dai politici che attualmente umiliano e mortificano questo territorio.
Per questo è nato da circa un anno “Progetto Provincia”, un comitato che per statuto è nato con un solo ed unico obiettivo, la creazione della decima Provincia siciliana, infatti, il comitato come citato nell’art. 4 dello statuto, cesserà le sue funzioni non appena raggiunto l’obiettivo. Grande è la sensibilità dimostrata dai cittadini gelesi, a cui vanno i ringraziamenti di tutto il direttivo del comitato, già in 430 si sono iscritti versando una quota di adesione di 10,00 Euro, che servono da contributo alle iniziative del comitato. Ma anche altre città sono in fermento per l’iniziativa, infatti, nella vicina Licata alcuni volenterosi giovani professionisti hanno fondato il comitato “Provincia del Golfo”, un altro a settembre si formerà a Niscemi, e contiamo a breve di spingere i cittadini del circondario affinché ve ne sia uno in ogni Comune interessato dall’iniziativa, in tutto si tratta di 20 comuni, dei quali sono già stati contattati i Sindaci ed informati dell’iniziativa, peraltro presa a cuore dalla grande maggioranza di essi, descrivendo questa iniziativa come una buona possibilità per uscire dall’isolamento e la discriminazione politica. Dunque, si continua per ottenere un sacrosanto diritto: la liberta di amministrarci, la decima Provincia siciliana.
Il comitato, dopo la breve pausa estiva, riprende gli incontri con il pubblico e con i soci, a partire dal 31 agosto, tutti i venerdì dalle 20:00 alle 22:00, in vico Cataldi n. 6.
Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia
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