notizia del 02/09/2007 messa in rete alle 16:12:03

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Tavolo palermitano per l’acqua
Fronte politico spaccato a Gela sulla questione acqua. Al termine della conferenza di servizio svoltasi nell’aula consiliare mercoledì scorso, ogni decisione è stata rinviata al tavolo regionale che si terrà il 4 settembre prossimo, presenti tutte le parti in causa: amministrazione comunale, gruppi consiliari, Ato idrico, Caltaqua.
Non sono mancate come al solito le polemiche, con maggioranza e opposizione che si sono accusate a vicenda. Criticato il ruolo di Eni, mentre l’amministrazione comunale è stata tirata in ballo per non aver sollevato la non potabilità dell’acqua erogata a Gela in occasione della delibera sottoscritta a Palermo nel maggio scorso. Sul ruolo dell’Eni qualcuno si è chiesto come mai a Caltaqua sarebbe stato negato di costruire un nuovo dissalatore, privilegiando l’ente petrolifero, che si appresterebbe a costruire un dissalatore con l’avallo dell’Amministrazione comunale? A sollevare la questione è stato il consigliere comunale del Pli, Grazio Trufolo.
“Caltaqua – sostiene l’esponente liberale – nella sua offerta pubblica aveva dichiarato che era disponibile a costruire un dissalatore a proprie spese per abbattere i costi di produzione a beneficio dei consumatori. A Caltaqua è stato detto no e all’Eni si permette di rifornire acqua non potabile che il cittadino poi dovrebbe pagare a prezzo intero”.
Il Consiglio provinciale ha intanto votato un odg con cui impegna Collura a prendere il comando dell’Ato, esautorando di fatto il suo delegato Gioacchino Di Maria.
Queste le dichiarazioni rese al termine della riunione.
Giuseppe Di Dio (presidente del Consiglio comunale)
“La società insieme ad altri cercano di scaricarsi a vicenda chi deve dare questa risposta sul 50% della riduzione sulla sospensione definitiva. È chiaro la società ci viene a dire che ha dei problemi con Sicilia Acque, è chiaro che la Regione Sicilia è parte attiva in questa situazione, noi giorno 4 li metteremo insieme, in modo che questo problema non se lo scarichino fra di loro e che si arrivi ad una decisione definitiva”.
Lucio Greco (consigliere comunale di Forza Italia)
“Con rammarico debbo dire che la delibera dell’Ato idrico riguardante la nuova tariffazione, quindi i nuovi prezzi del costo dell’acqua è stata favorevolmente votata anche dal rappresentante del Comune di Gela nominato dall’Amministrazione comunale”.
Si sostiene però che se il rappresentante del Comune non avesse firmato, la città sarebbe rimasta a secco.
“Il 10 maggio – dice Fava – è stato sottolineato che l’acqua non è potabile ed è stata votata l’articolazione tariffaria subordinandola ad una erogazione idrica rispettosa dei parametri di potabilità previsti dal decreto ministeriale”.
Rappresentante di Caltaqua: “La non potabilità non è un nostro problema, ma del fornitore di acqua. Sappiamo che c’è un’ordinanza del sindaco che dichiara l’acqua non potabile e noi siamo obbligati a fornirla non per consumi alimentari. Per quanto riguarda le bollette salate, ho già chiarito che è un problema che affronteremo il 4 settembre a Palermo”.
Gioacchino Di Maria (presidente Ato idrico): “Gela ha una situazione di estremo disastro, sia dal punto di vista infrastrutturale sia organizzativo. Dal punto di vista infrastrutturale perché ha reti idriche completamente fatiscenti, reti fognarie fatiscenti, sistemi di depurazione inadeguati e perdippiù ha un grosso limite, la dipendenza monofunzionale da un dissalatore che è obsoleto, e come tale funziona a singhiozzo, producendo acqua, proprio perché obsoleto, una volta si e una volta no, senza costanza di rifornimento ai cittadini di Gela, con livelli qualitativi molto bassi; tant’è che c’è un’ordinanza sindacale che decreta la non potabilità di quell’acqua dal 2003. Tutto questo ha comportato un costo del servizio elevatissimo: otto milioni di metri cubi di acqua che si acquistano, per poterne fatturare poi 2 milioni di mc. Questo significa che il costo del servizio, a Gela, sia per perdite tecniche, e mi riferisco alle reti fatiscenti, sia per perdite amministrative, ossia la presenza di moltissimi allacci abusivi, quantificabili in circa 10 mila, comporta che il costo a Gela sarebbe di 4 euro al mc, a copertura del servizio; quella sarebbe la tariffa da applicare sulla base di una formula specifica. Noi invece applichiamo l’1,34, che è un metodo normalizzato. Quindi, i cittadini di Gela devono intanto sapere che compartecipano al costo del servizio complessivo con meno del 30% rispetto al costo reale. Questo per dire che l’Ato è stato un bene per i cittadini di Gela e non un male; perché se il servizio fosse gestito dal Comune, senza i contributi della Regione che vanno a coprire questo costo, perché in quel caso il contributo della Regione non ci sarebbe, le bollette dovrebbero schizzare verso l’alto oppure dovrebbe essere il Comune di Gela a sopperire con fondi del proprio bilancio. Detto questo, restano da chiarire alcuni aspetti della questione: il problema è di tipo economico, visto che i cittadini di Gela si lamentano di pagare tanto quanto pagano gli altri cittadini della Provincia, pur ricevendo acqua di cattiva qualità; se è così, ne consegue che questo va risolto con il concorso di tutti i soggetti che partecipano a questo sistema: Regione Siciliana e Sicilia Acque. Il 4 settembre c’è questo incontro presso la Regione Siciliana, con la presenza anche dell’Agenzia ed ognuno deve farsi carico di una parte di questo problema, per riuscire ad andare incontro ai cittadini di Gela nella fase di transizione, fino a quando, cioè, non si riuscirà a dare acqua di buona qualità. Quando durerà questa fase di transizione? Non più di un anno. Mi danno garanzie, da Sicilia Acque, che è il responsabile della qualità dell’acqua che viene prodotta, che già dal 1° gennaio 2008 migliorerà la qualità grazie ad una modifica all’impianto di remineralizzazione e poi finalmente si utilizzeranno, con un apposito potabilizzatore, i 70 litri al secondo di acqua del Ragoleto, i 100 litri del Disueri, che consentiranno, assieme ai 20 litri del Pantanelli, di riuscire a dare acqua qualitativamente superiore ai gelesi”.
Autore : Redazione Corriere
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