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Corriere di Gela | Gela ha bisogno di legalità
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notizia del 07/10/2007 messa in rete alle 15:56:03
Gela ha bisogno di legalità

Forse volutamente si cerca di confondere i cittadini, forse il problema legalità a Gela non si vuole risolvere, forse…
Dopo l’omicidio Bellomo e la serie impressionante di attentati incendiari, a Gela ci si chiede: si può uscire da questa situazione? La risposta è sì, si può uscire.
Abbiamo in un lampo conquistato le prime pagine dei giornali, su Gela parecchi giornalisti hanno fatto carriera, altri provano ancora a specularci, eppure ci sono altre città in cui si è ucciso più di Gela in questi anni, ci sono città in Sicilia che hanno un numero maggiore di tossicodipendenti e quindi circola più droga, ci sono città con più alte percentuali di commercianti che pagano il pizzo, ma a finire in prima pagina è solo Gela, come se i giornalisti appostati come iene aspettassero un passo falso per buttarsi sulla preda.
Non si può dire che la colpa è solo dei gelesi, anzi, viste le condizioni in cui è volutamente tenuta, c’è da dire che i gelesi (quelli “buoni”, che sono la stragrande maggioranza) meritano un plauso.
Meno di 300 uomini delle forze dell’ordine (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza) al presidio del territorio, 300 agenti in una città che conta 77.000 residenti (stima ISTAT 2005), basti pensare che il nostro capoluogo, Caltanissetta, ne ha oltre 1.000 per una popolazione residente di 60.000 abitanti (stima ISTAT 2005) e con problematiche minori.
A Gela gli agenti fanno fatica persino ad organizzarsi le ferie, file nelle caserme, mancanza di controllo del territorio, tutto questo non per negligenza degli agenti, che anzi con grande impegno cercano di far fronte alla situazione, ma, per il numero troppo esiguo degli stessi.
Gela non vuole essere assediata, ma è necessaria la giusta presenza dei tutori dell’ordine.
Gela è una città che grazie alle negligenze di Stato e regione, vive una situazione di mancato sviluppo, quindi di disagio tra le più gravi d’italia, e non si può certo dire che siamo improduttivi, Gela contribuisce pesantemente a riempire le casse nazionali e regionali (e anche provinciali), è una delle pochissime città d’Italia produttrice di petrolio, oltre che a raffinarlo, eppure il ritorno si quantifica in fumo. Nessuno sconto sui carburanti.
Produciamo acqua dissalata per due Province (Caltanissetta ed Agrigento) e patiamo la sete, siamo tra le prime città italiane con il più alto indice di malattie tumorali, ed ancora oggi si discute (c’è un rimpallo in atto tra Stato e Regione) sulla realizzazione del dipartimento oncologico di II livello.
Siamo stati boicottati, persino dal nostro capoluogo, per quanto riguarda l’aereoporto, nonostante la piana di Gela sia la seconda della Sicilia per estensione, nonostante sia stata sede di aeroporto militare, dove ai tempi della costruzione del petrolchimico vi volò Mattei, il Presidente Saragat, nonostante tutto siamo stati boicottati, e la Regione che poteva realizzarne uno a Gela coprendo i bisogni dell’intera fascia meridionale dell’isola, spende doppio, uno a Comiso, ed in futuro forse uno nell’agrigentino.
Gela città di mare, nonostante sia il terzo porto per traffico merci della Sicilia, nessun investimento per aumentare lo scambio commerciale via mare da tempo immemorabile, ed allora investimenti su Pozzallo, Augusta, Porto Empedocle, ecc., ovunque tranne che a Gela.
Stessa cosa parlando di strade, la Siracusa-Gela è partita dalla parte opposta a Gela, chissà quale generazione vedrà l’arrivo, se oggi inizierebbero l’ autostrada Mazara del Vallo-Gela partirebbero dalla parte opposta. La Catania-Gela è la seconda strada statale della Sicilia per transito (la prima è la Sr-CT), eppure largo alle Province, prima la Rg-Ct, la Ag-Cl, la Ag-Pa, poi, molto poi, e se possibile mai la Gela Ct,ed anche in questo caso inizierebbero da Catania.
La legalità passa anche attraverso investimenti, più economia, più posti di lavoro, meno giovani “acchiappati” dalla mafia.
Ed allora cosa occorre fare a Gela per avere più legalità? Una Questura speciale? L’Esercito? La cultura?
Oppure con una sola mossa tutto insieme, più controllo, più economia ed investimenti= la decima Provincia siciliana.
C’è già aperto un dibattito su questo argomento, c’è chi le vuole abolire, chi le vuole ridurre, chi vuole lasciare tutto com’è. Ogni qualvolta che l’Italia attraversa un periodo di crisi economica, si parla di eliminare le Province, passata la crisi, tutto resta com’è. Eppure era stata prevista la loro soppressione con la creazione delle regioni, in Sicilia, Regione a Statuto Speciale, è stata prevista la soppressione delle Province sin dal 1948 (art. 15 dello Statuto). Come si vede, è una storia vecchia che all’occorrenza si tira fuori.
Ora, visto che Gela ha bisogno di fare un salto di qualità, deve necessariamente diventare Provincia, anche per risollevare le sorti economiche del comprensorio, che guarda Gela con speranza. Poi, se le sopprimeranno, cambieranno nome o confini, la nuova Provincia seguirà le sorti delle altre Province siciliane, attualmente la legislazione prevede questo. Di certo c’è il presente, e così non lo possiamo più vivere.


Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia

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